Un Albero per Anna Politkovskaja, giornalista assassinata da chi calpesta i diritti umani
Nel secondo anniversario dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja, il 7 ottobre 2008 l’associazione AnnaViva organizzerà a Milano un presidio per commemorare la sua memoria e chiedere al comune di piantare un albero in suo nome nel Giardino dei Giusti: istituzione fondata nel 2004 e situata sul Monte Stella, nata per ricordare persone comuni che, per i loro valori morali, hanno dedicato la vita a battersi in difesa della dignità umana.
Anna Politkovskaja era una giornalista russa che ha dedicato la sua vita alla denuncia delle violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo russo nei confronti delle popolazioni, sia in Russia che in Cecenia. Per questo suo scomodo ruolo, la Politkovskaja è stata assassinata il 7 ottobre 2006. Il suo omicidio, da più parti imputato ad un killer assoldato dal governo russo, ha prodotto una forte mobilitazione in tutto il mondo, ma tutt’oggi rimane ancora un caso irrisolto.
Chi desidera consultare la lettera inviata al sindaco Letizia Moratti e la petizione popolare per dedicare un albero ad Anna nel Giardino dei Giusti, può cliccare qui.
Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico ufficio.stampa @ futureland.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.
Al colonnello Abisso il premio giornalismo ‘Massimo Ficuciello’
RomagnaOggi.it, testo di Lucio Orioli del 03/10/2008 - Il colonnello Carmelo Abisso, della Brigata aeromobile ‘Friuli’, è il vincitore del premio internazionale di giornalismo “Capitano Massimo Ficuciello”, intitolato al giovane ufficiale della pubblica informazione dell’Esercito morto nell’attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003.
Il colonnello Carmelo Abisso è l’attuale addetto stampa (Chief PIO) del Regional Command West di ISAF e portavoce del Contingente Italiano ad Herat e sua è la voce, che tante volte abbiamo udito nelle interviste telefoniche in diretta ai telegiornali riportare i fatti accaduti ai nostri soldati in Afghanistan.
Ieri a Roma, la consegna del premio da parte del padre del militare ucciso, il generale di corpo d’armata Alberto Ficuciello, che ha ricordato come il colonnello Abisso, anche nel corso di recenti collegamenti radiofonici e televisivi, “per fatti non sempre piacevoli”, abbia saputo informare l’opinione pubblica “in modo semplice, chiaro e sereno. E la dimostrazione che ha sicuramente meritato questo premio, per il continuo impegno dai più diversi teatri operativi, è che oggi - ha aggiunto - non può essere qui a ritirarlo di persona, visto che sta facendo il proprio mestiere in Afghanistan”.
Il capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, durante la cerimonia di consegna del premio, ha affermato che “Il rapporto tra militari e stampa per noi è vitale, uno stimolo continuo: serve migliorarlo sempre di più, nell’interesse di tutti”. Il generale ha sottolineato l’importanza che ciascuno svolga il proprio compito: “sarebbe un tragico errore mescolare i ruoli” - ma sempre in un rapporto di reciproca collaborazione, “senza travisare
Il capo di Stato maggiore ha poi affermato che “é interesse delle Forze armate non nascondere quello che fanno: ci possono essere delle esigenze di riservatezza legate a motivi di sicurezza immediata, ma un secondo dopo dobbiamo essere assolutamente trasparenti ed aperti, dire le cose come esattamente stanno e, anzi, prevenire le curiosità della stampa. In alcune circostanze ci siamo chiusi a riccio, provocando danni”.
“Il mondo di oggi - ha concluso Camporini - è un mondo in cui la sicurezza in casa la si garantisce con le missioni fuori area e queste operazioni possono avere successo solo se c’é un’opinione pubblica consapevole di ciò che facciamo e perché, con quali scopi, e che ci sostiene”. (…)
Chi vuole avere maggiori informazioni può scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione @ romagnaoggi.it indicando “Simona Petaccia”.
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