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Archivio Aprile 2008

Atelier di giornalismo dedicato ai giovani

di Simona Petaccia (10/04/2008 - 23:21)

Estense.com, 10/04/2008 – Comacchio. Un atelier di giornalismo dedicato ai giovani. Una iniziativa realizzata dall’Assessorato alla Istituzioni Culturali in collaborazione con il Centro Informagiovani lagunare. Quattro gli incontri previsti con qualificati “docenti”(10, 17, 23, 29 aprile 2008).

Ogni appuntamento avrà la durata di circa 2 ore (dalle 21.00 alle 23.00) e avrà luogo nella Sala Civica di Comacchio (in via Trepponti, sopra Coop. Estense): il corso è gratuito. (…)

Struttura del corso

Corrado Piffanelli – Il Resto del Carlino (…): incontro introduttivo suddiviso in due parti: nella prima si parlerà dell’organizzazione della redazione e di come sono strutturati gli spazi riservati agli articoli; nella seconda saranno illustrati i linguaggi giornalistici (stampa, televisione, radio, internet…).

Massimo Manservigi – La Voce di Ferrara Comacchio (…): il tema di questo incontro è “Etica e professionalità del giornalista”. Diritti e doveri del giornalista.

Silvia Poletti – La Città (…): Si parlerà di “elementi di scrittura giornalistica”, ovvero come si scrive un articolo di giornale, come si struttura un testo e quali sono gli elementi imprescindibili.

Valentino Pesci – La Nuova Ferrara (…): Cos’è una notizia. I valori che la rendono notiziabile; come si raccoglie (le fonti, le agenzie); come si scrive.Le tecniche più moderne di scrittura e del servizio TV (feeling, analysis, complelling, energy). Le tecniche di scrittura dell’articolo di cronaca.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico informagiovani@comune.comacchio.fe.it indicando il codice “Simona Petaccia” nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Tag: Atelierdigiornalismo

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Lirio Abbate, ovvero il giornalismo scomodo

di Simona Petaccia (10/04/2008 - 23:07)

STEP1 - Periodico telematico di informazione, testo di Simone Di Nuovo del 10 aprile 2008 - «Il compito di noi giornalisti è quello di far sapere la verità ai cittadini». Questa è una banale frase che potrebbe essere contenuta in qualsiasi manuale di giornalismo. Non è della stessa opinione Lirio Abbate, giornalista Ansa costretto a vivere sotto scorta a causa dei suoi articoli sulle relazioni tra mafia e politica, che martedì scorso, nel corso del dibattito organizzato dal movimento “Cittàinsieme”, ha più volte ripetuto queste parole. (…)

“Purtroppo il problema non sono i giornalisti” – conclude – “sono in molti a svolgere correttamente il proprio lavoro. Il vero problema è la mancanza di editori ‘coraggiosi’ o solamente interessati a far conoscere la verità, mancanza che si sente soprattutto qui al Sud”.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Tag: LirioAbbate,Cittainsieme

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Nòva sul giornalismo

di Simona Petaccia (10/04/2008 - 23:05)

Crossroads di Luca De Biase, 10 aprile 2008 - (…) Il pubblico attivo è il protagonista di ogni pensiero innovativo. E rivaluta la tradizionale missione di servizio dei giornalisti. Nella prospettiva di una relazione simbiotica tra i cittadini attivi e i giornali.

Certo, c'è un presupposto da sottolineare. Il presupposto è che l'avanzata del pubblico attivo sia ineluttabile. Le opportunità offerte da internet la rendono in effetti altamente probabile come dimostrano milioni di persone che le hanno già colte.

Ma un pezzo di Newsweek sulla repressione 2.0, che racconta i nuovi modi di impedire la libera epressione delle idee usando la rete, approfondisce il ragionamento e lo rende deontologicamente decisivo. Non si tratta di fatti che riguardano solo i regimi che si oppongono alla libertà di informazione, dalla Cina al Medio Oriente, ma anche i paesi occidentali: la censura è un'arma pesante, l'autocensura indotta dalla paura e dal convenzionalismo è un'arma letale. Proprio perché sottile e insinuante.

I giornali tradizionali che vogliano partecipare al processo democratico dovranno lottare per garantire lo sviluppo e la crescita del pubblico attivo: se all'inizio della storia internettiana hanno forse visto il pubblico attivo come un competitore, se oggi cominciano ad adattarsi per non perdere posizioni, domani dovranno stare dalla sua parte in nome della democrazia. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

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