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Comin: al centro dell'azienda il professionista della comunicazione

di Simona Petaccia (10/09/2009 - 21:59)

Notizie Ferpi, 10/09/2009 (tratto da Specchio Economico – settembre 2009) - (…) Per il secondo mandato successivo alla guida della FERPI, che riunisce i professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche, Gianluca Comin delinea il cambio di passo di una professione che in pochi anni ha assunto nuovi significati di fronte all’impetuosa trasformazione delle strategie aziendali e organizzative e al rapido sviluppo dei nuovi media. (…)

Chi è il comunicatore e come si forma oggi?

È ormai chiaro che il comunicatore è un professionista e, al pari di altre funzioni aziendali, si forma attraverso I’università e con specializzazioni successive. Qualche anno fa l’attitudine alla socievolezza e all’estroversione era il canale naturale per molti operatori del settore. (…) Ma è evidente che l’Università da sola non basta. Chi entra nelle aziende oggi è un professionista della comunicazione che sa usare strumenti innovativi e mette in conto di doversi sottoporre a una formazione continua, in linea con i cambiamenti della società.

Quale ruolo ha oggi un comunicatore all’interno di un’azienda?

(…) Oggi la Direzione Relazioni Esterne o quella della Comunicazione partecipano alla definizione degli obiettivi strategici in molte grandi aziende. Solo qualche decennio fa la comunicazione era usata un po’ come la Croce Rossa, che il settore privato e le istituzioni chiamavano in causa quando si era manifestato un problema.

Non è più così nella maggior parte dei casi: la comunicazione appare centrale all’interno della stessa organizzazione aziendale o istituzionale. Quando si lancia un nuovo prodotto o si avvia il progetto di una nuova infrastruttura, l’azienda ha bisogno di sapere come saranno accolti dal consumatore, o se hanno la necessità di strumenti utili a interpretare i bisogni e le aspettative dei diversi stakeholders: quindi è essenziale partire dall’inizio con la collaborazione dell’area della comunicazione.

Nella pratica, quanto è ascoltato un responsabile della comunicazione?

Nelle grandi aziende è molto ascoltato. Esiste ancora un gap nella piccola e media impresa e nelle istituzioni. Nel primo caso pesano le dimensioni e in parte una cultura non ancora matura nel dotarsi di una struttura di comunicazione professionale. Nelle istituzioni, il ruolo del comunicatore si deve ancora affermare in pieno, nella sua capacità di visione strategica, e spesso si limita alla figura del portavoce o dell’addetto stampa. Le relazioni con i media rimangono senz’altro centrali ma occorre promuovere una figura professionale con competenze nel campo pubblicitario, nel marketing territoriale, nella promozione dell’immagine. (…)

Come è il rapporto tra comunicatori e giornalisti?

E’ un rapporto buono, velato da una certa diffidenza. Uno non può fare a meno dell’altro: il comunicatore ha bisogno del giornalista per promuovere le proprie iniziative, e il giornalista del comunicatore per ottenere informazioni. La diffidenza nasce dal fatto che il comunicatore ritiene il giornalista il terminale non esclusivo del messaggio che vuole promuovere, e il giornalista vede nel comunicatore qualcuno che promuove in modo non oggettivo gli interessi della sua azienda o di un’istituzione.

Quali cambiamenti comporta la diffusione dei nuovi media?

Siamo di fronte a due fenomeni nuovi. Il primo riguarda la moltiplicazione degli strumenti e la nascita vorticosa di nuovi luoghi nella rete, in cui si diffonde l’informazione: dai “social network” ai giornali on line, dai “blog” ai “news group”. L’altro è relativo all’auto-costruzione dell’informazione: molti cittadini, soli o organizzati, producono informazione diretta e senza filtri, e la trasmettono attraverso nuove tecnologie facilmente adoperabili.

In presenza di tutti questi cambiamenti, quale atteggiamento dovrebbe essere assunto da un’azienda?

Deve imparare a usare anch’essa questi canali, trasferendovi parte della propria comunicazione verso l’esterno. (…) Inoltre l’uso della rete impone e offre alle aziende nuovi metodi per raccogliere feedback e informazioni sulla propria reputazione.

