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Operativo il sito web del Gruppo Giornalisti Uffici Stampa

di Simona Petaccia (13/11/2009 - 18:21)

È del tutto operativo il sito web del Gruppo Giornalisti Uffici Stampa (Gus - http://www.gus-giornalistiufficistampa.it): strumento studiato per affermare che il giornalista ha un ruolo sociale da assolvere nella società contemporanea.

Questo è stato il suo obiettivo, così come espresso nell’editoriale del suo Presidente nazionale Gino Falleri: «Siamo stati assenti per qualche tempo, ora siamo di nuovo sulla piazza e di conseguenza ben visibili per informare e dialogare. Soprattutto in questo momento in cui il mondo dell’informazione non attraversa un periodo felice per una molteplicità di ragioni dirette ed indirette. Una di queste è costituita dal diritto di cronaca. È traballante. Il raccontare i fatti quotidiani, le storie, gli interessi e gli intrecci non sempre viene accolto con manifestazioni di giubilo. La verità alle volte infastidisce. Basta leggere le relazioni delle Associazioni che hanno il compito di monitorare la libertà di stampa per averne cognizione. Non è in difficoltà il solo diritto di informare, e il corrispondente diritto di essere informati, ma l’intero sistema. È in atto una crisi senza precedenti e quello che si conosce allo stato attuale è soltanto la punta dell’iceberg. (…) Il nostro mondo dei media è in profonda crisi (…) e non è più in grado di offrire occupazione e decorosi compensi ai centomila e passa giornalisti iscritti all’albo. Un numero in continua lievitazione che si contende spazi occupazionali sempre più ristretti. Una situazione che nessuno vuole prendere nella dovuta considerazione e, forse, non ha nemmeno gettato uno sguardo al “Libro Bianco sul Lavoro Nero” edito dalla Federazione nazionale stampa (…)».

Lo scopo di queste pagine web è, quindi, quello di raccordarsi con i colleghi per conoscere problemi e situazioni, al fine di intervenire con la forza del sindacato dove è possibile. È, inoltre, un mezzo di informazione, di confronto e di approfondimento ed è aperto alla collaborazione gratuita di chi è iscritto all’albo.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info.giornalistiufficistampa [at] gmail.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Siti web politici italiani: prevale l’autoreferenzialita’

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 23:53)

Spot and Web, Anno 5 - numero 192, pag. 7, 11/11/2009 - “L’edizione 2009 del Monitoraggio dei siti politici dei partiti italiani presenti nei due rami del Parlamento rivela la scarsa partecipazione degli iscritti in rete ed anche un uso sottodimensionato, rispetto agli altri paesi europei e agli Usa dei social network. Pochi i gruppi di ascolto e di dialogo, ancora tanta propaganda anche su Facebook e Youtube”. Lo ha affermato il professor Francesco Pira coordinatore del gruppo di ricerca del Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine che ha prodotto il consueto rapporto annuale sui portali politici italiani.

Ore di navigazione per fare il punto su come i partiti presenti in Parlamento comunicano attraverso la rete. “I due principali partiti italiani, il Popolo della Libertà ed il Partito Democratico, – ha spiegato Pira – hanno leggermente modificato alcuni contenuti ed anche l’organizzazione stessa dei portali. Il PdL migliora la parte grafica, mentre aver suddiviso i contenuti in quattro mini siti, tre dei parlamentari ed uno del Governo Berlusconi, generano un rischio di dispersione e di duplicazione dei contenuti. Il Pd invece pur avendo una piattaforma tecnologica ben sviluppata sembra aver fatto un passo indietro nella capacità di stimolare la partecipazione degli utenti”.

Rimangono quasi invariati Lega Nord e Unione di Centro, mentre l’Italia dei Valori è forse quello che meglio degli altri è riuscito a combinare chiavi comunicative efficaci con coinvolgimento dell’utente. Il partito di Bossi e quello di Casini, hanno i limiti più evidenti sull’usabilità e sull’interazione.

