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Archivio Marzo 2009

Il New York Times lancia un network di siti locali

di Simona Petaccia (03/03/2009 - 22:24)

Il Sole 24ORE > testo di Luca Salvioli del 03/03/2009 - Il New York Times, particolarmente vivace nell’esplorazione delle forme possibili, e possibilmente redditizie, del giornalismo online, ha lanciato un nuovo network di siti locali. Si chiama «The local». Un canale verticale per informare le comunità locali coinvolgendole in prima persona. Il sito offrirà contenuti «forniti dai giornalisti del New York Times a fianco di quelli dei cittadini riguardanti la vita di tutti i giorni nei loro quartieri, con notizie e informazioni su scuola, ristoranti, business, imprese, immobili» e criminalità, ha spiegato il giornale nel lancio dell’iniziativa.

Per ora l’esperimento è limitato ai quartieri di Clinton Hill e Fort Greene (Brooklyn) e Maplewood, Millburn e South Orange (New Jersey). Assomiglia molto a una sorta di blog collettivo, ma presto troveranno spazio il calendario degli eventi, gli annunci di matrimonio, quelli di lavoro. Il tentativo, insomma, è quello di creare comunità virtuali sull’onda del successo dei social network provando a cavalcare uno dei settori che sta sentendo di meno la crisi dell’editoria, quello dell’informazione locale. Cercando di coinvolgere nuovi inserzionisti. In particolar modo negli Stati Uniti, l’informazione, soprattutto cartacea, risente di un drastico calo degli investimenti pubblicitari legato al taglio dei budget da parte delle imprese. Per i giornali la necessità di trovare un modello di business per l’edizione online è diventata drammaticamente più urgente. (…)

«C’è un crescente consenso nel mondo dei media sul fatto che i giornali, per continuare ad esistere, dovranno promuovere il giornalismo partecipativo - ha detto Andy Newman, uno dei giornalisti che coordinerà l’iniziativa - e il Times vuole vedere se è possibile trovare un modo sostenibile per farlo». «Questo è molto più di un esperimento - ha aggiunto - speriamo che possa emergere un nuovo modello di business».

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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