Ma perche’ continuare a leggere i giornali di carta?
LSDI, 21/10/2008 - (…) Il principale problema della stampa scritta oggi non è il suo contenuto ma il suo uso, il suo senso. La questione di fondo non è: cosa leggere in un giornale? Ma: perché leggere un giornale? (…)
1 La mobilità? – (…) Seriamente, ci sono ancora delle situazioni in cui leggere un giornale rimane pratico, anche se l’arrivo dei supermobili (…) e dei mini-pc (…) riduce considerevolmente questo suo vantaggio fisico e rende quindi pressoché obsoleta l’utilizzazione dell’e-paper. (…)
2- La gerarchizzazione? – L’argomento non è cretino. Internet funziona sempre di più come un fluidificatore dell’informazione che si frammenta e funziona a flusso. Il giornale cartaceo permette una gerarchizzazione chiara dell’informazione e una navigazione alla fine abbastanza pratica e gradevole. Anche se chiusa. Ma può darsi che sia proprio in questo la sua attrattiva (…).
Da cui l’interesse, forse, ad investire nel trattamento grafico (non artistico, ma chiaro) e nella messa in scena dell’informazione sulla carta.
3 – Il budget? – Per il momento nessuna redazione web è in grado di rivaleggiare, in termini di risorse umane, con una redazione dei giornali di carta. Questo capitale umano è destinato a diminuire rapidamente nei prossimi anni (o addirittura nei prossimi mesi…), ma resta largamente superiore.
Il problema è che è male sfruttato. (…) Si dovrebbe poter sfruttare più efficacemente questo budget (fino a quando lo si ha ancora) per rafforzare soprattutto l’investigazione, il giornalismo di scoop, principale valore aggiunto della stampa oggi. (…)
Una eccezione: la stampa locale. (…) L’esclusività dell’informazione iperlocale (quella regionale ha la concorrenza da parte di internet, radio e tv). E’ ancora una volta una questione di budget (d’altronde perché continua a perdere soldi pagando dei giornalisti per trattare l’informazione nazionale?). Impossibile, per il momento, fare concorrenza seriamente alla stampa locale sulla Rete.
Almeno sui suoi elementi base: iperlocale, piccole notizie varie, ecc). Ma questo non durerà a lungo (specialmente nel campo dello sport locale). (…)
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Assostampa e Gruppo Cronisti Liguri: ‘‘La giornalista? Per la Procura di Genova e’ piu’ pericolosa di un killer’’
Fnsi, 21/10/2008 - La giornalista? Più pericolosa di un killer, inquisito per l’omicidio di una donna a Sanremo e per l’assassinio di un’altra a Genova. Due donne uccise dopo mesi di minacce. Il processo per l’omicidio di Genova a due anni dai fatti è ancora da fissare, ma la procura genovese ha trovato tempo e modo di impegnare una decina di agenti della polizia giudiziaria per perquisire l’abitazione, la redazione, l’auto e la borsetta della collega Ilaria Cavo, di Mediaset, “colpevole” di avere diffuso una intercettazione sul killer Luca Delfino il cui contenuto era peraltro già agli atti dell’inchiesta per l’omicidio di Sanremo.
La perquisizione a Ilaria arriva alla vigilia delle ultime manifestazioni (il 23 ottobre alle
Ilaria Cavo (…) è stata prima convocata per la “banale” comunicazione di un atto giudiziario, per poi rivelarle che era indagata e che c’era un ordine di perquisizione della Procura di Genova. L’operazione che ha complessivamente impegnato tra Genova e Milano una decina di persone ha visto la perquisizione della borsa di Ilaria, della sua auto, il sequestro del notebook, la perquisizione senza esito in redazione e nell’abitazione della collega dove sono stati sequestrati tutti i materiali informatici e hard disk anche non attinenti all’oggetto specifico dell’indagine. (…)
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L’Italia faccia ogni sforzo per tutelare Sayed Kambakhsh
Unione Nazionale Cronisti Italiani, 21/10/2008 - L’Unione Nazionale Cronisti chiede al governo, alle istituzioni e a chiunque ne abbia la possibilità, di esercitare il massimo di pressione per tutelare Sayed Parwez Kambakhsh, il giovane cronista afgano che era stato condannato a morte e che in appello ha avuto oggi una condanna a 20 anni di reclusione.
Come era evidente dalle accuse formulate nel tribunale tribale di Mazar-i-Sharif, e come ha spiegato il fratello Sayed Yaqub Ibrahimi - che nello scorso marzo è venuto a Viareggio a ritirare il Premio Cronista internazionale assegnato a Parwez - il giovane cronista è del tutto innocente e le accuse che gli sono state rivolte sono servite ad ammonire la stampa a non interessarsi delle vicende che riguardano i signori della guerra e le spartizioni territoriali dell’Afghanistan.
L’Unione Cronisti chiede quindi che riparta la mobilitazione internazionale a favore di Sayed Parwez Kambakhsh e della libertà di stampa in Afghanistan e che anche il governo italiano si adoperi affinché da parte di tutte le istituzioni afgane, a cominciare proprio dalle aule giudiziarie, siano garantiti la legalità e i diritti umani.
La democrazia che anche l’Italia sta cercando di costruire in Afghanistan, con il suo impegno politico e militare, non può rinunciare ai principi dell’inviolabilità della vita e della libertà di stampa e di opinione.
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