“Anche l’utilizzo di collegamenti con Facebook e Youtube – conclude il Professor Pira, sociologo della comunicazione – non sono stati adeguatamente utilizzati. C’è da parte di tutti una corsa a caricare video su Youtube. Più difficile e quasi per nulla percorsa la strada della creazione di gruppi di discussione reale sul virtuale. In particolare si nota come non c’è, al contrario di quanto ha fatto il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prima da candidato e oggi da Capo della Casa Bianca, nessuna ricerca nel dare all’iscritto nessuna forma di identità impegnandolo in un ruolo attivo, di ricerca di altri iscritti, o di ricerca fondi o di creatore  di contenuti di cui può essere capace”.

Secondo Pira, infine, (…) “i partiti politici italiani stanno perdendo la grossa occasione di aprire e poi consolidare un fitto dialogo con i propri iscritti attraverso la rete. A questo si aggiunge anche la difficoltà di una crescita culturale del sistema paese e quindi del rapporto corretto tra partiti, candidati ed elettori/cittadini per la mancanza di una rete efficiente e non a macchia di leopardo”. (…)

Per leggere il testo completo (in formato .pdf), clicca qui.

 

 

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Piemonte, la campagna per l’Ordine parte con il piede sbagliato

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 17:21)

Fasipress, 11/11/2009 - Il pretesto è stata l’assegnazione di uno dei tanti concorsi giornalistico-letterari italiani. Nel caso specifico, ci riferiamo al “Premio Cesare Augusto Fracchia” indetto dal Comune di Mondovì. La sua assegnazione ad una collega pubblicista, moglie del vicepresidente dell’Ordine, ha scatenato un dibattito, rimasto però sino ad ora a senso unico.

Su questo aspetto intendiamo fare alcune riflessioni. Sulla vicenda sono state dette e scritte tante, troppe parole. (…)

Il rispetto è un diritto che va riconosciuto a chiunque, sia chi sia. Amico o avversario. Simpatico o antipatico. (…)

Non sta certo ai giornalisti emettere sentenze, anche solo morali. (…)

Correttezza impone che, se ci sono elementi, è doveroso procedere. Se questi non esistono si fanno solo chiacchiere da ballatoio e danni. Con una dietrologia che però genera nei lettori messaggi pesanti e supposizioni su presunta correttezza o scorrettezza di questo o quest’altro collega. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] fasipress.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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INTERNET: Google a Murdoch, puo’ andarsene quando vuole da news

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 23:11)

AGI/AFP, 10/11/2009 - Google risponde al magnate australiano Rupert Murdoch che, se vuole, la sua compagnia, come qualsiasi altra, puo’ chiedere di togliere, in qualsiasi momento, i suoi contenuti da Google News.

Murdoch aveva accusato il motore di ricerca di rubare le notizie trasmesse via Internet dal suo impero editoriale, minacciando di bloccare la ricerca su Google dei contenuti trasmessi online da Sun, Wall Street Journal e Times.

Google replica che ci sono dei “semplici standard tecnici” che consentono di rimuoverle, in qualsiasi momento.

“I produttori di notizie - spiega Google in un comunicato - hanno il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti appare in caso di ricerca”.

“I produttori - aggiunge la nota - mettono i loro contenuti sul web perche’ vogliono che vengano trovati, per cui sono in pochi a non inserire il loro materiale su Google news e sul motore di ricerca. Se ci chiedono di non includere del materiale, non lo facciamo”.

“Se un editore vuole che i suoi contenuti siano rimossi da Google News non deve fare altro che chiedercelo”.

Google inoltre considera il suo servizio di pubblicazione delle notizie e il motore di ricerca delle “tremende fonti di promozione” per chi produce notizie, poiche’ consentono di avere “circa 100 mila click al minuto”.

Google considera considera anche l’approccio di Google News “pienamente in linea con legge sul copyright”.

 

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Il Comitato di redazione del Tg1 attacca l’editoriale di Minzolini

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 22:52)

Adnkronos, 10/11/2009 - Il Cdr del Tg1, in un comunicato, stigmatizza l’editoriale che il direttore della testata, Augusto Minzolini, ha dedicato nell’edizione delle 20 di ieri al tema della giustizia.

