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A Sandro Rutolo il sostegno dei cronisti italiani

di Simona Petaccia (06/10/2009 - 22:58)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 06/10/2009 - I cronisti esprimono pieno sostegno al collega Sandro Ruotolo e sottolineano che quando la polemica politica contro il lavoro dei giornalisti supera ogni limite consentito dalle elementari norme  della civiltà si rischia di aizzare la follia di qualche sconsiderato o criminale.

In una nota, il Presidente dell’Unci Guido Columba e il Presidente del Gruppo Cronisti Campani Renato Rocco ricordano che, come sostiene sempre lo stesso Ruotolo, le minacce e le intimidazioni si combattano soprattutto essendo più cronisti, cioè non lasciando solo il collega come un facile bersaglio per i prepotenti o i criminali, ma garantendogli attorno una “cintura di sicurezza” di tante voci di altri cronisti.

Già troppi colleghi, in tante Regioni d’Italia, sono sottoposti a minacce e intimidazioni che rendono ancora più difficile un lavoro che per sua natura ha la necessità, come ha detto sabato scorso in piazza del Popolo nella manifestazione per difendere la libertà d’informazione Roberto Saviano, di garantire a chi lo svolge  “la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni personali”.

L’Unione Cronisti chiede quindi al ministro dell’interno Roberto Maroni di dare disposizioni affinché Ruotolo e la sua famiglia abbiano il massimo delle garanzie e perché si mettano in azione tutti gli interventi necessari a tutelare i giornalisti e la funzione a cui adempiono in una società democratica.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Corteo in bicicletta in difesa della liberta’ di stampa

di Simona Petaccia (29/05/2009 - 23:12)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 29/05/2009 - Un corteo di giornalisti in bicicletta nel centro di Roma contro il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. Lo hanno organizzato l’Unione Nazionale Cronisti Italiani e l’Associazione Stampa Romana per martedì 9 giugno. In quel giorno, infatti, i capigruppo della Camera hanno deciso che il testo del provvedimento che punta ad azzerare cronaca giudiziaria e “nera” sia portato all’esame dell’Aula.

La protesta in bicicletta, alla quale parteciperanno i dirigenti di tutti gli organismi del giornalismo italiano, toccherà i “Palazzi del Potere”: la partenza avverrà alle 11 dalla sede della  Federazione della Stampa. I ciclisti passeranno davanti al Senato, in piazza Venezia, davanti a Palazzo Chigi, in piazza di Spagna, e raggiungeranno piazza Monte Citorio alle 12. Qui si uniranno ad altri manifestanti, con  striscioni e volantini, per un sit-in nel quale saranno spiegate le ragioni dell’opposizione al ddl.

In sostanza, si tratta di un provvedimento che punta a sottrarre ai magistrati uno strumento fondamentale per contrastare, reprimere e punire il crimine e ad espropriare il diritto costituzionale dei cittadini di essere informati in modo corretto, compiuto e tempestivo di ciò che davvero avviene nel Paese per poter intervenire in  modo consapevole nell’ambito sociale e politico.

Inoltre il Governo ha già deliberato la possibilità di chiedere il voto di fiducia sul ddl scavalcando così il libero confronto parlamentare e cercando di soffocare le molteplici manifestazioni di dissenso, anche all’interno della maggioranza, su un testo di legge che spinge l’Italia fuori dall’Europa – come dimostrano le ripetute sentenze della Corte dei Diritti umani di Strasburgo – isolandola da un contesto in cui i poteri di controllo democratico del potere, magistratura e stampa, sono i veri parametri  su cui si misura il tasso di libertà e democrazia di un Paese.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Stupratore di Genova: Giustizia e’ fatta per i cronisti

di Simona Petaccia (10/04/2009 - 14:27)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 10/04/2009 - “Giustizia è fatta a Genova per i cronisti”. Ha commentato così l’assoluzione dei sei colleghi del Secolo XIX il Presidente dell’Unci Guido Columba che aveva parlato di “scandalo” per la sentenza di primo grado che li aveva condannati.

I sei, stamani, sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”. Lo ha deciso nel processo di appello il giudice monocratico del tribunale di Genova, Clara Guerello. In primo grado, nel 2007, erano stati condannati con un decreto penale del Pm, convalidato dal Gip, a una dozzina di giorni di carcere, convertiti in una pena pecuniaria.

Il Secolo XIX, come il Corriere Mercantile, aveva pubblicato l’identikit di quello che è poi stato soprannominato “il maniaco degli ascensori”  che tra il 2004 e  2006 aveva aggredito, selvaggiamente picchiato e stuprato quasi una trentina di ragazzine negli androni dei palazzi di tutti i quartieri di Genova. Forze di polizia e magistratura avevano minimizzato il numero degli stupri e la violenza delle aggressioni.

La pubblicazione dell’identikit del maniaco – Edgar Bianchi, arrestato alla fine e condannato in appello a una dozzina di anni di carcere – ha salvato alcune ragazze genovesi dalla violenza perché hanno riconosciuto nell’uomo appostato vicino alle loro abitazioni lo stupratore.

