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Archivio Dicembre 2008

Un parlamentare su 10 e’ giornalista

di Simona Petaccia (07/12/2008 - 23:27)

LSDI, 07/11/2008 - «Nell’ultima legislatura si contano 64 deputati giornalisti (la quarta professione rappresentata alla Camera, dopo avvocati, dirigenti e imprenditori, prima dei funzionari di partito) e 28 giornalisti senatori (la sesta professione attualmente rappresentata al Senato): praticamente un giornalista ogni dieci parlamentari». E’ uno dei dati contenuti dell’ultimo Rapporto annuale del Censis  (capitolo “Comunicazione e media”, pag. 526), presentato nei giorni scorsi a Roma (…).

Intanto, precisa il Rapporto, «la fiducia degli italiani nei media resta decisamente bassa, anche nel confronto con gli altri Paesi europei, e anzi nell’ultima primavera si registra un ulteriore, pericoloso crollo senza eccezioni per nessun mezzo. Emerge così un distacco critico che si accompagna a comportamenti di consapevole arbitraggio da parte dei cittadini di fronte alle indicazioni e proposte “mediatiche” di candidati ed eletti.

La stampa gode della fiducia del 36% dei cittadini, mentre il valore medio in Europa è pari al 44%; la televisione è il mezzo di cui gli italiani si fidano di meno (solo il 35% la ritiene affidabile, valore che invece sale al 53% nella media europea, con punte del 56% in Germania e del 60% in Spagna); dichiara di fidarsi della radio il 42% degli italiani (è il mezzo di comunicazione considerato più attendibile, ma con un consenso comunque nettamente inferiore al 61% medio europeo); infine, Internet è pienamente apprezzata dal 35% del campione, un valore non elevato ma comunque tra i più alti in Europa». In queste poche righe si capiscono molte cose, commenta Roberto Cotroneo sull’Unità.

C’ è un rapporto diretto tra il “distacco critico” dei cittadini nei confronti dell’informazione e i troppi giornalisti in parlamento? Assolutamente sì. C’è una ragione per cui i cittadini si fidano assai meno dell’informazione televisiva rispetto alla carta stampata? Eccome se c’è, si chiama conflitto di interessi e occupazione politica della Rai. E c’è una ragione per cui il mezzo più antico, e apparentemente più distante dalla contemporaneità come la radio gode di una considerazione più alta rispetto agli altri? Certo che sì. E infine perché mai i cittadini evoluti si fidano assai più dell’informazione attraverso internet, rispetto a giornali e televisione? (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] lsdi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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