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Archivio Marzo 2008

Festival del documentario d’Abruzzo, conclusa la ricezione dei lavori

di Simona Petaccia (31/03/2008 - 21:27)

Lunedì 31 marzo 2008, si è conclusa la ricezione dei lavori che sono stati inviati alla seconda edizione del “Festival del documentario d'Abruzzo-Premio Emilio Lopez”.

Il Festival si svolgerà presso il Cinema-Teatro Massimo di Pescara dal 14 al 17 maggio 2008  e sarà articolato in 4 giornate con proiezioni dal tardo pomeriggio sino alle ore 23.00.

Nella serata conclusiva si svolgerà la premiazione dei vincitori, a seguire la proiezione delle due opere vincitrici e di un documentario d’autore della sezione “Fuori concorso”, con la presenza dell’autore in sala a cui verrà assegnato un riconoscimento per la carriera.

Rispetto alla edizione precedente il numero delle opere pervenute è sensibilmente aumentato e sono pervenute opere da autori non italiani. In particolare del sudamerica, della germania e dell’Iraq. Aumentata anche il numero delle opere realizzate da documentariste.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico direzione@festivaldeldocumentariodabruzzo.it e indicare “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Internet: perché molte redazioni sono ancora paralizzate?

di Simona Petaccia (30/03/2008 - 23:03)

LSDI, 30/03/2008 - Benoit Raphael, sul suo blog Demain tous journalistes?, fa il punto della situazione di vera e propria paralisi che si è creata in molte redazioni francesi rispetto alle opportunità offerte dalla rete. Anche se alcune componenti possono essere diverse, il quadro che ne viene fuori ha vari punti di contatto con quello che succede da noi in Italia (…).

Fra le molte ragioni di questo blocco, Raphael elenca: - prima di tutto, la mancata conoscenza di internet, condita di assurdi fantasmi (…); - la paura fra i capi redattori (ma anche fra i cronisti) (…); l’età di alcuni quadri (…); - i padroni dei media che, non conoscendo niente del settore, si ritrovano mutilati della loro arma migliore: l’intuizione. (…); - dei modelli economici non ancora completamente a punto. (…); - delle baronie interne impossibili da sciogliere, e delle emarginazioni nei servizi internet…; - dei “padroni” di internet spesso incompetenti (…); - delle questioni di diritti d’autore ancora in sospeso (…); - dei discorsi globalizzanti e dunque paralizzanti(…); - a livello locale, un approccio disordinato alla rete da parte dei servizi pubblicitari o dell’amministrazione (…); - una visione disastrosa (per la testata) della Rete, che non sarebbe “che un nuovo supporto di distribuzione dei nostri contenuti” (…), mentre bisognerebbe concepire la creazione di un progetto internet come quella di un nuovo mezzo (anche quando si immagina uno scambio fra i vari mezzi); - e ora tutti si buttano sul “mobile”, senza aver ben messo a punto il resto.

In questo clima (…), le strategie globali (…) hanno poche possibilità di ottenere successo. I piccoli progetti invece sono spesso la soluzione migliore, a condizione, naturalmente, di non affontarli come dei progetti “piccoli”. (…) I portali in cui si distribuiscono contenuti o servizi automatici corrispondono a una idea vecchia. Non si tratta tanto di arricchire il sito internet istituzionale della testate. Ma di raggiungere dei lettori. Di avere un progetto. L’integrazione nell’universo mediatico non è che un dettaglio tecnico. (…) Bisogna smetterla di pensare in termini di “sito”.

Lanciare anche solo un blog in una redazione deve essere considerato come lanciare un nuovo mezzo. (…) Bisogna definire un obiettivo, una tematica, una linea di fondo, mettere in campo dei format, un tono, un ritmo, animare una comunità…  (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Tag: BenoitRaphael,Demaintousjournalistes

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Social Network, è vero business per l’advertising? No, più per le PR

di Simona Petaccia (30/03/2008 - 22:33)

Pranista, 30/03/2008 - Un articolo dell’Economist di questa settimana mette in discussione la possibilità che i social networks divengano veri e propri business in sé grazie all’advertising. (…)