In generale, tutte le grandi aziende si stanno attrezzando per verificare i dibattiti su internet relativi ai propri prodotti e al proprio operato, ma anche per diffondere un’informazione parallela capace di convincere le persone che si aggiornano con internet. È indubbio che nei prossimi anni nella rete transiterà gran parte della capacità di fare opinione. (…)

La realizzazione di nuove infrastrutture ha spesso innescato fenomeni di opposizione locale. Cosa è cambiato localmente?

Non esiste più un unico referente con il quale confrontarsi. Le istituzioni non sono più l’unico interlocutore nei progetti relativi a una nuova opera; a loro si affiancano le associazioni ambientaliste, quelle dei consumatori, i comitati spontanei dei cittadini e altre organizzazioni in grado di coalizzare le posizioni di diversi gruppi di persone.

Questo ha imposto alle aziende da una lato una migliore conoscenza del territorio, attraverso ricerche e analisi in grado di interpretare le aspettative dei gruppi sociali presenti localmente – i medici, i professionisti, gli studenti, le casalinghe – rispetto a un’infrastruttura.

Dall’altro, obbliga le imprese ad interloquire con i cittadini, affiancando alla comunicazione verso le istituzioni il dialogo diretto con le persone. (…)

Esistono rischi concreti che la comunicazione possa finire per stravolgere il senso di ciò che si comunica?

Una comunicazione che strumentalizza le informazioni trasmesse può riuscire una volta, ma non si possono raggirare le persone all’infinito. Così si brucia la credibilità che è il patrimonio di un professionista o di un’impresa. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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No all’informazione al guinzaglio

di Simona Petaccia (07/09/2009 - 22:54)

FNSI, 07/09/2009 - “L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16. La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa. La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.” (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico segreteria.fnsi [at] fnsi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Video in print advertising

di Simona Petaccia (21/08/2009 - 21:29)

Il Giornalaio, 21/08/2009 - Secondo quanto riportato sia dalla BBC che dal Los Angeles Times, a partire dalla metà di settembre di quest’anno assisteremo alla pubblicazione di video annunci all’interno del magazine statunitense Entertainment Weekly, la versione americana di Sorrisi e Canzoni TV.

Utilizzando un videochip capace di riprodurre sino a 40 minuti di filmato, nell’edizione del 18 settembre distribuita nelle aree di Los Angeles e New York del precitato magazine verrà incollato un mini schermo da 2 pollici che all’apertura della rivista riprodurrà i videoclip pubblicitari (…).

Non è la prima volta che si testano innovazioni tecnologiche per la carta stampata ma questa mi sembra particolarmente interessante in prospettiva per il nostro paese dove la carta stampata soffre pesantemente la concorrenza della televisione nella raccolta pubblicitaria.

La soluzione (…), oltre ad un utilizzo in ambito promo-pubblicitario, potrebbe offrire anche nuove prospettive al giornalismo del futuro ed al processo di convergenza editoriale. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico pierlucasantoro [at] gmail.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

 

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Agenzia delle Entrate: Selezione pubblica per 4 funzionari (attivita’ di informazione e comunicazione)

di Simona Petaccia (16/04/2009 - 22:48)

La domanda di partecipazione va presentata entro l’11 maggio 2009.

Per scaricare il bando di concorso, clicca qui.

 

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Cercasi Add. Marketing-Comunicazione

di Simona Petaccia (12/02/2009 - 21:46)

TrovoLavoro, posizione offerta da Start People il 12/02/2009 - Offriamo interessante opportunità lavorativa per nota azienda di Casarsa appartenente al settore della GDO.

Il/la candidata dovrà aver maturato una pregressa esperienza nell’ambito del marketing-comunicazione di almeno 1 anno c/o realtà affine per affiancamento alla figura del responsabile. E’ richiesto un buon uso del pc ed in particolare dei programmi di impaginazione.

Verranno valutati a titolo preferenziale profili che dimostreranno forti doti comunicative e disponibilità a trasferte.

