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Messico, narcos all’assalto della tv

di Simona Petaccia (09/01/2009 - 20:00)

La Stampa, testo di Paolo Manzo, 09/01/2009 - Quando pochi giorni fa a Monterrey, in Messico, nello stato nordorientale di Nuevo León, il commando armato si è avvicinato a bordo di due furgoncini al cancello che separa la sede del grande network televisivo messicano Televisa dell’esterno nessuno ha avuto il tempo di capire cosa stesse accadendo. Solo Karina Garza Ochoa, una reporter che in quel momento stava uscendo perché aveva finito il suo turno, in un attimo ha compreso tutto, una intuizione rapida quasi quanto l’azione degli assaltanti incappucciati. Che hanno colpito a raffica sparando senza pietà una ventina di colpi ma soprattutto lanciando una granata contro gli edifici principali di quello che è considerato il più importante canale televisivo privato messicano e dell’America Latina.

Attacchi come quello di Monterrey, infatti, non sono fatti isolati ma rientrano in una vera e propria strategia del terrore messa in piedi negli ultimi due anni dal narcotraffico per impedire all’informazione di fare il suo mestiere. Nel caso di Monterrey per uno strano capovolgimento dei ruoli il commando ha anche lasciato in un volantino minacce esplicite sull’argomento. In questo caso, per fortuna, niente morti né feriti gravi, solo un’angoscia senza fine che si aggiunge alla lunga scia di sangue che sta letteralmente mettendo sotto assedio i giornalisti messicani. Sotto accusa finisce il sempre più invadente mondo del narcotraffico, che solo nel 2008 ha causato la morte violenta di 5.300 persone.

Da qui una mappa dei caduti sul campo che si allarga a macchia d’olio e che racconta storie in cui il mistero sconfina nell’orrore. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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