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Unci: La libertà di stampa è a repentaglio,intensificare la lotta a difesa dei princìpi

di Simona Petaccia (01/09/2009 - 15:28)

Unci, comunicato stampa del 01/09/2009 - La libertà di stampa è a repentaglio.

Lo è da sempre, come ricorda spesso il presidente dell’Ordine Lorenzo Del Boca, secondo il quale deve essere difesa e reinventata ogni giorno.

A mettere a rischio l’indipendenza dell’informazione sono, da sempre, politici finanzieri,  potenti in genere, piccoli e grandi. Ciascuno per quello che può, e riesce, cerca di condizionare l’informazione piegandola ai propri interessi.

In  questo periodo il pericolo per la libertà di stampa è maggiore che non in passato.

Perché apertamente, programmaticamente, ideologicamente, maggioranza parlamentare e governo affermano che vi è troppa libertà di stampa e agiscono in modo concreto perché sia ridotta e l’informazione possa o sia indotta a  riferire solo quello che loro ritengono conveniente.

Il controllo dell’informazione è, insomma, un obiettivo politico. Ed è al centro di una battaglia politica condotta senza esclusione di colpi.

Per ottenere lo scopo maggioranza e governo agiscono sul piano legislativo, amministrativo, giudiziario, e operano con tutte le leve di cui dispongono.

È un modo di considerare l’informazione che cozza contro l’essenza stessa  della libertà della stampa, la quale o è completa o non è.

Tanto per capire: il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, durante l’audizione del 22 luglio ha ripetutamente chiesto, con aria provocatoria, a chi, secondo noi, spettasse la responsabilità di decidere quali notizie siano di interesse generale e, pertanto, possano essere rese note. Era evidente che, orfano del Minculpop, era alla ricerca di una qualche Autorità Superiore incaricata di dettare agli organi di informazione: questo sì, questo no. Non lo sfiora neanche l’idea che nella nostra organizzazione statale e sociale il compito di decidere quale notizia abbia rilievo per i cittadini spetti a chi ha una abilitazione professionale rilasciata da un esame dello Stato e lo faccia per mestiere: cioè al giornalista.

Il Dna dell’autoritarismo insito nella maggioranza parlamentare e di governo  è alla base dell’attuale offensiva contro la libertà di stampa che deve, quindi, essere contrastata in modo aperto e fermo.

Cosa che sta avvenendo da tempo ma che, davanti al moltiplicarsi e aggravarsi degli attacchi, deve essere intensificata.

L’Unci si è sempre schierata in modo chiaro e diretto contro  i tentativi di colpire il diritto di cronaca – quello dei cittadini di essere informati in modo corretto, completo   e tempestivo di ciò che accade,  e che ha come corrispettivo il dovere dei giornalisti di farlo – e continuerà a farlo.

Anzi moltiplicherà il proprio impegno e incalzerà le altre organizzazioni del giornalismo perché la difesa dei principi del giornalismo sia sempre più forte e corale. A partire da quella giornata di sciopero nazionale sospesa lo scorso luglio.

Ma la libertà di stampa o è completa o non è.

Non è possibile elogiare o difendere quella che ci piace e criticare e reprimere quella che non ci piace.

La pretesa del ddl Mastella di ridurre la cronaca giudiziaria è stata fortemente e giustamente combattuta, come sta avvenendo con il ddl Alfano, perché  colpiva la libertà di stampa. Non perché la prima sia stata presentata dal Guardasigilli del governo Prodi e la seconda dal Guardasigilli del governo Berlusconi.

Pur tenendo conto delle implicazioni politiche della situazione in atto, e dunque delle differenze degli attori e delle forze che sono in campo,  non si può dire: quella testata sta onorando la libertà di stampa, quell’altra la sta mortificando. Anche se i modi di esercizio della libertà possono essere ineleganti o velenosi.

Perché non è così semplice, perché le parti potrebbero invertirsi, perché non si può delegare a scatola chiusa ad altri l'esclusiva di sventolare la bandiera dei princìpi.

Analogamente per quanto riguarda il tema delle querele.

Querelare un giornale è sempre negativo.

Sia che lo faccia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  contro Repubblica per le 10 domande alle quali non risponde. Sia che lo abbia fatto, nel 1999,  l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli contro sei cronisti e un collaboratore del Tempo accusati di partecipare “ad un unico disegno criminoso” per aver messo in risalto, nei loro pezzi di cronaca, gli aspetti problematici dei diversi aspetti della vita cittadina.

La libertà di stampa, inoltre, ha strane sfaccettature. Nei giorni scorsi il tribunale di Amsterdam ha inibito all’AP di continuare a vendere fotografie del principe ereditario Willem Alexander, della moglie Marina e dei loro tre figli in vacanza in Argentina. Nella democraticissima Olanda è in vigore un codice di condotta dei media che concede la possibilità di fotografare la famiglia reale solo durante impegni ufficiali o in altre occasioni concordate.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico unci [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Terremoto in Abruzzo: il cordoglio e l’impegno dei cronisti

di Simona Petaccia (06/04/2009 - 19:53)

UNCI, Comunicato stampa del 06/04/2009 - Gli abruzzesi sono stati colpiti nella notte da un terribile terremoto che ha provocato un enorme numero di morti e feriti e gravissimi danni materiali. A loro va il cordoglio e la solidarietà dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani.