“Anche questa volta - si legge nella nota del Cdr - non siamo d’accordo. Anche questa volta il direttore ha schierato il Tg1 attraverso un editoriale sul contestato tema della riforma della giustizia sposando esplicitamente le posizioni della maggioranza di governo. Tanto più che - il caso Cosentino insegna - le norme sull’immunità parlamentare non sono state affatto abrogate per tutti i reati connessi all’esercizio delle funzioni politiche.

Senza nulla togliere al diritto del direttore Minzolini di esprimere il suo pensiero, ci preoccupa la caratterizzazione politica che la direzione sta imprimendo al Tg1.

Uno strappo - conclude il Cdr - che contrasta con il ruolo di giornale istituzionale e non governativo caro a tutta la redazione, un ruolo che questo Cdr continuerà a difendere”.  

 

 

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Mano al portafogli, Zio Sam

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 22:41)

La Stampa, testo di Marco Bardazzi del 10/11/2009 - Il più importante magazine Usa sul giornalismo chiede fondi pubblici per l’editoria (…): la Columbia Journalism Review, la più autorevole rivista sul giornalismo a stelle e strisce, ha appena pubblicato un editoriale nel quale si chiede esplicitamente al governo di trovare modalità per sostenere l’editoria con fondi pubblici. (…)

Sul numero della rivista appena uscito negli Usa vengono presentati ricerche e approfondimenti che mirano a dimostrare che il giornalismo “va considerato un bene pubblico al pari delle infrastrutture dei trasporti, della rete di garanzie sociali e delle università pubbliche”. CJR non sminuisce assolutamente l’importanza dei vari metodi di pagamento e dei nuovi modelli di business allo studio in questo periodo da parte dei media americani, per far fruttare l’informazione online: micropagamenti, abbonamenti e via dicendo.

Ma gli studi del magazine della Columbia concludono che non basteranno a tenere in piedi il sistema, che ad avviso della rivista non può essere abbandonato solo alle logiche di mercato (…).

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Il giudice del Lavoro ordina al Giornale di Sicilia di pubblicare documento del Cdr

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 21:29)

ANSA, 10/11/2009 - La mancata pubblicazione sul giornale di un comunicato proposto dal comitato di redazione, la rappresentanza sindacale dei giornalisti, costituisce condotta antisindacale. Per questo motivo il giudice del lavoro del Tribunale di Palermo, Gianfranco Pignataro, ha ordinato al Giornale di Sicilia la pubblicazione integrale di una nota del Cdr riguardante la manifestazione tenuta a Roma il 3 ottobre scorso e indetta dalla Fnsi (il sindacato unitario dei giornalisti) in difesa della libertà di stampa.

Il provvedimento, immediatamente esecutivo, ha accolto l’istanza dell’associazione siciliana della Stampa e della sezione provinciale di Palermo del sindacato dei giornalisti, assistiti dall’avvocato Roberto Croce.

Il comunicato del Cdr informava che nel corso della manifestazione era stato pubblicamente ringraziato il Giornale di Sicilia perché ha assunto come corrispondente José Trovato, cronista minacciato dalla mafia, e criticava un commento pubblicato dal quotidiano, in cui la manifestazione veniva dipinta come una “rimpatriata degli orfani del comunismo”.

La direzione del Giornale di Sicilia aveva rifiutato la pubblicazione, sostenendo la natura “politica” e non sindacale del comunicato. Il giudice Pignataro ha riconosciuto la piena valenza sindacale della nota e ha affermato il diritto del Cdr di potere esprimere liberamente le proprie opinioni su una manifestazione dall’indubbia natura sindacale: “Il rifiuto opposto dal Giornale di Sicilia - si legge nel provvedimento - finisce per oltrepassare l’esercizio legittimo del dissenso in ordine ai contenuti della manifestazione indetta dalla Fnsi e si configura come una vera e propria lesione del diritto riconosciuto al Cdr dall’articolo 34 del contratto di lavoro dei giornalisti”.

