La comunicazione è donna. Le pr italiane dicono no alle quote rosa!
Ferpi, 09/04/2008 - Guido Rodriguez, Direttore di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Genova (…) ha cercato di rispondere alla domanda: ci sono differenze tra il cervello della donna e dell’uomo per quanto attiene alle modalità di comunicare? Citando alcuni studi ha affermato: “Sulla base di differenze che risiedono nei meccanismi cerebrali che sottendono all’empatia ed ai comportamenti a questa correlati, si potrebbe anche giustificare la maggiore disponibilità delle donne per attività legate alla comunicazione”. Per Gillian Waddell, Presidente CIPR Women in PR Group: “Dobbiamo supportare e incoraggiare l’entrata delle giovani donne nelle PR per garantire loro un ruolo di lungo termine nelle PR”. (…)
La Comunicazione è un settore in grande crescita nella nostra economia e nella società, e il ruolo delle donne in questa professione è un tema particolarmente attuale che vanta un primato e un trend molto positivo: gli uffici di relazioni pubbliche assistono a una vera e propria “colonizzazione” femminile. Più precisamente, una ricerca realizzata dal Censis, ha evidenziato che, nelle aziende italiane medio-grandi, la Comunicazione e l’Ufficio Stampa si caratterizzano, oggi, per una netta predominanza di donne con il 71% (area Comunicazione) e il 74% (Ufficio Stampa). La ricerca ha messo inoltre in luce che le donne in carriera in questo ambito raggiungono sempre più i vertici della piramide organizzativa: 77,8% rispetto al 38,9% del 2002.
Si tratta, tra l’altro, di una vera e propria peculiarità di questo settore in quanto nei vertici delle altre funzioni aziendali si continua a riscontrare una netta predominanza maschile. (…)
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