Centinaia di cronisti sui luoghi del sisma e migliaia nelle redazioni di tutta Italia sono impegnati dall’alba nel raccontare al Paese le dimensioni e le storie della tragedia che ha colpito l’Abruzzo.

A loro va il plauso e l’incoraggiamento a proseguire in una fondamentale opera di informazione. Al collega Parisse che ha visto l’intera famiglia scomparire sotto le macerie il cordoglio e il lutto di tutto l’Unci.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Fnsi, Ordine, Unci, Fieg a difesa liberta’ informazione: ‘no al bavaglio’

di Simona Petaccia (23/02/2009 - 16:25)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 23/02/2009 - Il presidente Carlo Malinconico e il direttore generale Alessandro Brignone porteranno domani la voce degli editori nella manifestazione congiunta contro il ddl Alfano organizzata da Fnsi, Ordine, Unci con la partecipazione della Fieg.

Una manifestazione, intitolata “Intercettazioni, no al bavaglio all’informazione”, in programma appunto, martedì 24 febbraio, dalle ore 10,30 nella sede della Fnsi (Corso Vittorio Emanuele II, 349 - Roma) che vede schierato  l’intero mondo del giornalismo italiano nella difesa della libertà di stampa che le norme del disegno di legge del governo vorrebbero imbavagliare e annullare con un “segreto tombale”.

Il ddl Alfano avrebbe l’effetto di espropriare i cittadini del diritto costituzionale ad essere informati in modo corretto, compiuto e tempestivo eliminando così la loro possibilità di verificare, nel bene e nel male, il funzionamento della magistratura.

Così facendo il governo in un solo colpo vorrebbe cancellare gli articoli 21 e 101 della Costituzione e le numerose e concordi sentenze della Suprema Corte di Cassazione che hanno definito i cronisti “cani da guardia” della democrazia e della Corte Costituzionale – che, ha ricordato pochi giorni fa il presidente Giovanni Maria Flick, “vieta ogni forma di censura sulla stampa, sia diretta sia indiretta” – e della Corte di Strasburgo che veglia sul rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

L’adesione degli editori è molto importante per testimoniare la difesa delle libertà costituzionali e per rinforzare il fronte dei giornalisti che dallo scorso giugno si batte unito come non mai contro il ddl Alfano, e che martedì 3 marzo prossimo metterà in campo un’altra importante iniziativa dell’Unione Cronisti, che dimostra come il ddl Alfano è “dannoso e inutile”.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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UNCI: Libro Bianco on-line

di Simona Petaccia (24/10/2008 - 17:27)

È on-line “Perquisizioni: la cronaca non si ferma con le intimidazioni, 2006 – 2008”: Libro Bianco sui difficili, e a volte burrascosi, rapporti tra magistratura e cronisti sul  fronte del diritto di cronaca e della libertà d’informazione.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente @ unionecronisti.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

Per scaricare il testo completo (in formato .pdf), clicca qui.

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INTERCETTAZIONI: solidarieta’ a Prodi funzionali a censura

di Simona Petaccia (29/08/2008 - 15:00)

UNCI, Comunicato stampa del 29/08/2008 - Civile e composta reazione dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi alla pubblicazione su Panorama di alcune intercettazioni a lui attribuite. L’Unione Nazionale Cronisti Italiani sottolinea che davanti al montare di solidarietà che avevano il solo scopo di strumentalizzare la vicenda per sostenere il disegno del legge del governo che limita la possibilità dei magistrati di indagare e quella dei giornalisti di informare l’opinione pubblica, Prodi ha messo  subito un punto fermo.

Ha dichiarato che non  vuole che “l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile a una legge sulle intercettazioni che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile”.

L’ex presidente del Consiglio ha aggiunto di non avere “alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche”.

L’Unione Nazionale Cronisti Italiani ritiene che questo comportamento di Prodi sia quello più rispettoso del ruolo e  dei compiti di magistrati e giornalisti e denuncia che troppo spesso le vicende giudiziarie o quelle della pubblicazione di conversazioni telefoniche vengono utilizzate per tentare di impedire l’attività della magistratura e l’informazione dei cittadini. Contro questo tentativo, esplicito nel disegno di legge del governo sulle intercettazioni, l’Unci, d’intesa con Fnsi e Ordine dei Giornalisti, sta conducendo una vigorosa campagna di informazione dei cittadini con manifestazioni nelle piazze di tutta Italia.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico unci @ unionecronisti.it  indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Bandito il Premio Cronista 2009 - Piero Passetti

di Simona Petaccia (28/08/2008 - 16:35)

L’Unione Nazionale Cronisti Italiani bandisce l’edizione 2009 del “Premio Cronista - Piero Passetti” allo scopo di premiare l’impegno professionale, sociale e umano dei cronisti nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini svolto nel corso dell’anno 2008.