Il tentativo di generare introiti tramite i social network con una sorta di raccomandazione automatica sugli acquisti è stato abbandonato per le proteste degli utenti stessi. In pratica il servizio (…) ad ogni acquisto di Pinko Pallino segnalava tramite rss al network di amici dello stesso Pinko Pallino l’acquisto, incentivando quindi una sorta di passaparola-raccomandazione. (…)

Se da un lato si tratta di un segnale negativo per il business dell’advertising, dall’altro conferma che c’è spazio proprio per un lavoro di PR. Se è indubbio che i network rappresentano un’opportunità di comunicazione-passaparola, è solo un lavoro sugli influenti (i nodi del network) di ascolto, analisi e gestione della relazione a poter dare i migliori frutti. E non un meccanismo indistinto (er quanto targettizzato) di advertising.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Tag: SocialNetwork,advertising,PR

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Giornalismo: convegno/dibattito su “Gli inviati al fronte”

di Simona Petaccia (30/03/2008 - 13:56)

Caserta News, 29 Marzo 2008 - Le Associazioni Culturali e di Promozione Sociale ‘i Meridiani’ Onlus e ‘Giovani del Sud’ in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno organizzano e promuovono il prossimo 31 marzo alle ore 15,00 presso l’Aula dei Consigli di Facoltà dell’UNISA il convegno/dibattito su ‘GLI INVIATI AL FRONTE’ –Testimonianze raccontate agli studenti dell’ Università di Salerno. (…)

L’evento è stato pensato e programmato anche in vista della quarta edizione del Premio giornalistico ‘Città di Salerno’, ideato con l’intento di premiare gli inviati di guerra che quest’anno si svolgerà il 22 e 23 maggio e vede, per la seconda volta, il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Salerno con un bando di concorso rivolto a tutti gli studenti che intendono affacciarsi anche per la prima volta all’affascinante mestiere del giornalista.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info@casertanews.it e indicare “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Giornalisti lombardi: contributo a fondo perduto di 250mila euro all’Afg/Ifg

di Simona Petaccia (28/03/2008 - 10:40)

Francoabruzzo.it, cronaca di Francesco M. De Bonis del 27 marzo 2008 - Erano presenti 92 giornalisti (su circa 20mila iscritti tra professionisti e  pubblicisti) all’assemblea dell’Ordine di Milano svoltasi oggi al Circolo della Stampa. Tutti (…) hanno approvato unanimi il bilancio consuntivo 2007 e quello preventivo 2008. L’assemblea, quindi, ha  accordato un “contributo a fondo perduto” di 250mila euro all’Ifg “Carlo de Martino”: il  XVI biennio 2007/2009 è salvo, anche se nel prossimo anno l’Ordine dovrà girare alla sua scuola (nata nel 1977) almeno altri 90mila euro. (…)

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Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info@francoabruzzo.it e indicare “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Giornata online per le pari opportunità

di Simona Petaccia (26/03/2008 - 22:06)

Corriere.it, testo di Valentina Tubino del 26 marzo 2008 - Il prossimo lunedì 31 marzo la rete ospita un evento tutto italiano dedicato alle donne e alle pari opportunità online. Sul sito “Web@lFemminile” si svolgerà una maratona multimediale di 24 ore (…) a cui parteciperanno rappresentanti di vari settori lavorativi e personaggi famosi. Gli utenti potranno seguire gli interventi online, le videochat e potranno interagire attraverso uno spazio blog, già attivo in questo momento, lasciando commenti, domande per gli ospiti e testimonianze personali.

