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Archivio Luglio 2008

Olimpiadi, la cerimonia e' segreta. Ma non per il web

di Simona Petaccia (31/07/2008 - 23:46)

l’Unità, testo di Alessia Grossi del 31/07/2008 - A nulla è servito al Governo cinese oscurare siti internet, limitare l’uso della Rete in occasione dei Giochi Olimpici. Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi le immagini video della segretissima cerimonia di apertura dei Giochi finiscono su YouTube. Nell’era del posta e diffondi, infatti, una troupe dell’emittente televisiva sud-coreana Sbs, Seoul Broadcasting Systems, è riuscita non soltanto a riprendere un minuto delle prove generali della grandiosa manifestazione inaugurale di Pechino ma anche a diffonderle sul sito più consultato al mondo. (…)

Il filmato della Sbs, rimosso quasi immediatamente da Youtbe e per le norme del sito e per le insistenze dell’organizzazione cinese (si trova ancora su alcuni siti come www.shanghaiist.com), riprende solo un minuto dell’intera cerimonia. Ma tanto è bastato per far vedere l’intera scenografia scelta per l’apertura. (…)

L’agenzia di stampa Nuova Cina ha riportato, citando fonti interne al Cio, che il regolamento prevedrebbe che «i fotografi che diffondono immagini delle prove in costume vengano perseguiti legalmente e privati dell’accredito olimpico», ma non è chiaro se verrà applicato in questo caso.

Da parte sua la tv coreana si è difesa sostenendo che le immagini «sono state girate in maniera
legittima. Noi siamo andati e nessuno ci ha fermato. Così abbiamo filmato», ha dichiarato un giornalista. Secondo il quotidiano South China Morning Post, alla faccia della segretezza, alla prova avrebbero assistito 50 mila spettatori invitati, che avrebbero firmato un’accordo di riservatezza. Alla prova, sempre secondo il giornale di Hong Kong, macchine fotografiche e telecamere non sarebbero state fatte entrare, ma i videofonini non sarebbero stati controllati.

Il video girato da Sbs Tv ha suscitato l’ira degli internauti cinesi e sul web sono apparsi centinaia di commenti infuocati. C’è chi accusa la Corea del Sud di aver «diffuso segreti di stato cinesi» e chi invita la popolazione a «boicottare il paese nemico». Qualcuno ha però anche attaccato il sistema di sicurezza dello stadio, domandandosi come sia potuta succedere una cosa del genere.

Prima dell’8 agosto erano previste altre due prove generali della cerimonia d’apertura, il 2 e il 5 agosto. Finora non sono stati annunciati cambiamenti di programma ma certo è che ormai il kolossal inaugurale dei Giochi che vede la partecipazione di ben diecimila figuranti che hanno lavorato per tre anni avvolti dal massimo mistero in parte è stato svelato. Ma per vedere l’opera di Zhan Yimou in tutto il suo splendote bisognerà comunque aspettare l’ormai prossimo 8 agosto.

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Continua la polemica sulla censura di Internet

di Simona Petaccia (31/07/2008 - 22:38)

AGM-DS, 31/07/2008 - Non si placano le polemiche per le censure imposte dal governo cinese all’accesso ad internet. Alcuni siti, quelli piu’ sensibili politicamente, non sono visibili da parte della stampa internazionale ed il capo dell’ufficio stampa del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) Kevan Gosper e’ piuttosto furente. (…)

Gosper ha spiegato che nessuno lo ha informato delle discussioni tra alcuni funzionari e gli organizzatori del Bocog, il comitato organizzatore, sul blocco di alcuni siti web non direttamente collegati ai Giochi. “Se io e i media internazionali fossimo stati informati prima di questa intesa – ha concluso - ora non ci troveremmo nell’attuale posizione, colti di sorpresa”.

Il capo ufficio stampa del CIO e’ comunque ancora fiducioso: “Mancano ancora alcuni giorni al via dei Giochi, spero che la situazione si possa risolvere”. (F. Cavagnera, DTS)

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I corrispondenti esteri? Prendiamoli dal web

di Simona Petaccia (27/07/2008 - 23:20)

LSDI, 27/07/2008 - Un risultato della crisi che stanno affrontando i giornali è che il numero dei corrispondenti dall’estero è crollato (…)

 

Una nuova iniziativa è Demotix, che offre ad aspiranti giornalisti la possibilità di sottoporre i loro articoli e fotografie alle testate giornalistiche che volessero pubblicarli. (…)

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Dal prodotto al brand

di Simona Petaccia (27/07/2008 - 21:55)

L’Immateriale 27/07/2008 -  (…) L’Italia è piena di piccoli e medi imprenditori i quali, partiti da un approccio di alta artigianalità e grazie a grandi sacrifici economici, sopportati spesso da tutta la loro famiglia, sono riusciti a produrre prodotti migliori con una gamma più ampia, a ingrandire la rete di vendita, a moltiplicare il numero di dipendenti, spesso considerati quasi come allievi.

