GlobalPost, l’informazione internazionale corre sempre più in rete
Mytech, testo di Guglielmo Rubini del 13/01/2009 - Uffici di corrispondenza chiusi e sempre più inviati licenziati. Il trend era già in atto prima che esplodesse la grande crisi del 2008. Ora però sta raggiungendo misure ancora più allarmanti e c’è chi comincia a preoccuparsi sul futuro dell’
Non la pensa così un gruppo di giornalisti statunitensi che ha lanciato ieri GlobalPost, iniziativa editoriale tutta online che conta su una redazione distribuita di 65 giornalisti (molti dei quali sono vecchie glorie della carta stampata, c’è anche qualche Pulitzer) dislocati in oltre 50 paesi del mondo, tra cui anche molte zone del pianeta di cui si parla poco nei grandi media occidentali.
I giornalisti dovranno agire in ottica integrata (non solo testo, ma anche immagini e video) e saranno retribuiti come freelance part-time con uno stipendio mensile di 1000 dollari. Chi ha esperienza nel giornalismo internazionale, può anche farsi avanti e sottoporre la propria candidatura (al momento dall’Italia non c’è nessun corrispondente).
Le notizie saranno diffuse in parte sul sito di GlobalPost (gratuitamente in versione ridotta; per la versione integrale bisognerà abbonarsi a 199 dollari l’anno) e in parte saranno offerte in syndication alle grandi testate “malate” che non possono più permettersi un corrispondente in tutti questi paesi, ma al tempo stesso non vogliono rinunciare ad una buona copertura degli esteri.
Fino alla fine di febbraio il sito sarà accessibile in versione integrale gratuita. Il flusso di news è disponibile sia per paese che per tema (…).
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