GENDER GAP – In un periodo in cui, per la prima volta dopo molti anni, alcuni dei diritti conquistati nel ‘68 vengono messi in discussione, le pari opportunità e la discriminazione delle donne tornano a far parlare di sé. In Italia i dati relativi alla discriminazione sessuale evidenziano che la disparità, soprattutto a livello lavorativo, non è ancora stata appianata: il nostro paese occupa l’84° posto nella classifica mondiale del World Economic Forum sulle disparità di genere ed è addirittura penultimo in Europa in quanto a numero di donne occupate (solo il 46 per cento delle italiane lavora). (…)

CHI INTERESSA E COSA OFFRE – Le principali destinatarie di questo evento quindi sono tutte le donne, (…) ma sono bene accetti anche gli uomini che vorranno dire la propria riguardo al ruolo femminile nel mondo del lavoro. (…)

Lunedì, tra i vari eventi in palinsesto, si alterneranno videochat e interviste tematiche, che avranno come protagonisti personaggi della politica, dell’informazione, dello spettacolo (…). Ma verranno proposte anche numerose interviste a donne comuni che racconteranno esperienze personali e il proprio rapporto con la tecnologia. Inoltre , ad approfondire ulteriormente il tema, ci saranno dodici inchieste speciali e altrettanti brevi servizi con i consigli degli esperti (ad esempio su come fare carriera nel mondo dell’Information Technology). (…)
Durante la giornata verrà anche lanciata una campagna contro il cyberbullismo, per sensibilizzare i ragazzi a un uso responsabile della tecnologia. 

Per leggere il testo completo, clicca qui. 

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico contatta@webalfemminile.it e indicare “Simona Petaccia” nell’oggetto.

Tag: Web@lFemminile

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Telelavoro. Meno stress, ma carriera bloccata

di Simona Petaccia (25/03/2008 - 22:21)

ALICE Lavoro, 25 marzo 2008 - Minor nervosismo, maggior equilibrio tra professione e famiglia. Ma possibilità di avanzamento ridotte al lumicino. In pratica il minor stress da ufficio è sostituito dal maggior stress da carriera. È questo il risultato di uno studio realizzato dall’università di Durham sugli effetti del lavoro “da casa”. (…)

Gli studiosi hanno analizzato 749 questionari di lavoratori impegnati nei media, in società finanziarie e di consulenza. Il primo dato emerso è che il 43% delle persone che lavorano da casa ammette di subire lo stress da lavoro, contro il 65% degli impiegati che lavorano in ufficio. Incombe, però, l’ansia da carriera. Infatti chi lavora da casa avverte il disagio di non poter partecipare alle strategie che solo in ufficio si creano e che costituiscono una forte opportunità di avanzamento. Nonostante ciò, ben il 69% di coloro che lavorano da casa si dice legato alla propria azienda e quindi è professionalmente affidabile.

Tra gli effetti negativi del telelavoro sembra, poi, porsi anche l’invidia. Ovvero l’opportunità di lavorare da casa rende i dipendenti più soddisfatti, ma genera una certa insoddisfazione a chi questa possibilità non è concessa. (…)

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Tag: Telelavoro

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Magdi Allam: ora sono cattolico, non esiste un islam moderato

di Simona Petaccia (25/03/2008 - 15:43)

Roma, 25 marzo 2008 (Apcom) - “Ora sono cattolico perchè non esiste un islam moderato”: con queste parole Magdi Allam, vicedirettore ‘ad personam’ del ‘Corriere della Sera’, che ha ricevuto il battesimo da Papa Benedetto XVI sabato sera, durante la veglia pasquale, spiega il senso del suo gesto e la sua conversione al cristianesimo. (…)

Sulle critiche suscitate dal battesimo di sabato sera, il giornalista egiziano dice: “Ho messo in conto reazioni violente da parte di alcuni, ma non mi lascio intimidire. È una battaglia di civiltà, che va combattuta e vinta tutti insieme”.

“La grandezza di Benedetto XVI - spiega Magdi Cristiano Allam - è quella di aver affermato che, se parti dai valori inconfutabili che sono l’essenza della nostra umanità e ti accerti che su tali principi ci sia piena sintonia, allora è possibile avviare un percorso di vero riavvicinamento fra culture e religioni diverse”.

