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Archivio Marzo 2009

Online: far pagare solo il valore aggiunto

di Simona Petaccia (29/03/2009 - 22:27)

LSDI, 29/03/2009 - Mentre a Londra Time e Independent pensano a reintrodurre un qualche sistema a pagamento nei loro siti web, sulla scia di quanto hanno già fatto New York Times e Washington Post negli Usa, un sito di informazione online, GlobalPost, sta sperimentando un nuovo modello economico, un sistema ibrido: “freemium”, in parte gratuito e in parte a pagamento. Offrendo ai lettori che si abbonano (199 dollari l’anno) anche la possibilità di scegliere i reportage e le notizie su cui i giornalisti del sito lavoreranno. Non citizen journalism quindi, ma scelta collettiva dei contenuti del sito. (…)

Con un investimento iniziale di 8,5 milioni di dollari, GlobalPost ha attualmente 65 corrispondenti a libro paga, ciascuno dei quali – secondo quanto ha scritto nei giorni scorsi il New York Times - riceve 1.000 dollari al mese per 4 articoli. (…)

Uno dei co-fondatori di GlobalPost, Charles Sennott ha definito il nuovo servizio a pagamento un mezzo “per creare un senso di appartenenza” nei lettori, che di solito percepiscono le redazioni dei giornali come “fortezze impenetrabili”.

Dietro tutti questi esperimenti sta prendendo corpo la considerazione che – anche sulla base della natura di internet – non si può far pagare le notizie di carattere generico che vengono prodotte da istituzioni interessate specificamente alla loro circolazione e immesse in rete da miriadi di fonti individuali o di gruppo, ma tutto il materiale di approfondimento e di valore aggiunto che può essere prodotto solo con uno sforzo professionale specifico da parte di giornalisti, analisti, esperti, ecc. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] lsdi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Un contratto difficile da digerire

di Simona Petaccia (29/03/2009 - 16:10)

Fasipress, 29/03/2009 - L’ansia è durata 1490 giorni e ora, in tanti, c’è il comprensibile desiderio di lasciarsi alle spalle quel lungo periodo, le polemiche, le provocazioni, gli insulti, le prepotenze. E quant’altro. Si vuole dimenticare in fretta e inghiottire il boccone molto amaro.

Un passo indietro? Pazienza, ci saranno tempi migliori.

Non c’è stata informazione sulla trattativa? Pazienza, non è mancanza di rispetto per i lavoratori.

La categoria è stata svenduta? Pazienza, rispetto ai tanti licenziati e cassintegrati in ogni settore economico non potevamo pretendere di essere trattati meglio.

Il referendum sarà solo consultivo? E va beh, quello che conta è poter esprimersi, anche se poi non conterà sulla sostanza del contratto.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] fasipress.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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