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Pubblicita’ e pr di prodotto: redazioni pericolose?

di Simona Petaccia (20/11/2009 - 15:05)

Spot and Web (Anno 5 - numero 199 - pag. 3), testo di Federico Unnia del 20/11/2009 - Molti sanno, o fingono di non sapere, che i soldi influenzano i contenuti giornalistici più delle notizie, soprattutto in settori di grande consumo.

Le aziende che investono in pagine pubblicitarie hanno più visibilità negli articoli dei giornali. E le altre? Cosa debbono fare per emergere? Semplice, anche solo per farsi notare debbono puntare sull’innovazione sia di prodotto sia di scelte, linguaggi e forme pubblicitarie.

Lo dimostrano i risultati di una recente interessante ricerca di Diego Rinallo (Bocconi) e Suman Basuroy (University of Oklahoma) su moda ed editoria, ma teoricamente applicabile a molti altri settori.

Sfatando il mito del giornalismo e del marketing, secondo cui pubblicità e contenuto editoriale sarebbero due mondi separati, che si rispecchiano, nelle aziende, in uffici marketing e uffici stampa altrettanto autonomi, l’indagine giunge ad una chiara conclusione. Nell’interessantissimo studio (…) gli autori, analizzando la spesa pubblicitaria e la copertura giornalistica di 291 imprese italiane del settore della moda sulle pubblicazioni di 123 editori, di cui in Italia 61, Francia e Germania 15, Regno Unito e Stati Uniti 16, giungono alla conclusione che “ci sono le prove di una forte influenza positiva della pubblicità sulla copertura giornalistica”.

Come dire, se l’impresa investe in pubblicità commerciale tradizionale, la linea editoriale e la conseguente copertura media dei suoi marchi e prodotti ne trarrà un beneficio.

Lo studio partiva dalla considerazione che se la pubblicità tradizionale, a pagamento, è certa ma al tempo stesso costosa e poco credibile (proprio perchè comunicazione di parte), la copertura giornalistica è per sua natura incerta (per ottenerla si deve avere e comunicare in modo intelligente la notizia), ma al tempo stesso essa è più economica e attendibile, perché il lettore ritiene che sia frutto di una libera scelta effettuata da giornalisti di cui si fida. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico fabio.muzzio [at] spotandweb.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

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Current e' tv ufficiale di Internet for Peace

di Simona Petaccia (19/11/2009 - 19:08)

Spot and Web del 19/11/2009 (Anno 5 - numero 198 - pag. 22) - Current è la Tv ufficiale di Internet for Peace, il progetto nato dalle pagine di Wired Italia a sostegno della candidatura di Internet al prossimo Nobel per la Pace, presentato il 17 novembre a Milano all’interno di Science for Peace patrocinato dalla fondazione Umberto Veronesi.

Current condivide e sostiene dunque il manifesto di Internet for Peace: la Rete è un veicolo di Pace. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico fabio.muzzio [at] spotandweb.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.


 


 

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Associated Press: continuano i licenziamenti dei giornalisti

di Simona Petaccia (18/11/2009 - 22:24)

Ap, 18/11/2009 - L'Associated Press, la maggiore agenzia di stampa del mondo, ha proceduto al licenziamento di un numero non definito di dipendenti, nel quadro di un piano di riduzione dei costi per il 2009 del 10% sulla massa salariale complessiva. Il portavoce dell'agenzia, Paul Colford, si è rifiutato di precisare il numero esatto delle dimissioni non sostituite in seno alla redazione e negli altri dipartimenti dell'agenzia. Ha soltanto indicato che l'Ap intende perseguire il suo obiettivo di economizzare sui salari del settore giornalistico, pur assumendo personale in altri settori. L'associazione News Media Guild, che segue le condizioni di lavoro di circa 1.300 fra tecnici e giornalisti dell'Ap negli Stati uniti, ha detto che martedì sera sono stati messi alla porta 38 giornalisti, caporedattori e fotografi, tutti iscritti al sindacato. Di questi almeno 20 erano della sede di New York, altri 8 di Porto Rico. Non si hanno notizie precise invece su eventuali licenziamenti fuori dagli Stati Uniti. "E' un giorno molto triste per i nostri colleghi e per tutti coloro che contavano sul loro lavoro nell'informazione", ha commentato il presidente di NMG, Tony Winton.