E’ previsto un iniziale contratto a tempo determinato con possibilità di assunzione.

Per rispondere all’offerta, clicca qui.

 

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Fratelli di Facebook

di Simona Petaccia (09/02/2009 - 22:32)

Ferpi, testo di Luana Andreoni (Redazione Cultur-e) del 09/02/2009 - Età compresa tra i 25 e i 34 anni, residente nell’Italia centrale e alla ricerca di vecchi amici che non vede da anni. Questo l’identikit dell’utente medio di Facebook, secondo il Rapporto annuale 2009 distribuito da Eurispes. L’Istituto di ricerca, nel capitolo dedicato alla Comunicazione, prende in esame il fenomeno dei social network nel nostro Paese. Fenomeno in continua crescita, dove il planetario Facebook fa la parte del leone: ben tre italiani su dieci (il 30,7%) hanno registrato il loro profilo all’interno del sito, giudicando il servizio un innovativo canale di comunicazione. (…)

Ma a cosa si deve tanto successo? Secondo le risposte fornite dagli utenti, il 63,1% degli italiani considera Facebook lo strumento ideale per riallacciare vecchie amicizie, percentuale che sale al 72,1% se si prende in considerazione la fascia più giovane. A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, però, la maggior parte degli iscritti non lo giudica un mezzo per informarsi sui propri interessi (54,7%), né per passare il tempo (55,3%). Inoltre, Facebook è considerato poco efficace nel facilitare la nascita di nuovi legami. La maggior parte degli utenti, se pure con percentuali diverse in base alla fascia d’età, esprime forti perplessità per quanto concerne la tutela della privacy e teme il social risk, ossia l’impossibilità di controllare i propri dati personali una volta immessi nella Rete.

Per consultare la sintesi del Rapporto Eurispes 2009, leggi qui.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Del comunicare e dell’informare

di Simona Petaccia (26/11/2008 - 19:35)

La figura dell’addetto stampa è l’ultima e più innovativa forma di giornalismo. E’ una professione che affascina per il ruolo di interfaccia tra l’ente per il quale opera e le redazioni giornalistiche con le quali deve confrontarsi conoscendone regole e metodologie, ma è anche un ruolo non facile da gestire nella continua difesa della propria autonomia minata da chi vuol fargli svolgere pura propaganda.

“L’ufficio stampa non fa da coperchio alla pentola, ma la apre e fornisce ai cittadini, tramite la mediazione dei giornali, le informazioni sulle attività delle amministrazioni pubbliche”. Lo afferma Franco Abruzzo, storico presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e docente universitario di Diritto dell’informazione.

Della figura e del ruolo di servizio pubblico a cui è chiamato a rispondere il giornalista che opera negli uffici stampa istituzionali se ne parlerà venerdì 28 novembre 2008, nella Sala Loffredo della Provincia di Latina (ore 16:30). L’occasione è data dalla presentazione del terzo libro sul tema scritto da Pasquale Di Benedetto, Presidente del GUS Campania (gruppo di specializzazione uffici stampa FNSI), dal titolo “Del comunicare e dell’informare. L’informazione e la comunicazione istituzionali. La legislazione dalla Costituzione italia alla L.150/00”.

L’incontro sarà introdotto da Mauro Carturan (Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Latina) con gli interventi dell’autore del libro e del Presidente dell’Associazione Stampa Pontina, Gaetano Coppola. Moderatore sarà Mauro Nasi, Direttore de laComunicazione e Capo ufficio stampa del Comune di Cisterna.

“Un libro non semplice, ma allo stesso tempo didascalico - scrive nell’introduzione del libro Giovanni Rossi, Segretario generale aggiunto FNSI e responsabile dipartimento Uffici Stampa - per spiegare la distinzione tra comunicazione e informazione. E, di conseguenza, quale sia la differenziazione di ruolo tra i comunicatori e i giornalisti. Il tutto è arricchito da citazioni di esperti e studiosi. Il lavoro dell’autore, che non manca di denunciare le difficoltà del libero esercizio della professione, serve a prendere atto anche che la legge 150 del 2000 non è riuscita a sciogliere i nodi, a chiarire gli ambiti e le competenze, a far riconoscere e valorizzare, come era nei suoi obiettivi, le professionalità giornalistiche che pure ci sono, e non poche, negli ambiti della Pubblica Amministrazione”.

