Giornalismo e Riviera, nasce il premio della Pro Loco
Sambenedetto Oggi, testo di Oliver Panichi del 5 aprile ’08 – Raccontare la città delle palme, nel bene ma anche nel male, fuori da incensamenti retorici o da speculazioni fini a se stesse. Così viene annunciato lo spirito di fondo del Premio Giornalistico Novemi Traini, indetto dalla Pro Loco di San Benedetto.
Avrà cadenza annuale ed è riservato a giornalisti professionisti e pubblicisti di stampa e televisione nazionale e locale che abbiano trattato argomenti di rilevante interesse per San Benedetto del Tronto. La giuria è composta da tutti i soci fondatori della Pro Loco e la premiazione avverrà a gennaio 2009.
Nel regolamento del premio si legge: «Il premio vuole sottolineare il ruolo e la funzione che il cronista svolge nel lavoro quotidiano a contatto diretto con i cittadini, premiando colui che maggiormente si è distinto per impegno professionale, sociale e umano e che con i suoi articoli abbia evidenziato, promosso e stimolato la ricerca delle soluzioni di tematiche della città».
I giurati segnaleranno i servizi giornalistici «tenendo anche conto dell’esito che il servizio ha ottenuto».
Per il presidente della Pro Loco, l’albergatore Marco Calvaresi, «si tratta di un’iniziativa per dare stimoli alla stampa. Non è un’incentivo ad articoli ruffiani, potrà essere premiato anche colui che sensibilizza la città verso i suoi problemi».(…)
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Ordine Giornalisti su Ufficio Stampa ASL Pescara
ilCapoluogo.it, 05/04/2008 - “Se fosse confermato quanto affermato stamattina sulla cronaca di Pescara del quotidiano ‘Il Messaggero’ sulla sparizione dal nuovo atto aziendale dell’Asl di Pescara dell’Ufficio stampa, ci troveremmo di fronte a una decisione grave e ingiustificata”. Lo si afferma in una nota congiunta dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e dell’Assostampa, firmata dal segretario dell’Odg, Sergio D’Agostino e dal segretario del sindacato, Lodovico Petrarca.
“La legge che disciplina la comunicazione pubblica, la 150 del 2000, prevede infatti - aggiungono D’Agostino e Petrarca - che le pubbliche amministrazioni abbiano un ufficio stampa. E la stessa legge prevede che al loro interno a svolgere questa delicata funzione siano chiamati giornalisti iscritti all’Albo, siano essi professionisti o pubblicisti. (…) Sulla base di queste premesse, Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e Assostampa - conclude la nota - chiedono al direttore generale dell’Asl di Pescara di chiarire quali siano le intenzioni dell’azienda sanitaria in ordine al futuro dell’Ufficio stampa. Gli organismi dei giornalisti abruzzesi, è evidente, vigileranno affinché autonomia e professionalità dei colleghi siano tutelate in tutte le sedi”. (…)
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Giornali: quale business model per il futuro
LSDI, testo di Matteo Bosco Bortolaso del 5 Aprile 2008 – (…) L’industria giornalistica, in Usa come altrove, è in crisi. Che business model si deve adottare per uscirne? Quali sono le soluzioni per il malato? (…)
L’Online Journalism Blog schematizza il business model originario in tre punti: - Pubblicizzare. O più esplicitamente: vendere lettori agli inserzionisti; - Vendere contenuti ai lettori e, collegato a questo: - Vendere la piattaforma per la distribuzione dei contenuti (per esempio, il giornale).
(…) In Usa, molto più che in Italia, la carta sta diventando sempre più superflua: il web è una rivoluzione di portata eguale e probabilmente maggiore di quella varata dalla pressa di Gutenberg. La carta serve soltanto ai lettori vecchio stile, oppure a leggere in viaggio, sulla metropolitana o in bus. Ma (…) nel giro di qualche anno potrebbe arrivare l’e-paper, una membrana elettronica dello spessore di un quotidiano cartaceo, aggiornato in tempo reale. A quel punto, la carta andrà definitivamente in pensione.
Qualcuno ha già prefetizzato che l’ultimo giornale cartaceo verrà pubblicato nel 2043 (Philip Meyer in The Vanishing Newspaper). (…) Quel che è certo, è che sempre più persone si informano su Internet e non comprando giornali e riviste in edicola. In Usa, praticamente qualunque articolo pubblicato su carta si può trovare in Internet, spesso prima dell’uscita cartacea. Presto o tardi, lo tsunami digitale colpirà anche l’Italia. (…)
Il cambiamento più doloroso, soprattutto per i giornalisti, riguarda il lato economico: i tagli nel settore sembrano irrefrenabili. Pare che non ci sia modo di arginare l’emorragia. Il New York Times scrive che i tagli sono “ormai routine”. Che succede? La percezione che si ha è che la migrazione verso Internet sia letale per i giornalisti, perché le pubblicità online non rendono tanto quanto rendono quelle cartacee.
Complessivamente, l’anno scorso i ricavi dei quotidiani Usa sono calati del 7% e le previsioni dicono che nei prossimi mesi si peggiorerà fino al 15%.
(…) Dal 1990 almeno il 25% dei lavori legati al giornalismo negli Usa sono scomparsi. Gli americani spendono sempre meno tempo leggendo il giornale: soltanto 15 ore al mese. Soltanto il 19% dei cittadini tra i 18 e i 34 anni dice di leggere il giornale cartaceo, mentre la media dei lettori è di 59 anni, in crescita. (…)
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Blogger cubana vince prestigioso premio giornalistico spagnolo
Reuters Italia, 05/04/2008 - La blogger cubana Yoani Sanchez, autrice di una cronaca online pungente sulle difficoltà della vita quotidiana sotto il regime comunista di Cuba, ha ricevuto ieri uno dei più prestigiosi riconoscimenti giornalistici spagnoli, il premio Ortega et Gasset per il giornalismo digitale.
Il quotidiano El Pais, che assegna il premio ogni anno, ha spiegato che Sanchez l’ha ottenuto per la sua “ingegnosità” nel superare le limitazioni alla libertà di espressione che regnano nell’Isola caraibica, per il suo stile “vivace” e per la sua volontà di “far parte dello spazio mondiale del giornalismo civico”. (…)
“E’ un grande incoraggiamento per i blogger cubani, che sono ancora a uno stadio embrionale”, ha detto Sanchez a Reuters parlando per telefono da casa sua, all’Avana.
“Ciò indica che i blog cubani possono rappresentare una fonte parallela di informazione, di riflessioni e di opinioni indipendenti dai media ufficiali di Cuba”. (…)
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