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Archivio Settembre 2009

Quando il giornalismo si fa community

di Simona Petaccia (30/09/2009 - 22:59)

Affariitaliani.it, testo di Fausto Lupetti del 30/09/2009 - Killer business model, cosi lo chiamano i profeti di quel marketing che sta prendendo il potere su internet (ipotesi suggestiva ma non del tutto improbabile). Dopo l’ecommerce ecco dunque che circola un’altra parola magica e non sconosciuta: community è la nuova miniera d’oro per la creazione di valore.

Una signora danese Lisbeth Knudsen che dirige un importante gruppo editoriale Det Berlingske Officin dice: “I nostri giornali in quanto prodotti in sé, autonomi non avranno più futuro se non saranno capaci di creare dei legami con delle community. Non ci si può più accontentare di produrre contenuti, ma bisogna diventare mediatori e animatori di comunità sul web”.

Dunque i giornali perdono non solo come media ma anche in autorevolezza e influenza. La tecnologia non basta per spiegarne la crisi bisogna che gli editori si inventino nuovi contenuti, interattivi, partecipativi, comunitari. (…)

Dunque la sola aggregazione possibile in questo universo orizzontale internettiano è la community. Ma non si tratta di comunità sociali di tipo religioso, etnico o riferite a classi sociali la cui coesione appartiene alle culture della identità religiosa, tradizione o dell’emancipazione politica. Non sono neppure comunità locali e territoriali con buona pace del neo tribalismo politico. Qui si tratta si comunità reticolari composte da individui senza radici e prevalentemente metropolitani, fatte ad hoc, con un centro di interesse comune, un hobby, una credenza, una professione, sono reti sociali fluide e disseminate si può entrare facilmente come uscire con un clic, poco compromettenti, chi vi partecipa non è interamente coinvolto, né per molto tempo, si fa del surf, non si deve niente a nessuno. (…)

Dove si trova allora il valore e dove si troverà domani secondo il killer business model? “Nell’informazione o nella condivisione di questa informazione attraverso una rete sociale? Tutto fa credere che il valore attivo maggiore sarà nella condivisione e discussione e interpretazione di questa informazione. È una nuova frontiera.

Le comunità reticolari vogliono monetizzare l’intimità e l’amicizia mentre Google monetizza il contesto. Il social network conosce molto meglio i suoi utenti (gusti, centri di interesse, abitudini, potere d’acquisto, famiglia, amici …) di come un qualunque giornale possa conoscere i suoi più affezionati lettori. Nessun medium può disporre di altrettante informazioni, come una rete sociale” dice Tarek Krim, fondatore di Netvibes: “Immaginate due sale. Nella prima le persone subiscono passivamente l’informazione, in modo individuale, silenzioso, non sempre attento; nella seconda le persone si parlano, si guardano, si consigliano, moltiplicano le interazioni. È evidente che gli inserzionisti pubblicitari vogliano essere presenti nella seconda sala”. E nella seconda sala ci sono le community.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico contatti [at] affaritaliani.it  indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Russia, tre reporter in fuga minacciati dagli uomini di Putin

di Simona Petaccia (30/09/2009 - 21:37)

Corriere della Sera, testo di Fabrizio Dragosei del 30/09/2009 — Qualcuno para­gona quello che sta accaden­do oggi alle repressioni e alle provocazioni contro i dissi­denti che venivano messe in pratica dal Kgb ai tempi del­l’Urss. Ma la situazione è di­versa, se non altro per il fatto che giornalisti e difensori dei diritti umani presi di mira spesso riescono a salvarsi fug­gendo all’estero. Nelle ultime settimane i casi si sono molti­plicati e in questo momento ci sono almeno tre noti gior­nalisti russi che si nascondo­no o sono fuggiti oltre frontie­ra per aver affrontato argo­menti tabù: il misterioso se­questro della nave Arctic Sea e i possibili collegamenti con l’esportazione di armi; le col­pe di Stalin e i crimini sovieti­ci; la vita privata della fami­glia Putin. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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