Il premio, riservato ai giornalisti professionisti e praticanti che lavorano nelle redazioni di cronaca, è articolato nelle sezioni informazione stampata, radio-teletrasmessa e on-line.

Ai vincitori andrà la somma di Euro 3.000,00 (tremila) e una targa ricordo. Per ciascuna sezione è inoltre prevista l’assegnazione di riconoscimenti speciali messi a disposizione dalle Istituzioni che, assieme a FNSI e Ordine dei Giornalisti, patrocinano il premio.

Al premio i cronisti possono partecipare, singolarmente o in gruppi di lavoro, per ricerca e divulgazione di notizie; servizi; inchieste; attività di rilevante valore sociale.

Le candidature devono essere inviate entro il 30 gennaio 2009.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico unci @ unionecronisti.it  indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Bolzano e Trento: in piazza per difendere l’informazione

di Simona Petaccia (07/07/2008 - 17:09)

UNCI, comunicato stampa del 07/07/2008 - Cittadini insieme per una battaglia di civiltà, di libertà, di democrazia. È il motivo conduttore dell’iniziativa contro il disegno legge del governo sulle intercettazioni che si svolgerà mercoledì 16 luglio 2008 a Bolzano e Trento organizzata da Cronisti, Sindacato giornalisti e Ordine dei giornalisti del Trentino – Alto Adige.

A Bolzano la manifestazione si svolgerà in piazza del Grano dalle 10,30 alle 13, a Trento, nel pomeriggio dalle 16,30 alle 199 in piazza Pasi. In entrambe le città saranno montati dei gazebo e distribuiti ai cittadini volantini con la scritta: AIUTATECI A DIFENDERVI.

La nostra libertà di informarvi in maniera corretta, trasparente e tempestiva è la vostra libertà di sapere, di conoscere per difendervi da truffe-bond, cliniche degli orrori, malagiustizia, malasanità, malafinanza, malapolitica, malavita.

I giornalisti spiegheranno che se il disegno di legge del governo fosse approvato, i cronisti non potrebbero  scrivere e i cittadini non potrebbero sapere e difendersi da truffatori, medici senza scrupoli, finanzieri spregiudicati, giudici corrotti, fintanto che l’iter giudiziario non approdi alla prima udienza, concluse le indagini preliminari, cosa che avviene in media 3-4 anni dopo la scoperta del reato.

Ciò significa mettere il silenziatore agli scandali per non disturbare i grandi manovratori, significa togliere quella trasparenza al processo che tutela lo stesso imputato insieme al cittadino e al diritto-dovere di cronaca che sta alla base di una società civile e democratica. Quindi sarà rivolto l’invito a condurre assieme UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’, DI LIBERTA’, DI DEMOCRAZIA.

Dopo Venezia, il 28 giugno, le manifestazioni promosse dai cronisti, si svolgeranno il 10 a Roma, il 15 a Viareggio, il 16 a Bolzano e Trento, il 19 a Milano, il 30 agosto a Latina, il 15 settembre a Firenze.            

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Perquisizione in redazione: UNCI, cronisti non sono criminali

di Simona Petaccia (28/11/2007 - 21:12)

ANSA - Castellaneta Marina (Taranto), 28 novembre 2007 - La giunta nazionale dell’ Unci (Unione Nazionale Cronisti Italiani) ed i delegati al congresso della Fnsi iscritti all’Unci denunciano in una nota “il grave clima che si è determinato attorno ad ogni elementare diritto di cronaca e di cui è espressione la vicenda della perquisizione nei confronti del collega del Giornale della Toscana Simome Innocenti per il quale è stato ipotizzato dalla procura di Firenze il reato di ricettazione”.

“Tale ipotesi di reato, pur non costituendo un inedito - prosegue la nota - aggrava ulteriormente una visione del lavoro di cronaca come assimilato ad un’attività criminale ed indica l’assoluta urgenza di difendere il ruolo del giornalisti impegnati nelle inchieste di denuncia in settori nevralgici come quello della sanità”.

“La vicenda di cui è accusato di essersi occupato il collega è infatti legata a quel mondo e le notizie di cui viene ipotizzata la diffusione nonostante fossero coperte da segreto sono la denuncia di una donna al quale era stato diagnosticato erroneamente una malformazione del feto”.

“L’Unci - conclude la nota - esprime solidarietà al collega del Giornale della Toscana e ribadisce il proprio impegno contro ogni intimidazione nei confronti dei giornalisti e condanna con determinazione la copiatuta di materiale professionale e personale contenuto nel disco rigido del computer del collega, materiale che nulla ha a che vedere con l’inchiesta”.

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