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Archivio Gennaio 2009

Presentato a Roma il ‘Premio Girolimoni’

di Simona Petaccia (01/01/2009 - 23:34)

Apcom, 30/01/2009 - La necessità di costituire un punto di riferimento solido per la riflessione sulle problematiche della responsabilità nel lavoro giornalistico. E’ questo l’obiettivo del ‘Premio Girolimoni - per un’informazione responsabile’, presentato oggi presso la facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma.

Il premio è dedicato a Gino Girolimoni, fotografo romano accusato di gravi delitti e additato come ‘Mostro di Roma’ dalla stampa. Successivamente scagionato, la sua vita non tornò mai la stessa a seguito degli effetti distruttivi ottenuti dalla campagna giornalistica accusatoria.

E’ necessario quindi, a detta di tutte le voci coinvolte nell’iniziativa (Facoltà di Scienze della Comunicazione, Unione Nazionale Cronisti Italiani, Associazione ‘Presi per Caso’, Federazione Nazionale Stampa Italiana), restituire al giornalismo - si legge in una nota - la sua vocazione informativa nel rispetto dell’essere umano come cittadino e come persona.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico ufficiostampa [at] alfaprom.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Corriere della Sera, denuncia del CdR agli azionisti

di Simona Petaccia (01/01/2009 - 22:58)

Francoabruzzo.it da “Il Corriere della Sera” del 31/12/2008 - Come azionisti del patto di sindacato, che controlla il 63,5 per cento di Rcs MediaGroup, avete deliberato in Consiglio di amministrazione, il 16 dicembre, di dismettere il piano industriale triennale che avevate approvato nel 2007 e di rinviarne alla seconda metà del 2009 la revisione o «rimodulazione». (…)

Tuttavia, la crisi dell’Azienda non è dovuta soltanto all’erompere, negli ultimi mesi, di una congiuntura sfavorevole e di una recessione sferzante, che hanno fatto cadere verticalmente la raccolta pubblicitaria. L’azzardo di acquisizioni rivelatesi per il momento disastrose (…).

La Rcs sconta ogni giorno l’inadeguatezza di un azionariato che non ha saputo disegnare una prospettiva affidabile per il futuro e che non ha avuto il coraggio di guardare avanti pianificando un «new deal» editoriale basato su investimenti, anche e soprattutto quelli tecnologici, adeguati ai tempi nuovi. Adesso annunciate l’intenzione di «puntare su un notevole sviluppo della multimedialità», ma l’Azienda ha latitato per anni e accumulato gravi ritardi. (…)

Ci saremmo aspettati una rigorosa e saggia strategia diretta a tagliare gli sprechi di gestione e di amministrazione così come gli sperperi della produzione e della diffusione mirata ad alzare il numero dei lettori, a migliorare il livello di prodotti collaterali scelti e imposti dal marketing in una crescente disaffezione del pubblico, a bloccare i giri di valzer di dirigenti che entrano ed escono giusto in tempo per raccogliere superliquidazioni d’oro.

Invece di salvaguardare l’autorevolezza del Corriere, minata tra l’altro dal preoccupante asservimento del giornale al marketing e ad una pubblicità sempre più invasiva degli spazi, della titolazione, degli articoli; invece di rilanciare i ricavi editoriali, erosi dal calo delle copie vendute, il piano di risparmi prospettato da Azienda e Direzione rischia proprio di penalizzare la qualità e la completezza del servizio ai lettori riducendo gli spazi dell’informazione.

I redattori del Corriere della Sera, riuniti in assemblea, hanno comunque confermato la disponibilità a fare la propria parte con un surplus di impegno e con senso di responsabilità, per il bene del giornale, accettando temporaneamente gli interventi che incidono più direttamente sulla loro attività.

In quanto azionisti, avete anche auspicato «un contesto di maggiore sensibilità istituzionale per il settore dell’editoria». Una formula elegante per sollecitare più ampie provvidenze a carico della collettività e nuovi aiuti pubblici, da aggiungere ai fondi dei quali già beneficiate. È vero, fra voi azionisti di Rcs non c’è nessun editore puro, che abbia nei giornali e nei media il proprio «core business». Siete banchieri, imprenditori, finanzieri e capitani d’azienda che hanno altrove i propri principali interessi.

Non ci meraviglia, perciò, che bussiate al governo e ai partiti per farvi aprire le casse dello Stato, ma ci preoccupa e ci inquieta perché questo non vi renderà più liberi ma semmai più obbedienti. In una fase confusa e delicata, la Redazione continua ad avere chiaro che il Corriere della Sera non è uno strumento nelle mani degli azionisti e vi ricorda ancora una volta che la missione di un giornale è di assicurare un’informazione libera, pluralista e, sempre e ovunque, indipendente.

Il CdR del Corriere (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] francoabruzzo.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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