Siti web politici italiani: prevale l’autoreferenzialita’
Spot and Web, Anno 5 - numero 192, pag. 7, 11/11/2009 - “L’edizione 2009 del Monitoraggio dei siti politici dei partiti italiani presenti nei due rami del Parlamento rivela la scarsa partecipazione degli iscritti in rete ed anche un uso sottodimensionato, rispetto agli altri paesi europei e agli Usa dei social network. Pochi i gruppi di ascolto e di dialogo, ancora tanta propaganda anche su Facebook e Youtube”. Lo ha affermato il professor Francesco Pira coordinatore del gruppo di ricerca del Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue dell’Università di Udine che ha prodotto il consueto rapporto annuale sui portali politici italiani.
Ore di navigazione per fare il punto su come i partiti presenti in Parlamento comunicano attraverso la rete. “I due principali partiti italiani, il Popolo della Libertà ed il Partito Democratico, – ha spiegato Pira – hanno leggermente modificato alcuni contenuti ed anche l’organizzazione stessa dei portali. Il PdL migliora la parte grafica, mentre aver suddiviso i contenuti in quattro mini siti, tre dei parlamentari ed uno del Governo Berlusconi, generano un rischio di dispersione e di duplicazione dei contenuti. Il Pd invece pur avendo una piattaforma tecnologica ben sviluppata sembra aver fatto un passo indietro nella capacità di stimolare la partecipazione degli utenti”.
Rimangono quasi invariati Lega Nord e Unione di Centro, mentre l’Italia dei Valori è forse quello che meglio degli altri è riuscito a combinare chiavi comunicative efficaci con coinvolgimento dell’utente. Il partito di Bossi e quello di Casini, hanno i limiti più evidenti sull’usabilità e sull’interazione.
“Anche l’utilizzo di collegamenti con Facebook e Youtube – conclude il Professor Pira, sociologo della
Secondo Pira, infine, (…) “i partiti politici italiani stanno perdendo la grossa occasione di aprire e poi consolidare un fitto dialogo con i propri iscritti attraverso la rete. A questo si aggiunge anche la difficoltà di una crescita culturale del sistema paese e quindi del rapporto corretto tra partiti, candidati ed elettori/cittadini per la mancanza di una rete efficiente e non a macchia di leopardo”. (…)
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Google precisa: nostro comunicato rivolto a tutti non a Murdoch
Apcom, 11/11/2009 - L’
“In nessun punto del comunicato - osserva l’
Il magnate dell’
La società di Mountain View oggi sottolineava in un comunicato che grazie a “semplici standard tecnici” le notizie possono essere rimosse in qualsiasi momento”, e chi le produce ha “il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti far apparire in caso di ricerca”. E gli editori in genere sono ben contenti del servizio, perché costituisce una “formidabile fonte di promozione”, in quanto consente di avere “circa 100 mila click al minuto”.
“Gli editori mettono i loro contenuti sul web perchè vogliono farlo trovare; pochissimi scelgono di non includerlo nella ricerca di Goggle sulle news e sul web. Ma se ci dicono di non includerlo, non lo includiamo” aggiungeva la società.
Ricordando Enzo Biagi - Gli Appennini gli dedicano un festival
Tgcom, 11/11/2009 - Nove giorni dedicati al giornalismo d’autore per ricordare Enzo Biagi: fino 14 novembre tre comuni dell’Appennino (…) ricorderanno il giornalista emiliano con una rassegna con tanti testimoni del mestiere (…).
L’appuntamento prevede incontri e dibattiti con direttori di giornali, cronisti e inviati.
Il Festival, realizzato grazie a uno stretto rapporto di collaborazione con i familiari di Enzo Biagi, prima fra tutte la figlia Bice, vuole rendere omaggio al giornalista scomparso il 6 novembre del 2007, proprio in quei luoghi e tra quei monti a lui tanto cari.
Oltre a una platea di “montanari” (come amava definirsi lo stesso Biagi) e di ammiratori, a seguire il Festival del Giornalismo d’autore anche studenti delle scuole di giornalismo, tra cui lo Iulm di Milano.
E proprio grazie agli studenti di giornalismo dello Iulm è possibile seguire gli eventi più interessanti del Festival sul canale www.youtube.com/clipreporter.
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