L’Unci ha assegnato ai sei un riconoscimento nell’ambito del Premio Cronista 2008 - La sentenza di oggi  commenta Columba che in marzo ha testimoniato a favore di  Matteo Cetara, Matteo Indice, Roberto Onofrio, Roberto Pettinaroli,  Simone Schiaffino e Lanfranco Vaccari nel processo d’appello – riconosce pienamente il fondamentale ruolo sociale svolto dalla stampa per tenere assieme le basi della convivenza sociale: senza il diritto-dovere di cronaca, esercitato con intelligenza e coraggio da migliaia di cronisti in tutta Italia la nostra società sarebbe meno civile, meno giusta, meno solidale. Gli articoli scritti dai colleghi hanno anche spronato magistrati e investigatori e abbreviato il  periodo che è stato necessario alle indagini per consentire di arrestare lo stupratore.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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E’ on-line il Quaderno dell’Unci sul ddl Alfano

di Simona Petaccia (05/03/2009 - 22:53)

È possibile scaricare il Quaderno dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani dedicato al Ddl Alfano sulle intercettazioni che è stato presentato il 3 marzo 2009 alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Intitolato “Ddl Alfano: se lo conosci lo eviti”, il volume raccoglie, in 224 pagine, le opinioni di trenta tra giuristi, magistrati, avvocati, investigatori, giornalisti e una ampia documentazione.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico unci [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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A Biagi la medaglia d’oro dei cronisti milanesi

di Simona Petaccia (13/01/2009 - 20:15)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, Comunicato Stampa di martedì 13 gennaio 2009 - Giovedì  15 al Circolo della Stampa di Milano Enzo Biagi  avrà il suo Ambrogino d’oro, quello che il Consiglio comunale di Milano gli ha rifiutato nelle scorse settimane. A rendere possibile l’evento è stata la reazione  dei cronisti milanesi, in prima fila Michelino Crosti, Giorgio Santelli e Andrea Riscassi, che hanno costituito un gruppo su Facebook  dal titolo: “Diamogliela noi la grande medaglia d’oro a Enzo Biagi” (http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=43718632174).

Al gruppo si sono iscritti in poco tempo 2.720 milanesi e non  impegnati in ogni settore della vita sociale, sollecitati anche dal fatto che al momento di ritirare il suo Ambrogino, Crosti ha mostrato un grande cartello con la scritta “Grazie Enzo”.

La sera di giovedì 15, dalle 20,30, tutti i giornalisti e i simpatizzanti di Biagi si riuniranno al Circolo della Stampa in Corso Venezia. Alle figlie di Biagi, Carla e Bice verrà consegnata in forma collettiva una targa con una sorta di Ambrogino d’oro mentre lo speaker Maurizio Trombini leggerà dei testi di Biagi.

La serata, alla quale parteciperà  il direttore del Sole 24 ore Ferruccio De Bortoli, sarà trasmessa in diretta da Radio Popolare dalle 21 alle 22,30.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico unci [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Napoli : divieto di accesso ai cronisti in Comune

di Simona Petaccia (08/01/2009 - 20:07)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, Comunicato Stampa di giovedì 8 gennaio 2009 - Comune, accesso impedito ai giornalisti. Lo denuncia un episodio dell’Unione cronisti della Campania.  “Dopo l’episodio degli accrediti per gli operatori della comunicazione, già stigmatizzato dall’Unione Cronisti della Campania, contrario alla prassi consolidata da decenni di libera frequentazione di Palazzo San Giacomo, - dice la nota -  ieri mattina, ai cronisti napoletani è stato impedito l’accesso alla sala giunta comunale, lasciandoli svolgere il loro lavoro, quanto mai complesso e delicato in un momento così delicato della città, alle intemperie senza che fossero creati i presupposti di un inasprimento dei rapporti tra la categoria e l’istituzione cittadina”.

L’Unione cronisti della Campania, sostenuta dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani, sottolinea che “ non può che denunciare con fermezza questo episodio che lede ancora una volta il diritto-dovere di cronaca”.

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Cronista aggredito a Ivrea, prefetto garantisca liberta’

di Simona Petaccia (20/11/2008 - 22:48)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 20/11/2008 - Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unione Nazionale Cronisti Italiani esprimono solidarietà al collega della Sentinella del Canavese, Franco Farnè, aggredito per strada in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli che riportavano critiche sulla realizzazione di un lavoro nel centro storico di Ivrea.

La funzione del giornalista è quella di registrare la realtà e fornire ai lettori una chiave di lettura perché siano messi in grado di formarsi una opinione ragionata degli avvenimenti.

L’aggressione fisica a un giornalista è inconcepibile, anche perché priva la società di un punto di riferimento essenziale. Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unci chiedono al Prefetto di Torino di assicurare il libero esercizio della libertà di informazione garantendo la tranquillità e l’incolumità dei giornalisti.

Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unci ribadiscono che in alcun caso tollereranno comportamenti che hanno lo scopo di intimidire e limitare la libertà di stampa.