Chiedere a questi imprenditori di avere competenze di comunicazione, di branding, di marketing evoluto, sarebbe troppo, eppure la sfida della piccola e media impresa italiana si gioca proprio lì, sulla capacità di raccontare, narrare i prodotti di eccellenza nascosti in tante parti d’Italia, di “impacchettare” semanticamente le produzioni locali per trasferire ai consumatori i significati stratificati in un territorio su un prodotto nel corso di decenni o secoli di esperienza.

Ma chi dovrebbe aiutare in questa sfida i piccoli imprenditori? Per un singolo imprenditore ingaggiare le società di consulenza costa troppo e non saprebbe neanche cosa chiedere. Le Università sono distantissime dalle piccole imprese. E chi altri poi? Lo Stato? Le Regioni? Le Provincie? Le associazioni di categoria?

Ci vorrebbe un grande sforzo condiviso da parte degli enti e delle associazioni locali per creare dei bandi a livello di distretto o di provincia al fine di offrire a costo zero o quasi servizi di marketing, comunicazione e branding. A questi bandi potrebbero partecipare non solo grandi società di consulenza ma anche singoli professionisti associati. Nel contempo si potrebbe anche pensare alla costituzione di agenzie legate ai territori che si occupino specificatamente di questo aspetto dello sviluppo aziendale. Si tratterebbe di erogare un costante servizio a disposizione di tutti gli associati o delle aziende sul territorio. (…)

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Gaza: Hamas irrompe nella redazione di un'agenzia di stampa

di Simona Petaccia (26/07/2008 - 22:16)

L'Unione Sarda, 26/07/2008 - Le forze di sicurezza di Hamas hanno stasera fatto irruzione negli uffici di Gaza dell'agenzia di stampa palestinese Wafa, considerata vicina al presidente Abu Mazen. (…) Nel corso del raid, che ha fatto seguito all'arresto di diverse decine di esponenti del Fatah, sono stati confiscati documenti e alcuni computer.

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Scegliere il tipo di comunicazione giusta è fondamentale per una località turistica

di Simona Petaccia (24/07/2008 - 23:23)

Ferpi (testo di Daniela Fabbri), 24/07/2008 - (…) Basta una campagna tv a mettere in crisi una località turistica? La risposta è si. (…) Perché il turismo è un’industria a tutti gli effetti (in Italia vale circa il 10% de Pil), che “vende” un prodotto e che deve avere un brand.

Un marchio riconoscibile e ben identificabile dal cliente, che associa a questo marchio una serie di esperienze gratificanti dovrebbe avere anche una strategie a lungo termine, e in effetti tutti i Paesi europei hanno un piano di sviluppo per vendere il proprio “prodotto Paese” per prossimi dieci anni. Tutti, ma non l’Italia, dove la competenza per il turismo e delle regioni e dove non si è mai riusciti a presentare un’immagine e una strategia unitarie.

Basti pensare che non c’è neppure un sito dove un turista straniero possa trovare le informazioni di base per una vacanza in Italia (digitate Italia in un qualsiasi motore di ricerca e state a vedere cosa appare. Poi, fate lo stesso con Spagna o Germania, ad esempio). Un limite non da poco, se si considera che ormai passa dalla rete (o dalle compagnie aeree low cost) la stragrande maggioranza delle prenotazioni di vacanze.

A differenza della pasta, del dentifricio o di un’auto, le località turistiche hanno una reputazione moto condizionabile da eventi esterni. Basta una stagione meteorologicamente infausta, un evento negativo (…), un testimonial sbagliato, e il lavoro di anni va in fumo.