Una prima ondata di licenziamenti si era già verificata il mese scorso. Gli obiettivi di riduzione dei costi erano stati anticipati oltre un anno fa, quando l'agenzia aveva deciso di abbassare il costo degli abbonamenti per i giornali e i media, penalizzati dalla recessione e dal calo della pubblicità. Le entrate dell'Associated Press dovrebbero diminuire del 6% quest'anno, attestandosi attorno ai 700 milioni di dollari (470 milioni di euro). Le assunzioni sono state congelate alla fine dell'anno scorso ed è stato proposto un piano di prepensionamenti cui ha aderito un centinaio di dipendenti. L'Ap, una cooperativa di 1.500 giornali americani, dà lavoro a circa 4.000 persone, di cui 3.000 giornalisti. Fondata nel 1846 a New York, l'agenzia stampa americana è la più grande e antica agenzia stampa del mondo, con 242 sedi che coprono oltre 120 paesi del mondo.

 

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INFORMAZIONE: Bonanni, riforma del sindacalismo nel giornalismo

di Simona Petaccia (18/11/2009 - 21:19)

AGI, 18/11/2009 - “La Cisl e’ interessata al pluralismo. Mi pare che, nell’area sindacale, la garanzia di pluralismo si sia allentata molto e, fermo restando che sono i giornalisti che si devono organizzare, noi staremo al loro fianco perche’ e’ importante che si sia un sindacalismo efficace”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine del convegno ‘Diritto e qualita’ dell’informazione, ruolo autonomo e libero dei giornalisti, partecipazione dei cittadini’, in corso a Roma.

“Ormai siamo alla frutta. C’e’ bisogno - ha sottolineato Bonanni - di una vera riforma del sindacalismo nel giornalismo. Se non si parte dalla liberta’ delle persone che lavorano in questo settore, non ci potra’ mai essere vera liberta’ di stampa”. Per questo, dice ancora il segretario generale della Cisl, “c’e’ bisogno di sindacati che rappresentino e difendano gli interessi e i diritti dei giornalisti. Soprattutto in Italia dove c’e’ un problema pressante di conflitto d’interessi: si parla di Berlusconi, ma la maggior parte delle testate sono in mano a capitali di industriali e banche e questo ha un’influenza negativa sul pluralismo. Affidare l’informazione ai poteri forti - conclude Bonanni - e’ un danno alla comunita’, e’ la cosa peggiore da fare”.

 

 

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Rai - Il giornalismo partecipativo in tv con Giovanni Minoli

di Simona Petaccia (18/11/2009 - 19:11)

Apcom, 18/11/2009 - Il giornalismo partecipativo approda in tv. A portarcelo è il direttore di Rai Educational Giovanni Minoli che, sulla sua rete, darà spazio agli utenti che manderanno i propri servizi di giornalismo d’inchiesta alla redazione del programma ‘Citizen Report’. I punti di vista dei cittadini, inviati attraverso foto, articoli e filmati al sito Citizenreport.rai.it, diventeranno così da gennaio un format televisivo condotto da Federica Cellini che, in ogni puntata, verrà affiancata da un ospite diverso.

“Questa creatura si inserisce in un filone che sviluppiamo dagli anni ‘80 a partire da ‘Mixer’ - ha detto oggi in conferenza stampa Minoli - noi mettiamo in rapporto tecnologia e racconto. Con ‘La storia siamo’ad esempio abbiamo applicato tecniche specifiche del racconto giallo ai materiali d’archivio. L’Istituto Luce è abituato a raccogliere materiali e a pubblicarli, noi in quel caso abbiamo pensato di applicare la tecnica del racconto”.

I filmati inviati dagli utenti non verranno modificati per la trasmissione. “I contributi che saranno pubblicati sul sito non verranno stravolti - ha sottolineato la conduttrice - noi faremo il racconto televisivo utilizzando i racconti e i punti di vista personali. Non vogliamo dare direttive. Quello a cui pensiamo non è una semplice testimonianza di chi si è trovato in un luogo e ha ripreso, come fa ‘I report’ della CNN. Noi chiediamo un racconto e diamo alle persone la possibilità di organizzarsi per raccontarci un tema caldo”.