Il giornalista di origine egiziana racconta che “la svolta è arrivata cinque anni fa, quando mi sono ritrovato costretto a vivere con la scorta per le minacce degli estremisti”. (…)

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Pluralità singolare

di Simona Petaccia (24/03/2008 - 23:46)

Blog di Luca De Biase, 24 marzo 2008 – Collaborazione e competizione convivono nella maggior parte degli ecosistemi. (…) Avremmo voluto, forse, un processo evolutivo meno conflittuale nell’ecosistema dell’informazione. Perché è fatto essenzialmente di persone. Ma non è apparentemente così. Anzi, l’evoluzione anche delle idee avviene come una successione di momenti pacifici e di momenti conflittuali. (…)

Sappiamo che una condizione pacifica tra le persone che si aggregano può andar bene per un’impresa costruttiva, ma può generare conformismo. E sappiamo che una condizione conflittuale può risultare distruttiva e sterile, oppure arricchire la diversità dell’insieme rendendolo più innovativo.

Nel mondo dei blog ci sono tutte queste tendenze insieme.

Mi pare però che qui la dinamica competitiva sia forte, perché il blog offre un’opportunità a chi lo voglia di esprimersi e mettersi in mostra. Il che alimenta la diversità e la creatività. Ma genera anche una certa litigiosità. Con frequenti problemi, sospetti e dietrologie. Che a loro volta possono produrre una condizione di sterilità rispetto a progetti collettivi.

D’altra parte, anche la dinamica collaborativa è forte tra i blog. Se non altro perché chiunque voglia essere attivo in questo “medium delle persone” ha bisogno di essere riconosciuto e linkato dagli altri, dunque deve a sua volta riconoscere e linkare gli altri. Per di più, la cultura fondamentale dei blogger è conversazionale. Dunque intrinsecamente rispettosa e generosa.

Probabimente, di solito la parte competitiva dei blogger convive con la parte collaborativa in modo relativamente equilibrato. Le conversazioni e le discussioni si autogestiscono in modo relativamente semplice. Il che avviene se nessuno emerge troppo o se chi emerge si pone al servizio degli altri senza sfruttare parassitariamente a proprio vantaggio il lavoro altrui.

Non troppo diverso è il caso dell’incontro tra blog e altre piattaforme o siti a loro rivolti (tipo Wikio, Technorati o BlogBabel...). Se questi siti emergono per la loro funzione di servizio, vengono accettati. Altrimenti, vengono rifiutati. (…)

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210, il numero dei morti dell'informazione in Iraq

di Simona Petaccia (23/03/2008 - 21:23)

Articolo 21, testo di Mimmo Candito - A cinque anni dall’attacco angloamericano contro l’Iraq di Saddam Hussein, il costo pagato dal sistema mediatico è pesantissimo. Lo è nel numero dei giornalisti e dei collaboratori ammazzati in questa guerra, già 210 vittime, bilancio che purtroppo non pare destinato a chiudersi. Lo è nel numero dei giornalisti sequestrati, ben 87, però con 15 di loro ancora ostaggio delle varie formazioni militari – sciiti, sanniti, bande di guerriglia e di brigantaggio - che ancora oggi contendono il controllo del territorio alle truppe statunitensi. Lo è nel numero dei giornalisti iracheni – più di 200 - che sono stati costretti a rifugiarsi in esilio, soprattutto in Siria e Giordania, per salvare la propria vita,  ma poi hanno anche dovuto abbandonare, quasi tutti, il proprio lavoro e tentare di trovare una qualche, spesso disperata, opportunità di reddito in paesi dove la loro presenza non è certamente gradita. Lo è, infine, questo costo pesantissimo, nella drammatica mutazione che a partire da quei giorni del marzo 2003 ha dovuto subire il giornalismo, trovandosi trascinato in una condizione nella quale appare sempre più difficoltoso lo svolgimento corretto ed esauriente del compito dovuto, d’una informazione, credibile, completa, garantita da un adeguato processo di verifica delle fonti. (…)

Il giornalismo si trasforma in un processo di rilettura mediata (e ormai questo accade, sempre più, non solo nel reportage di guerra), una sorta di lavoro di ricezione passiva d’informazioni sulla cui attendibilità le forme rigorose di controllo si diluiscono, si stemperano, cedono alla fascinazione tecnologica del news management. È la nascita del post-giornalismo, identità ancora d’incerta natura ma i cui limiti appaiono sempre più evidenti in un mondo nel quale l’estetica dell’apparenza e i processi di concentrazione multimediale fanno apparire vecchie, obsolete, le regole tradizionali del mestiere.

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