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La camorra rivelata da Rosaria Capacchione

di Simona Petaccia (17/11/2008 - 17:00)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 17/11/2008 - Lunedì 1° dicembre prossimo, nella sede della Fnsi di Corso Vittorio  Emanuele II  349, con   inizio alle  ore 11, verrà  presentato il libro di Rosaria Capacchione “L’oro della camorra” che ricostruisce le vicende del clan dei Casalesi.

Oltre a Rosaria, che lavora nella redazione di Caserta de Il Mattino, saranno presenti tutti i vertici del giornalismo –  Roberto Natale e Franco Siddi, presidente e segretario generale della Fnsi, Lorenzo Del Boca ed Enzo Iacopino, presidente e segretario dell’Ordine del giornalisti, Guido Columba, presidente dell’Unci - che lo scorso 30 ottobre a Caserta e a Casal di Principe  hanno, ancora una volta, testimoniato il sostegno dell’intera categoria a chi si impegna in condizioni talmente difficili a informare i cittadini sulle attività della camorra e sulle sue connivenze. E che per questo è costretto a una vita blindata tra continue minacce. Dei cronisti sotto scorta si occuperà l’Osservatorio che Fnsi e Ordine stanno costituendo.

Il libro di Rosaria Capacchione descrive con rigore tecnico e scientifico, ma con  taglio da romanzo, la nascita, l’ascesa e il declino cui lo stanno inesorabilmente portando l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, del clan che da Casapesenna si è infiltrato in Emilia e Lombardia e in molte altre zone d’Italia. Un esempio di “camorra imprenditrice” che reinveste in attività lecite i proventi degli affari illegali, si insinua nelle amministrazioni pubbliche e controlla interi settori economici.  Rosaria, come Roberto Saviano autore di ‘Gomorra’, ha per anni rivelato gli affari del clan e le responsabilità politiche di chi lo ha favorito.

Alla presentazione parteciperà il giudice Raffaele Cantone, per nove anni sostituto procuratore di punta nella lotta contro il clan  che al Processo Spartacus  ha avuto 16 ergastoli, confermati lo scorso marzo in Appello, e  5 condanne a 30 anni. Anche Cantone, come Rosaria e Saviano, è continuamente nel mirino della camorra.

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INTERCETTAZIONI: Unione Cronisti, raccolta firme via web

di Simona Petaccia (28/10/2008 - 16:39)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, 28/10/2008 - L’Unione Nazionale Cronisti Italiani ha avviato una raccolta di firme telematica su un documento che riassume le critiche al disegno di legge del governo sulle intercettazioni e indica un sistema per rispettare la privacy delle persone non indagate salvaguardando il diritto costituzionale dei cittadini di essere informati in modo completo, compiuto e tempestivo sulle indagini giudiziarie.

L’Unci invita giornalisti e cittadini che condividono il documento a sottoscriverlo e inviarlo via mail ai suoi destinatari: i componenti la Commissione Giustizia della Camera che sta esaminando il disegno di legge, e i Capi Gruppo di Monte Citorio.

Nel documento si ricorda che il ddl del governo in pratica cancella ogni possibilità di cronaca giudiziaria prima della celebrazione dei processi, con la conseguenza che i cittadini non potranno sapere nulla per anni su reati molto gravi che coinvolgono l’intera collettività.

L’Unci, sottolineando che Fnsi, Ordine e tutti i giornalisti sono pienamente favorevoli alla tutela delle persone estranee all’indagine, si dice d’accordo con il fatto che il Gip non possa più inserire la trascrizione delle intercettazioni telefoniche  nell’ordinanza di custodia cautelare: in questo modo le persone innocenti saranno efficacemente tutelate.

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L’Italia faccia ogni sforzo per tutelare Sayed Kambakhsh

di Simona Petaccia (21/10/2008 - 18:09)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, 21/10/2008 - L’Unione Nazionale Cronisti chiede al governo, alle istituzioni e a chiunque ne abbia la possibilità, di esercitare il massimo di pressione per tutelare Sayed Parwez Kambakhsh, il giovane cronista afgano che era stato condannato a morte e che in appello ha avuto oggi una condanna a 20 anni di reclusione.

Come era evidente dalle accuse formulate nel tribunale tribale di Mazar-i-Sharif, e come ha spiegato il fratello Sayed Yaqub Ibrahimi - che nello scorso marzo è venuto a Viareggio a ritirare il Premio Cronista internazionale assegnato a Parwez - il giovane cronista è del tutto innocente e le accuse che gli sono state rivolte sono servite ad ammonire la stampa a non interessarsi delle vicende che riguardano i signori della guerra e le spartizioni territoriali dell’Afghanistan.

L’Unione Cronisti chiede quindi che riparta la mobilitazione internazionale a favore di  Sayed Parwez Kambakhsh e della libertà di stampa in Afghanistan e che anche il governo italiano si adoperi affinché da parte di tutte le istituzioni afgane, a cominciare proprio dalle aule giudiziarie, siano garantiti la legalità e i diritti umani.

La democrazia che anche l’Italia sta cercando di costruire in Afghanistan, con il suo impegno politico e militare, non può rinunciare ai  principi dell’inviolabilità della vita e della libertà di stampa e di opinione.

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