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Archivio Novembre 2009

Siti web politici italiani: prevale l’autoreferenzialita’

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 23:53)

Spot and Web, Anno 5 - numero 192, pag. 7, 11/11/2009 - “L’edizione 2009 del Monitoraggio dei siti politici dei partiti italiani presenti nei due rami del Parlamento rivela la scarsa partecipazione degli iscritti in rete ed anche un uso sottodimensionato, rispetto agli altri paesi europei e agli Usa dei social network. Pochi i gruppi di ascolto e di dialogo, ancora tanta propaganda anche su Facebook e Youtube”. Lo ha affermato il professor Francesco Pira coordinatore del gruppo di ricerca del Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine che ha prodotto il consueto rapporto annuale sui portali politici italiani.

Ore di navigazione per fare il punto su come i partiti presenti in Parlamento comunicano attraverso la rete. “I due principali partiti italiani, il Popolo della Libertà ed il Partito Democratico, – ha spiegato Pira – hanno leggermente modificato alcuni contenuti ed anche l’organizzazione stessa dei portali. Il PdL migliora la parte grafica, mentre aver suddiviso i contenuti in quattro mini siti, tre dei parlamentari ed uno del Governo Berlusconi, generano un rischio di dispersione e di duplicazione dei contenuti. Il Pd invece pur avendo una piattaforma tecnologica ben sviluppata sembra aver fatto un passo indietro nella capacità di stimolare la partecipazione degli utenti”.

Rimangono quasi invariati Lega Nord e Unione di Centro, mentre l’Italia dei Valori è forse quello che meglio degli altri è riuscito a combinare chiavi comunicative efficaci con coinvolgimento dell’utente. Il partito di Bossi e quello di Casini, hanno i limiti più evidenti sull’usabilità e sull’interazione.

“Anche l’utilizzo di collegamenti con Facebook e Youtube – conclude il Professor Pira, sociologo della comunicazione – non sono stati adeguatamente utilizzati. C’è da parte di tutti una corsa a caricare video su Youtube. Più difficile e quasi per nulla percorsa la strada della creazione di gruppi di discussione reale sul virtuale. In particolare si nota come non c’è, al contrario di quanto ha fatto il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prima da candidato e oggi da Capo della Casa Bianca, nessuna ricerca nel dare all’iscritto nessuna forma di identità impegnandolo in un ruolo attivo, di ricerca di altri iscritti, o di ricerca fondi o di creatore  di contenuti di cui può essere capace”.

Secondo Pira, infine, (…) “i partiti politici italiani stanno perdendo la grossa occasione di aprire e poi consolidare un fitto dialogo con i propri iscritti attraverso la rete. A questo si aggiunge anche la difficoltà di una crescita culturale del sistema paese e quindi del rapporto corretto tra partiti, candidati ed elettori/cittadini per la mancanza di una rete efficiente e non a macchia di leopardo”. (…)

Per leggere il testo completo (in formato .pdf), clicca qui.

 

 

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Google precisa: nostro comunicato rivolto a tutti non a Murdoch

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 22:38)

Apcom, 11/11/2009 - L’ufficio stampa del motore di ricerca Google precisa che il comunicato oggi diffuso non era rivolto a Rupert Murdoch, che non è citato nel testo, ma a tutti gli editori e produttori di notizie.

“In nessun punto del comunicato - osserva l’ufficio stampa - diciamo al signor Murdoch o a qualunque altro editore che dovrebbero togliere i loro contenuti da Google: ci limitiamo a ricordare che ognuno può decidere se e come il contenuti è incluso nelle ricerche del motore, e che ci sono modi molto semplici di rimuovere i contenuti se così decidono”.

Il magnate dell’informazione Rupert Murdoch aveva accusato il motore di ricerca di “rubare” le notizie trasmesse via internet dalle sue testate, minacciando di bloccare i contenuti online di “Wall Street Journal”, “The Times” e “Sun”.

La società di Mountain View oggi sottolineava in un comunicato che grazie a “semplici standard tecnici” le notizie possono essere rimosse in qualsiasi momento”, e chi le produce ha “il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti far apparire in caso di ricerca”. E gli editori in genere sono ben contenti del servizio, perché costituisce una “formidabile fonte di promozione”, in quanto consente di avere “circa 100 mila click al minuto”.

“Gli editori mettono i loro contenuti sul web perchè vogliono farlo trovare; pochissimi scelgono di non includerlo nella ricerca di Goggle sulle news e sul web. Ma se ci dicono di non includerlo, non lo includiamo” aggiungeva la società.

 

 

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Ricordando Enzo Biagi - Gli Appennini gli dedicano un festival

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 22:27)

Tgcom, 11/11/2009 - Nove giorni dedicati al giornalismo d’autore per ricordare Enzo Biagi: fino 14 novembre tre comuni dell’Appennino (…) ricorderanno il giornalista emiliano con una rassegna con tanti testimoni del mestiere (…).

L’appuntamento prevede incontri e dibattiti con direttori di giornali, cronisti e inviati.

Il Festival, realizzato grazie a uno stretto rapporto di collaborazione con i familiari di Enzo Biagi, prima fra tutte la figlia Bice, vuole rendere omaggio al giornalista scomparso il 6 novembre del 2007, proprio in quei luoghi e tra quei monti a lui tanto cari.

Oltre a una platea di “montanari” (come amava definirsi lo stesso Biagi) e di ammiratori, a seguire il Festival del Giornalismo d’autore anche studenti delle scuole di giornalismo, tra cui lo Iulm di Milano.

E proprio grazie agli studenti di giornalismo dello Iulm è possibile seguire gli eventi più interessanti del Festival sul canale www.youtube.com/clipreporter.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Piemonte, la campagna per l’Ordine parte con il piede sbagliato

di Simona Petaccia (11/11/2009 - 17:21)

Fasipress, 11/11/2009 - Il pretesto è stata l’assegnazione di uno dei tanti concorsi giornalistico-letterari italiani. Nel caso specifico, ci riferiamo al “Premio Cesare Augusto Fracchia” indetto dal Comune di Mondovì. La sua assegnazione ad una collega pubblicista, moglie del vicepresidente dell’Ordine, ha scatenato un dibattito, rimasto però sino ad ora a senso unico.

Su questo aspetto intendiamo fare alcune riflessioni. Sulla vicenda sono state dette e scritte tante, troppe parole. (…)

Il rispetto è un diritto che va riconosciuto a chiunque, sia chi sia. Amico o avversario. Simpatico o antipatico. (…)

Non sta certo ai giornalisti emettere sentenze, anche solo morali. (…)

Correttezza impone che, se ci sono elementi, è doveroso procedere. Se questi non esistono si fanno solo chiacchiere da ballatoio e danni. Con una dietrologia che però genera nei lettori messaggi pesanti e supposizioni su presunta correttezza o scorrettezza di questo o quest’altro collega. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] fasipress.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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