Attraverso il sito internet così utenti e redazione saranno in contatto. “Il sito è la base per far sì che il servizio pubblico possa tendere la mano ai cittadini-utenti di internet - ha spiegato la Cellini - che potranno inviare video, foto e articoli. Noi dalla redazione chiediamo anche di suggerire tematiche: tra quelle già selezionate ci sono vite precarie, famiglia, religione, ecologia, muri e politica. Di base noi dunque lanciamo uno stimolo e siamo pronti a riceverlo”.

Per il momento gli utenti hanno già inviato diversi contenuti.

“Per la prima puntata abbiamo già ricevuto parecchi stimoli - ha detto Minoli - come servizio pubblico vorremmo far fare un salto di qualità all’informazione che passa in rete. Noi vogliamo scoprire cosa c’è di nuovo e di diverso rispetto a ciò che c’è di consolidato e poi certamente internet è uno strumento che ci permette di raccontare qualcosa in più del nostro Paese”.

“Se il rapporto tra linguaggio e tecnologia diventa forte e ci fa avere una crescita reciproca - ha proseguito il direttore di Rai Educational - noi cercheremo di diffondere la trasmissione il più possibile nei palinsesti. Partiremo a gennaio con questo nuovo format e le puntate saranno a cadenza settimanale. Il nostro obiettivo è diffondere il sapere tradizionale a partire dai documenti e attraverso le nuove tecnologie, applicheremo le tecniche del racconto ai materiali che ci invieranno, che non sono coperti da copyright. Su questa questione, che è mondiale, stiamo discutendo con i nostri uffici legali”, ha concluso Minoli.

 

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La legge 150 nove anni dopo

di Simona Petaccia (16/11/2009 - 21:36)

Comunicazione Italiana, testo di Alessandro Rovinetti del 16/11/2009  - (…)

Quali erano le aspettative dei comunicatori pubblici e dei giornalisti all’indomani della approvazione della Legge 150?

Innanzitutto quella di vedere finalmente regolamentata nella più grande azienda italiana, la pubblica amministrazione, una disciplina che rappresenta un diritto per i cittadini e un dovere per le amministrazioni. (…) Allo stesso tempo, forte era la speranza di porre fine ad un meccanismo in cui pubblicità, comunicazione politica e comunicazione pubblica venivano e in parte vengono ancora usate in maniera indistinta.

Quali sono gli aspetti positivi della legge?

(…) Gli aspetti positivi più rilevanti sono: l’affermazione dell’obbligo di informare e comunicare nella pubblica amministrazione; l’introduzione del principio della comunicazione interna, l’evoluzione dell’URP in un sistema complesso e articolato di comunicazione pubblica e l’indicazione di nuovi profili e competenze professionali.

Quali sono i suoi limiti e quali e quante le aspettative deluse?

(…) Considero (…) un grave limite non essere riusciti ad indicare nella figura del comunicatore pubblico il professionista chiamato a gestire le strutture dirette di comunicazione. Esprimo invece delusione per l’assenza di norme cogenti a carico di amministratori e dirigenti in caso di mancata attuazione della legge. (…)

Quali gli eventuali “correttivi”?

Innanzitutto indicare, come prevedevano i decreti attuativi, l’entità delle risorse economiche da destinare annualmente alle attività di comunicazione. Poi definire, nei nuovi contratti di lavoro, la relativa area professionale e i diversi profili.

Perché una legge che riguarda due aspetti importanti e riconosciuti come l’informazione e la comunicazione, viene approvata e poi in gran parte disattesa?

(…) Le forze, neppure tanto nascoste, che non vogliono nessun cambiamento, hanno individuato i loro principali pericoli nelle nuove tecnologie e nella comunicazione. (…)

Il giornalista dell’ufficio stampa riesce a mantenere l’imparzialità e l’obiettività necessarie al suo compito e in che modo la 150 tutela questo aspetto?

La legge 150 non ha questo compito che invece è già garantito dalla Costituzione laddove si parla di pubblici dipendenti e di equità amministrativa. Per i giornalisti e per i comunicatori pubblici vale la stessa regola delle loro Amministrazioni. È la centralità del cittadino che impone il rispetto dei principi di imparzialità e di professionalità. Non a caso è ormai largamente condivisa l’idea che anche la comunicazione debba diventare un vero e proprio servizio pubblico. (…)  

A che punto è il riconoscimento contrattuale del giornalista “pubblico”? Quali sono ad oggi i risultati ottenuti dall’Associazione della Comunicazione Pubblica e quali ci si aspetta di ottenere?