L’Associazione siciliana della Stampa esprime “grande soddisfazione per la decisione del giudice del Tribunale del lavoro di Palermo”. “La decisione della magistratura oltre a fare chiarezza nel merito di una contrapposizione che sarebbe stata certamente evitabile - si legge in una nota - ha il merito di ribadire che le regole vanno rispettate da parte di tutti e che le stesse non possono essere oggetto di interpretazione a piacimento. I rapporti fra i giornalisti, la direzione e la proprietà di una testata sono sanciti da una serie di norme legislative e dal contratto nazionale di lavoro al quale tutte le parti si devono attenere”.

L’Assostampa auspica che “d’ora in avanti le relazioni sindacali all’interno del Giornale di Sicilia possano svilupparsi nel rispetto reciproco all’insegna di un dialogo che non deve mai essere messo in discussione”.

 

 

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Scozia, i giornalisti si comprano il giornale

di Simona Petaccia (09/11/2009 - 23:09)

Informa, 09/11/2009 - Il primo caso in Scozia e in Gran Bretagna di giornalisti proprietari della propria testata. Dieci redattori del “West Highland Free Press” sono, infatti, diventati azionisti della testata, nonostante la diffusione si sia ridotta da 10mila a 8mila e cinquecento copie.

I giornalisti si dicono ottimisti e con il proprio lavoro portano avanti una testata fondata nel 1972 come settimanale di sinistra. Il periodico, fedele alle proprie radici, si colloca nell’area radicale ed è piuttosto famoso per essersi aggiudicato riconoscimenti anche prestigiosi per la difesa del gaelico e per campagne di sensibilizzazione ambientale. (…)

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Ufficio stampa della Regione: interrogazione alla Camera sugli incarichi

di Simona Petaccia (09/11/2009 - 22:49)

Nove da Firenze, 09/11/2009 - “Non vorrei che il concorso in fase pre-elettorale, per capiservizio e vicedirettore dell’Agenzia di Informazione del Consiglio Regionale della Toscana, servisse a saggiare il terreno per una manovra partitica destinata ad un’infornata in ruolo di tutto il personale esterno che oggi presta servizio negli uffici dei gruppi politici. Di fronte alle palesi violazioni di legge presenti nel bando del concorso per i giornalisti, chiederò sia un intervento ispettivo del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, sia uno stop alle forze del centrosinistra su questi che sembrano tentativi di lottizzazione”.

L’allarme sulla mancata trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione toscana è stato lanciato da Fabio Evangelisti, vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, con un’interrogazione in cui denuncia l’intenzione di creare in Consiglio regionale ben 4 posti di caposervizio, di cui uno per vicedirettore dell’ufficio stampa, affidando funzioni dirigenziali a personale senza laurea e con un’esperienza di soli 6 mesi in una qualifica inferiore. (…)

Anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana – ha ricordato Evangelisti - ha denunciato la totale assenza di confronto sulla decisione di modificare la pianta organica e sui criteri di selezione del personale. (…)  

La Regione Toscana, purtroppo, – sottolinea il deputato di Italia dei Valori - non è nuova a comportamenti scorretti ed unilaterali nell’organizzazione del personale giornalistico, in quanto il Tribunale di Roma l’ha già condannata a pagare 668 mila Euro per contributi non versati all’Istituto di previdenza del comparto. (…)

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Storie in via di sviluppo

di Simona Petaccia (09/11/2009 - 22:38)

La Stampa, testo di Marco Bardazzi del 09/11/2009 - (…) Per sperimentare le potenzialità multimediali, stanno nascendo in tutto il mondo “botteghe” di innovazione che assomigliano un po’ a quelle dove gli apprendisti del Rinascimento imparavano il mestiere. Un’interessante bottega digitale del genere è Duckrabbit, una realtà nata dalla genialità di un paio di fotogiornalisti britannici. La loro specialità è creare photostories accompagnate da audio.

Adesso i creativi di Duckrabbit hanno messo il loro talento al servizio di un nuovo sito, A Developing Story, che propone di far conoscere storie multimediali realizzate e dedicate ai paesi in via di sviluppo. Merita di venir tenuto d’’occhio.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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