 

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Una mela lava l’altra

di Simona Petaccia (06/10/2008 - 23:11)

Punto Informatico, testo di Massimo Mantellini del 06/10/2008 - Disse Leo Brody di Now Public (http://www.nowpublic.com/) tempo fa che “il giornalismo dei cittadini ha più o meno lo stesso senso dell’odontoiatria dei cittadini”. Una metafora certamente efficace: chi di voi sarebbe felice di farsi trapanare un dente dal primo passante incrociato in una mattina qualunque? (…)

Se ne discute in questi giorni negli Stati Uniti dove nella mattinata di venerdì scorso CNN ha pubblicato su Ireport (http://www.ireport.com/) , un esperimento web di Citizen Journalism ideato dal grande sito all news di Atlanta, la notizia di un grave infarto di Steve Jobs. La news è stata postata anonimamente da un utente che risponde al nome di “Johntw”, secondo il quale, in base a notizie in suo possesso, il CEO di Apple era appena stato portato in ospedale con violenti dolori al petto.

E’ bastata questa singola indiscrezione perchè il titolo Apple perdesse in pochi minuti circa il 5% per poi risalire di circa 3 punti quando la notizia è stata smentita da un portavoce della casa di Cupertino.

Ci sono certamente dentisti di tutti i tipi, anche in Italia, ma la discussione sui vizi e le virtù del “citizen journalism”, come tutte le discussioni, ha necessità di transitare prima attraverso una minima definizione dei termini dei quali si sta parlando.

Intanto Ireport di CNN più che una iniziativa di citizen journalism sembra essere uno dei tanti banali tentativi del mondo giornalistico di approfittare a costo zero del crowdsourcing.

Chiunque può registrarsi su Ireport, anche anonimamente, qualsiasi notizia viene pubblicata senza alcun controllo editoriale. (…)  Ireport non è altro che una banalissima bacheca online ridipinta con i colori alla moda del web 2.0. Eppure questa evidenza non è bastata per disinnescare le solite barbose polemiche su quanto il giornalismo dei cittadini sia il pericoloso innesco del caos informativo mediato dalla rete Internet.

Ireport cavalca poi una doppia furbizia: da un lato associa CNN ad una qualche nuova modernità informativa. Racconta come l’azienda di Atlanta sia attenta ai nuovi sviluppi della comunicazione di rete e intenda sperimentarne gli effetti. Dall’altro fornisce al palinsesto giornalistico una serie di contributi gratuiti, creati da utenti la cui prima aspirazione è quello di essere citati dal gigante delle breaking news di Atlanta. Tali dati sono citati orgogliosamente sul sito di Ireport: oltre un migliaio di contenuti prodotti dagli utenti (sugli oltre 100.000 complessivi) sono nell’ultimo mese scivolati dentro il palinsesto di CNN. Alcuni potrebbero dire: un bel risparmio!

Lo fanno un po’ tutti anche in Italia da quando la diffusione di strumenti tecnologici di documentazione degli eventi (fotocamere, cellulari con video ecc) consente a chiunque di testimoniare in foto e in video eventi ai quali si assiste. Nella gestione delle emergenze informative per esempio, il contributo dei testimoni e gli strumenti tecnologici legati alla rete Internet hanno oggi un peso informativo predominante rispetto alle vecchie pratiche giornalistiche. (…)

E’ l’ambiguità interessata dei vari soggetti coinvolti che condiziona le discussioni di questi giorni. Da un lato è inevitabile che i rumors di rete si spargano violenti ed incontrollabili da sito web in sito web e determinino conseguenze come quelle osservate nel caso di Ireport. (…) Dall’altro simili eventi vengono ampiamente strumentalizzati dal mondo editoriale ed utilizzati come esempio della indispensabilità di un sistema mediatico controllato. I grandi editori sul web non intendono rassegnarsi all’evidenza di essere ormai solo una parte dell’ambiente informativo senza rappresentarlo quasi interamente come accadeva fino a un decennio fa. Sfruttano insomma ogni occasione per ricordarci i bei tempi andati.