Per quanto riguarda i giornalisti degli uffici stampa pubblici sono già stati avviati contatti e incontri tra la FNSI e l’ARAN che mi auguro portino ad una soluzione condivisa e rispettosa delle nuove professionalità. (…)

Quando si potrà ritenere davvero applicata la legge 150?

La legge 150 potrà considerarsi davvero applicata quando Comuni, Province, Regioni e Stato cominceranno a bandire pubblici concorsi per occupare i posti nelle strutture di informazione e comunicazione in coerenza con le norme e le modalità indicate da una legge che molti Paesi europei vorrebbero imitare.

Quali vantaggi comporterà l’attuazione della legge 150 per i neolaureati in Scienze della comunicazione?

La risposta è molto semplice: non solo un concreto riconoscimento del loro titolo di studio ma la possibilità di far aprire le polverose stanze di tanti Enti ad una nuova leva di professionisti della comunicazione preparati, competenti e capaci.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

 

 

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Lazio e Umbria: è nato il ‘Coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari’

di Simona Petaccia (16/11/2009 - 18:53)

E’ nato anche nel Lazio e in Umbria il Coordinamento dei Giornalisti con Contratti Irregolari.

Come analoghi organismi sorti recentemente in dieci Regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania) il coordinamento si propone di dare voce a tutti quei giornalisti che, pur essendo iscritti all’ordine e pur svolgendo la professione in maniera regolare e continuata all’interno delle redazioni e nelle grandi, medie e piccole aziende editoriali, hanno dovuto sottoscrivere contratti anomali, irregolari, con partita iva. Si tratta di giornalisti cui vengono applicati contratti di consulente, autore, assistente ai programmi, programmista regista, impiegato.

Tutto questo priva gli interessati delle garanzie previdenziali, mutualistiche e sindacali cui hanno diritto facendo parte della categoria e nello stesso tempo priva la categoria stessa delle loro contribuzioni. Fra le prime iniziative del coordinamento un incontro la prossima settimana con La Fnsi, particolarmente sensibile alla situazione di disagio che coinvolge un numero sempre maggiore di giornalisti e all’integrità delle istituzioni di Categoria.

Il coordinamento, che ha scelto di chiamarsi “Giornalisti con Contratti Irregolari”, ritiene che la rappresentanza di queste nuove modalità in cui sempre di più si esprime la professione giornalistica, debba trovare un’ adeguata collocazione all’interno della FNSI.

Negli ultimi anni, con l’avvento delle nuove tecnologie e in assenza di regole per l’accesso univoco alla professione, si è determinata una situazione di grave sofferenza per i giornalisti italiani. Circa 1000 nuovi professionisti vengono immessi ogni anno in un mercato del lavoro già saturo e in molti settori privo di contratti specifici.

Molti cronisti freelance, pur lavorando in prima linea su inchieste di approfondimento riguardanti temi di politica, nera, giudiziaria ed economia, operano senza alcuna tutela legale da parte degli editori e  sono anche esclusi dalla rappresentanza sindacale aziendale.

Nel sistema informativo italiano oggi la percentuale maggioritaria della professione vive un regime di precarietà che intacca la dignità professionale, induce ad un processo ricattatorio di debolezza che pregiudica il diritto all’informazione.

Per chi vive la dimensione Rai non c’è nemmeno la possibilità di rappresentanza sindacale. Lascia perplessi anche l’atteggiamento di numerosi Cdr che sembrano non volersi schierare apertamente dalla parte dei colleghi meno garantiti.

Il coordinamento si aspetta che FNSI - e UsigRai, per quanto riguarda l’azienda di servizio pubblico -, realizzino un censimento dei giornalisti che operano nelle aziende editoriali con contratti anomali.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico giornalistinvisibili [at] gmail.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.


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Ordine e sport, collaborazione tra Lega Calcio e OdG

di Simona Petaccia (16/11/2009 - 15:48)

Fasipress, 16/11/2009 - (…)La Lega Calcio professionisti collaborerà con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti per risolvere i problemi che interessano i giornalisti sportivi e i fotoreporter iscritti all’Ordine. L’impegno è stato assunto dal neo presidente Maurizio Beretta e da tutti i componenti del suo staff dirigenziale nel corso di un incontro che si è svolto a Milano con una delegazione dell’Ordine guidata dal vice presidente Enrico Paissan e composta da Dario De Liberato e Aleandro Di Silvestre rispettivamente coordinatore e vice del Gruppo di lavoro “Informazione e sport”.

