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La democrazia in Cina si insinua sul web: migliaia di firme per Charta ‘08

di Simona Petaccia (29/01/2009 - 23:13)

RaiNews24, 29 gennaio 2009 - Pechino, aria nuova sul web. Ormai sono più di 8mila. Numeri irrisori, apparentemente in un Paese con più di un miliardo di abitanti. Ma pesantissimi, invece, visto che si tratta di firme di comuni cittadini cinesi in calce ad un documento on line, Charta 08, che è una sorta di manifesto democratico per una nuova Cina.

E’ la richiesta di democrazia più forte in Cina dai tempi della ribellione di piazza Tiananmen nel 1989, scrive oggi il Washington Post , ricordando che a Pechino e dintorni chi sottoscrive documenti poco graditi al potere rischia la galera, senza se e senza ma.

Il testo è stato pubblicato in rete lo scorso dicembre. A sottoscriverlo, intellettuali, avvocati, scrittori, insegnanti in buona parte già noti come ‘pericolosi attivisti’ per la democrazia e la libertà di pensiero in Cina. Il Governo cinese, sempre molto vigile sul  web, si è subito mosso per ‘oscurare’ il manifesto con il solito firewall censore, mettendo sotto sorveglianza gli autori, convocando per interrogatori i firmatari.

Poi però, scrive il Post, “è accaduto qualcosa di straordinario”. Anche persone qualunque, comuni cittadini, hanno cominicato a far circolare il documento in rete, a stamparlo, a passarlo di mano in mano. E la lista di sottoscrittori si è allungata pericolosamente includendo studenti, giornalisti, tecnici informatici, uomini d’affari.

“E’ la prima volta che qualcuno che non sia il Partito comunista cinese mette nero su bianco in un documento pubblico una visione politica della Cina”, dice Xiao Qiang, professore di giornalismo all’Università di California a Berkeley. Sta nascendo in rete, insomma, dal basso, un movimento per la democrazia in Cina.  (…)

“L’approccio del Governo cinese alla modernizzazione è disastroso”, si legge nel documento. “Ha privato la popolazione dei suoi diritti, distrutto la dignità e corrotto i normali rapporti umani. Per questo chiediamo: dove è condotta la Cina nel XXI secolo?”. Charta ‘08 chiede una nuova Costituzione che abbia come pilastro la libertà. Anzi, le libertà: di pensiero, di stampa, di assemblea, di associazione, di scelta del luogo dove vivere, di sciopero, di manifestazione. “Senza libertà la Cina resterà lontana dagli ideali di civiltà”.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Media Myths & Realities

di Simona Petaccia (29/01/2009 - 22:42)

Ferpi, 29/01/2009 - La ricerca “Media, Myths & Realities” (…) ha analizzato le abitudini nella fruizione dei media, dal classico quotidiano fino al podcast, di 300 consumatori e 200 influenzatori rispettivamente in Gran Bretagna e Brasile; negli Stati Uniti lo studio ha preso in esame 1000 consumatori e 500 professionisti della comunicazione.

Tra i “miti” e le “realtà” emerse nello scenario dei media, ci sono delle implicazioni davvero rilevanti per le Relazioni Pubbliche che gli addetti ai lavori e le aziende multinazionali dovranno prendere in considerazione per ripensare ad alcune modalità di azione utlizzate fino ad oggi e non perdere importanti opportunità.

Mentre i consumatori comprano prodotti, cercano informazioni, programmano le loro vite e prendono decisioni lavorative e personali, la ricerca rivela che i confini tra i diversi canali di comunicazione del ventunesimo secolo appaiono sempre più labili e sfumati. I contenuti che un tempo erano posseduti da uno specifico mezzo, oggi possono trovarsi su quasi tutte le piattaforme, contribuendo a creare uno scenario dei media sempre più interattivo e frammentato.

Nonostante ci siano similitudini e notevoli differenze nell’approccio ai media dei consumatori nei tre paesi presi in esame, vediamo che i consumatori americani utilizzano una varietà sempre più ampia di canali come i blog e i social networking. Il 26% dei consumatori usa i siti dei social network rispetto al 17% nel 2006. L’uso dei blog è quasi duplicato. (24% nel 2008 rispetto al 13% nel 2006). Cresce anche l’utilizzo di siti per lo shopping online, che dal 2006 al 2008 è praticamente raddoppiato (dal 17% al 35%). Un dato ancora più rilevante è che circa la metà dei consumatori americani (44%) che consulta questi siti legge le recensioni degli altri utenti e i loro commenti, a conferma del fatto che questi siti non servono più semplicemente ad acquistare prodotti ma si sono trasformati in luoghi di incontro e scambio di informazioni e consigli. Ci si fida di più dei propri colleghi online che delle descrizioni dei prodotti forniti da parte delle aziende stesse.

Quello che un tempo era solo il “pubblico” dei media, è oggi in grado di influenzare e orientare le scelte degli altri utenti quasi più delle fonti informative stesse. Possiamo dire che i tradizionali mezzi di comunicazione di massa stanno cedendo terreno a favore di una comunicazione “controllata” dalle masse.

Anche i motori di ricerca stanno maturando come mezzo e continueranno a giocare un ruolo di primo piano nelle nostre vite. (…) Le aziende che non hanno una “strategia di ricerca” stanno quindi perdendo un’opportunità di raggiungere i consumatori in modo veloce ed efficace, perché se il punto di vista di un’azienda non compare nei risultati di una ricerca, verrà irrimediabilmente perso da tutti quegli utenti che non sono soliti consultare i siti aziendali.

Il passaparola sia interpersonale che via web, continua ad essere una significativa fonte di informazione sia negli Usa che in Gran Bretagna, con rispettivamente il 47% e il 53% degli intervistati che rivela di riporre molta fiducia nei consigli di genitori e amici. Entrare in modo efficace e trasparente in un network di “passaparola” diventa quindi una grande sfida per i brand. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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