Media e condizionamenti: come la tv cambia le nostre idee
Comunicatori pubblici, testo di Marino Cavallo del 28/01/2009 - I mass media ci portano ad isolarci dagli altri o addirittura propongono un surrogato di comunicazione, ancora più pericoloso, perché del tutto artificiale? È uno dei grandi e ormai classici interrogativi sulla televisione: la violenza in Tv fa diventare violenti? La piattezza e la superficialità di certi programmi ci fanno diventare più stupidi? Rispondiamo ancora una volta alla domanda su televisione e qualità dei programmi, cercando qualche strumento di analisi che ci aiuti. (…)
C’è una scuola di pensiero, nell’ambito dei media, che si chiama teoria della coltivazione. George Gerbner, ricercatore americano e ideatore di questa teoria, sulla scorta di studi ed analisi condotte in modo scientifico, sostiene che la televisione e i programmi dei media non innescano “l’effetto proiettile”, il comportamento causa-effetto, lo stimolo-risposta. Non c’è determinismo, insomma. C’è invece piuttosto un meccanismo di influenza molto più subdolo e sottile; e tutto sommato molto più efficace. Questo meccanismo si basa sulla capacità dei media di creare modi di interpretare la realtà e di incorniciare le situazioni: di assegnare agli eventi un determinato e preferenziale significato, quindi.
La cattiva televisione, così come quella buona, coltiva delle attitudini che poi “germogliano” e orientano le persone nel corso del tempo, nella loro vita. Come il seme, che impiega tempo a diventare pianta e poi a solidificarsi in un albero, così i contenuti televisivi nutrono con costanza e lentezza certi valori piuttosto che altri. Se ci pensiamo bene, è un potere meno evidente del condizionamento diretto di comportamenti e azioni, però è molto più pericoloso. Perché è implicito, sottinteso, si insinua nelle nostre categorie di comportamento quotidiane e le plasma.
A volte, purtroppo, questo “potere di coltivazione” dei valori mette in gioco un’influenza che rischia anche di plagiarci, perché si serve di mezzi di persuasione molto sottili e difficili da decodificare.
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