Il Presidente Beretta, tra l’altro collega giornalista, ha assicurato che la Lega Calcio instaurerà un collegamento privilegiato con l’Ordine tutte le volte che dovranno essere stabilite norme, regolamenti e quant’altro che riguardano da vicino lo svolgimento della professione del giornalista sportivo.

Nel corso dell’incontro Enrico Paissan ha posto l’accento sulle difficoltà che incontrano soprattutto i fotoreporter iscritti all’Ordine ad essere accreditati in occasione di eventi calcistici. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] fasipress.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere i documenti, clicca qui.

 

 

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Garantire incolumità e serenità a Gianni Lannes

di Simona Petaccia (14/11/2009 - 17:24)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 14/11/2009 - Il Prefetto di Foggia e le Forze dell’ordine sono chiamate a garantire la incolumità di Gianni Lannes, direttore del giornale on line ‘Italia Terranostra’, ma anche la tranquillità indispensabile per poter svolgere con serenità il suo lavoro di giornalista di provincia alle prese con fenomeni di criminalità organizzata legati al traffico di armi e di rifiuti pericolosi.

Lo chiedono l’Unione Nazionale Cronisti Italiani e il Gruppo Cronisti Pugliesi sottolineando che nei giorni scorsi ad Orta Nova (Foggia), è stata bruciata l’auto di Lannes, l’ennesimo attentato subito nel giro di pochi mesi.

Il dovere di un giornalista è quello di trovare notizie, verificarle e riferirle ai cittadini senza farsi intimidire da coloro che sentendosi danneggiati dalla luce che viene accesa sulle loro attività, reagiscono cercando di zittirlo. Dovere ancora più difficile da compiere in luoghi nei quali la vicinanza con i protagonisti delle vicende trattate rende immediata la reazione di chi si sente colpito dall’attività del cronista.

L’Unci e i Cronisti Pugliesi sono schierati  in difesa del diritto-dovere di cronaca e chiedono che lo siano anche le autorità che presiedono all’ordine e alla sicurezza pubblica garantendo in questo modo la libertà d’informazione.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

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Operativo il sito web del Gruppo Giornalisti Uffici Stampa

di Simona Petaccia (13/11/2009 - 18:21)

È del tutto operativo il sito web del Gruppo Giornalisti Uffici Stampa (Gus - http://www.gus-giornalistiufficistampa.it): strumento studiato per affermare che il giornalista ha un ruolo sociale da assolvere nella società contemporanea.

Questo è stato il suo obiettivo, così come espresso nell’editoriale del suo Presidente nazionale Gino Falleri: «Siamo stati assenti per qualche tempo, ora siamo di nuovo sulla piazza e di conseguenza ben visibili per informare e dialogare. Soprattutto in questo momento in cui il mondo dell’informazione non attraversa un periodo felice per una molteplicità di ragioni dirette ed indirette. Una di queste è costituita dal diritto di cronaca. È traballante. Il raccontare i fatti quotidiani, le storie, gli interessi e gli intrecci non sempre viene accolto con manifestazioni di giubilo. La verità alle volte infastidisce. Basta leggere le relazioni delle Associazioni che hanno il compito di monitorare la libertà di stampa per averne cognizione. Non è in difficoltà il solo diritto di informare, e il corrispondente diritto di essere informati, ma l’intero sistema. È in atto una crisi senza precedenti e quello che si conosce allo stato attuale è soltanto la punta dell’iceberg. (…) Il nostro mondo dei media è in profonda crisi (…) e non è più in grado di offrire occupazione e decorosi compensi ai centomila e passa giornalisti iscritti all’albo. Un numero in continua lievitazione che si contende spazi occupazionali sempre più ristretti. Una situazione che nessuno vuole prendere nella dovuta considerazione e, forse, non ha nemmeno gettato uno sguardo al “Libro Bianco sul Lavoro Nero” edito dalla Federazione nazionale stampa (…)».

Lo scopo di queste pagine web è, quindi, quello di raccordarsi con i colleghi per conoscere problemi e situazioni, al fine di intervenire con la forza del sindacato dove è possibile. È, inoltre, un mezzo di informazione, di confronto e di approfondimento ed è aperto alla collaborazione gratuita di chi è iscritto all’albo.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info.giornalistiufficistampa [at] gmail.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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