Accanto alle notizie delle fonti giornalistiche si è creata ed è cresciuta in questi anni una fitta selva di altre informazioni che i lettori raggiungono facilmente in luoghi molto eterogenei. (…) E’ insomma tutto più caotico e complicato. Nascono nuovi problemi e nuovi rischi. Ma lo scenario informativo attuale per noi lettori appassionati di notizie è comunque assai più vivo e trasparente di quanto non fosse un decennio fa.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico mantellini @ deandreis.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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La comunicazione è donna. Le pr italiane dicono no alle quote rosa!

di Simona Petaccia (09/04/2008 - 23:10)

Ferpi, 09/04/2008 - Guido Rodriguez, Direttore di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Genova (…) ha cercato di rispondere alla domanda: ci sono differenze tra il cervello della donna e dell’uomo per quanto attiene alle modalità di comunicare? Citando alcuni studi ha affermato: “Sulla base di differenze che risiedono nei meccanismi cerebrali che sottendono all’empatia ed ai comportamenti a questa correlati, si potrebbe anche giustificare la maggiore disponibilità delle donne per attività legate alla comunicazione”. Per Gillian Waddell, Presidente CIPR Women in PR Group: “Dobbiamo supportare e incoraggiare l’entrata delle giovani donne nelle PR per garantire loro un ruolo di lungo termine nelle PR”. (…)

La Comunicazione è un settore in grande crescita nella nostra economia e nella società, e il ruolo delle donne in questa professione è un tema particolarmente attuale che vanta un primato e un trend molto positivo: gli uffici di relazioni pubbliche assistono a una vera e propria “colonizzazione” femminile. Più precisamente, una ricerca realizzata dal Censis, ha evidenziato che, nelle aziende italiane medio-grandi, la Comunicazione e l’Ufficio Stampa si caratterizzano, oggi, per una netta predominanza di donne con il 71% (area Comunicazione)  e il 74% (Ufficio Stampa). La ricerca ha messo inoltre in luce che le donne in carriera in questo ambito raggiungono sempre più i vertici della piramide organizzativa: 77,8% rispetto al 38,9% del 2002.

Si tratta, tra l’altro, di una vera e propria peculiarità di questo settore in quanto nei vertici delle altre funzioni aziendali si continua a riscontrare una netta predominanza maschile. (…)

 

 

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Tag: donna,comunicazione

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La disillusione del giornalismo

di Simona Petaccia (11/01/2008 - 22:47)

InchiostrOnline, testo di Nicola Sellitti-Brunella Rispoli pubblicato venerdì 11/01/2008 - Assassini e attricette, il plastico di Cogne e la bicicletta di Garlasco. Va giù duro Marco Travaglio, scrittore e firma de “La Repubblica”, nel corso del seminario “Informazione, Comunicazione e Pubblicità” tenutosi presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli Federico II. Il giornalista torinese (…) ne ha per tutti. A cominciare dall’informazione. “La stampa è deprimente. I lettori non avvertono più il distacco dalle parti in causa. L’informazione è ormai arbitro della partita politica. La mancata azione di controllo del mondo giornalistico è il lascito peggiore del vittimismo berlusconiano e - continua Travaglio - in Italia i poteri terzi sono pilotati come avveniva nell’Ex Unione Sovietica dove il Partito Comunista nominava a piacimento politici e magistrati”.

Travaglio sottolinea come l’abuso dei delitti in Tv nei rotocalchi di seconda serata avvenga per distogliere l’opinione pubblica da temi più oscuri. “Se i Tg avessero dato uguale spazio al problema rifiuti a Napoli, presente da quindici anni, così come ne hanno dato al delitto di Perugia e alla strage di Erba, il dramma del capoluogo campano forse sarebbe già stato risolto”. (…)

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