«Il turismo deve vendere un sogno, il sogno della vacanza come il cliente l’ha immaginata per un anno intero, spiega Josep Ejarque, spagnolo di nascita e italiano d’adozione, professione destination manager, vale a dire il professionista che lavora per creare un prodotto turistico e conquistare clienti. (…) «Per questo se sbaglio il tipo di messaggio mi crollano gli arrivi. (…) L’italia (…) sta ancora nei sogni dei turisti di tutto il mondo per la sua bellezza e le opere d’arte, ma dopo che li ha fatti arrivare spesso li delude per la scarsa qualità della struttura ricettiva». (…)

Azzeccare il tipo di comunicazione è fondamentale per una località turistica, soprattutto se si considera il modo in cui i vacanzieri scelgono le loro destinazioni. Da una ricerca realizzata da FiloComunicazione per indagare gli atteggiamenti degli Italiani di fronte alle vacanze emerge che i principali canali di informazione utilizzati per scegliere una meta sono Internet (lo usa il 53,4% di chi programma una vacanza breve, 1148,3 per quella lunga) e il passaparola (37,5% per la lunga, 47,7% per la breve). Quindi, essere sulla rete è fondamentale. Allo stesso tempo però c’è una tendenza marcata, attorno al 60% degli intervistati, a sperimentare una meta che non si conosce, di cui al massimo si è sentito parlare. Il che significa che c’è un’ottima possibilità dl intercettare un pubblico in movimento e alla ricerca di proposte interessanti. Il problema è trovare lo spot giusto.

Proprio perché il turista medio è diventato così esigente e sofisticato la comunicazione diventa essenziale le località, catene alberghiere regioni ma anche intere nazioni stanno affidando ad esperti pr il lavoro di rilancio, il “rebranding” come si dice in gergo tecnico. (…)

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Contenuti digitali per i non vedenti: soddisfazione della Ue per ProAccess

di Simona Petaccia (21/07/2008 - 22:11)

Key4biz, 21/07/2008 - All’Italia il massimo della valutazione e i complimenti della Commissione Europea per i primi risultati di ProAccess, il progetto europeo guidato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) che ha come obiettivo di migliorare l’accessibilità dei contenuti educativi a favore di non vedenti e ipovedenti. (…)

Il progetto, come informa una nota, ha infatti analizzato le procedure tecnologiche e organizzative più adeguate per creare contenuti editoriali in formato accessibile o più facilmente convertibili in versioni accessibili, integrando le lavorazioni necessarie alla loro realizzazione direttamente nei processi editoriali già utilizzati per la produzione delle versioni cartacee.

Un secondo elemento di forza del progetto, sottolinea AIE, è stata valutata la capacità dei partner di diffondere i risultati nel settore editoriale, fattore fondamentale per potere, nel tempo, aumentare la disponibilità di prodotti editoriali accessibili sul mercato, sia in termini di quantità di titoli disponibili sia in termini di rapidità.

Il progetto si concluderà alla fine di luglio 2008 con la pubblicazione di Linee guida per la produzione di contenuti accessibili e di Modelli di licenza che regolamentino i rapporti contrattuali tra i vari attori della filiera (autori, editori, fornitori di servizi, organizzazioni che si occupano delle conversioni, utenti finali).

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Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico aie @ aie.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Stagisti, sui blog i trucchi per emergere

di Simona Petaccia (14/07/2008 - 22:09)

Corriere della Sera, testo di Federica Cavadini del 14 luglio 2008 - Claudia, stage estivo in un’agenzia interinale: «Inizio in luglio, ad agosto mi mollano da sola in una filiale del centro alle prese con cessazioni, assunzioni, buste paga, senza nessuna esperienza. E per 200 euro al mese». Massimo, laureato in Scienze della comunicazione, stagista in un’emittente televisiva nazionale: «Dopo il primo contratto di tre mesi mi riconfermano due volte, in totale nove mesi di stage, gratis, soltanto un ticket restaurant al giorno, nessun rimborso spese».

Storie di stagisti delusi, ne circolano un’infinità, il copione è sempre quello: poca o zero formazione, pochi o zero soldi, tempo sprecato. I buoni stage, quelli davvero “formativi” e magari anche ben retribuiti (non è obbligatorio pagare gli stagisti) non sono la regola. Chi li trova, trova un tesoro. La buona notizia è che c’è una mappa per quel tesoro: una guida per scoprire le aziende virtuose è online, nel blog di una giornalista freelance (www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com) che ha raccolto le testimonianze dei “reduci” e ha confezionato una “Lista dei buoni” che ha ormai raggiunto quota cento.

