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Archivio Febbraio 2008

95 anni di copyright

di Simona Petaccia (15/02/2008 - 17:55)

Vnunet news, testo di Mirella Castigli del 15/02/2008- La tutela del diritto d’autore sarà superiore alla vita media degli abitanti Ue? Moriremo di copyright, forse: battute esilaranti ormai si sprecano in Rete contro la proposta Ue di allungare la tutela del diritto d’autore a tutti gli artisti da 50 a 95 anni.

“Non vedo un solo motivo per cui un compositore di musica dovrebbe beneficiare di una estensione del diritto d’autore che dura tutta la sua vita, e 70 anni dopo la morte, mentre un performer si deve accontentare di 50 anni, che spesso non coprono neppure la sua vita. È il musicista che dà vita alla composizione e anche se molti di noi non hanno idea su chi ha scritto la nostra canzone preferita, normalmente possiamo citare il nome dell’interprete” ha dichiarato il commissario europeo Charlie McCreevy. La proposta di prolungamento dagli attuali 50 a 95 anni sarà formalizzata a breve e prevede l’adozione entro l’estate. Numerosi artisti le cui performance sono state registrate e distribuite negli anni 50 e 60, nei prossimi 10 anni vedranno andare in fumo le proprie royalty, ma la Ue non lo permetterà. “Qui non si parla di artisti noti come Cliff Richard o Charles Aznavour - ha sottolineato il commissario - Si parla dei migliaia di musicisti di sessione anonimi, gente che ha contribuito alle registrazioni alla fine degli anni ‘50 e negli anni ‘60. Non otterranno più le royalty, che però sono spesso la loro sola pensione”. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

 

Tag: copyright,CharlieMcCreevy

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Esperimenti: un sito USA tutto di notizie internazionali

di Simona Petaccia (15/02/2008 - 12:13)

Blog di Mario Tedeschini, testo di mtl del 15 febbraio 2008 —  La crisi della stampa americana sta portando progressivamente le maggiori testate tradizionali a chiudere o ridurre i propri uffici all’estero (…). A questa tendenza tuttavia ci sono delle eccezioni. Una è quella di cui parlava ieri lo International Herald Tribune: la costruzione di  un sito americano dedicato esclusivamente alle informazioni internazionali, con una rete di corrispondenti in una settantina di Paesi.

Naturalmente, non è tutto oro quello che luce, la crisi c’è, ma questo è un tentivo di trovare soluzioni diverse. Infatti, l’aggiornamento sulle notizie di attualità (breaking news) sarà fatto centralmente sulla base delle agenzie di stampa, mentre ai corrispondenti saranno chieste analisi, spiegazioni e servizi di iniziativa.

Si badi: i corrispondenti non saranno dipendenti o impiegati full time. Saranno pagati e, inoltre, sarà data loro la possibilità di entrare nell’azionariato dell’impresa.

(…) Come si diceva, ci sono anche altre iniziative in controtendenza. Tutte — è interessante — in campo televisivo.

A ottobre l’ABC News aveva già annunciato l’apertura di sette nuovi uffici di corrispondenza all’estero — tutti organizzati come one-man-band (o one-woman-band): i corrispondenti sono i cronisti, gli operatori e i montatori (quando serve) del materiale che trasmettono. Anche la CNN ha deciso ad agosto di allargare la propria rete di uffici all’estero, in seguito (e come corollario) della decisione di interrompere il rapporto con l’agenzia Reuters per il notiziario video. In un mondo mediale in cui tutti fanno concorrenza a tutti senza distinzione di mezzi, la CNN ha deciso di mettersi in pista per distribuire a sua volta materiale video in tutto il mondo. E per far questo, appunto, ha accresciuto la sua rete.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

 

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