Accanto al nome dell’azienda viene indicato il compenso e gli eventuali bonus: contributo alloggio, mensa gratuita o buoni pasto, libero accesso al parcheggio. (…)

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Iraq, addio giornalismo di guerra

di Simona Petaccia (12/07/2008 - 13:11)

La Stampa, testo di Mimmo Cándito del 12 luglio 2008 - Tranne qualche raro flash di routine, l’Iraq è scomparso dalle pagine dei giornali e dalle informazioni di telegiornali e radiogiornali. È come se laggiù fosse finito tutto, finita la guerra, finite le lotte tra sciiti e sunniti, finite le infiltrazioni terroristiche di al-Qaeda, finite le stragi e le autobomba. Poi sfogli il New York Times e nel piccolo riquadro d’una pagina interna un breve titolo, «I nomi dei morti» (…). In Iraq, si combatte e si muore tuttora. Solo che ora non se ne parla, non se ne scrive, non se ne raccontano più uomini, storie, tragedie, battaglie. L’Iraq pare diventato una guerra dimenticata.

Un tempo, le «guerre dimenticate» erano quelle dove i giornalisti non andavano perché - si diceva - non interessano nessuno, non erano coinvolte né grandi potenze né grandi strategie. Ma oggi la geografia del giornalismo è cambiata drammaticamente, oggi le guerre «dimenticate» sono le guerre dove invece i giornalisti non vanno perché non possono andarci. Perché il rischio d’esservi ammazzati è troppo elevato. (…)

 

Un mestiere va finendo, quanto meno va finendo il modo con cui lo si faceva, che era la pratica testimoniale di un rapporto diretto con il territorio raccontato e con coloro che vi operavano, i soldati, gli ufficiali, i guerriglieri, ma anche la gente comune e la loro vita senza storia e senza qualità. Oggi, in Iraq, se pensi ancora di andare in giro a osservare, intervistare, incontrare persone e informatori, sei un aspirante suicida. (…)

Dice Borzou Daragahi, del Los Angeles Times: «Un espediente strategico che utilizzo è di andare sul lungo di un attentato, raccogliere con estrema rapidità i numeri dei cellulari della gente lì attorno, per andarmene nel giro di dieci o quindici minuti. Poi, mentre sto tornando indietro in macchina, li richiamo per raccogliere le loro testimonianze». (…)

 

I media occidentali stanno delegando la raccolta e produzione d’informazioni ai loro collaboratori iracheni, che però - nemmeno essi - sono esentati dal pericolo, perché considerati «spie degli americani». Il Committe to Protect Journalists ha contato che, dei 206 giornalisti e stringer e interpreti uccisi fino a oggi in questa guerra, più di 170 erano iracheni.

Nell’analisi critica del giornalismo d’oggi, ha un ruolo sempre più accentuato l’utilizzo mediato dei flussi informativi, cioè la sostituzione del lavoro sul campo con la pratica di «impastare» in redazione le informazioni raccolte attraverso l’uso di fonti esterne. (…)

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Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico stampaweb @ lastampa.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Premio L’addetto stampa dell’anno

di Simona Petaccia (11/07/2008 - 21:41)

Arriva a Bologna la sesta edizione del Premio nazionale di giornalismo “L’addetto stampa dell’anno” che, aperto a tutti i giornalisti che lavorano nei diversi uffici stampa (pubblici e privati), è diviso in sei sezioni specialistiche secondo l’attività svolta: dalla pubblica amministrazione e sanità al non-profit; dall’economia al turismo, dall’agricoltura all’ambiente, dalla cultura allo spettacolo ed allo sport.

Anche quest’anno è indetto il Premio speciale ‘Energia’, finalizzato a selezionare un giornalista addetto stampa che si è particolarmente distinto per l’impegno verso le tematiche energetiche ed i principi dello sviluppo sostenibile. Un’apposita giuria selezionerà i migliori elaborati e le domande più interessanti, che dovranno pervenire entro il 13 settembre 2008.

Ci sarà anche il riconoscimento per una tesi di laurea riservata ai corsi di giornalismo delle facoltà di Scienze della comunicazione, con uno stage di inserimento lavorativo presso Telpress Italia Spa per il neo-laureato che risulterà vincitore.

Un’altra sezione, dedicata alla ‘carriera’ professionale, verrà assegnata direttamente sulla base delle proposte della giuria, che individuerà un giornalista di grande esperienza professionale che rappresenti un punto di riferimento ed un esempio per tutti gli addetti stampa italiani.

La cerimonia di premiazione del 24 ottobre 2008 a Bologna sarà accompagnata da un convegno professionale sui temi di maggiore interesse per gli uffici stampa.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info @ hlstampa.com indicando il codice “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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