Il canone Rai va pagato anche per il cellulare e il Pc
ZEUS News, testo di Riccardo Valerio del 12/02/2008 - Il canone di abbonamento Rai è ancora definito dal Regio decreto legge del lontanissimo (almeno in termini di evoluzione tecnologica) 1938, il quale asserisce che deve sottostare al pagamento chiunque abbia “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.
Se all’epoca si parlava di radio e ben poco altro, oggi il termine “adattabile” fa sì che si possa includere gran parte dei gadget tecnologici, dal computer al cellulare, dal palmare alle consolle, fino a player multimediali e quant’altro. (…)
Da oltre un anno sia i Parlamentari che le varie associazioni di consumatori stanno chiedendo che sia fatta chiarezza, indicando con precisione quali siano gli apparecchi che devono sottostare al balzello. (…)
Se non altro, in assenza di una risposta, pare proprio che il contribuente possa far valere la propria interpretazione della legge senza incorrere in future sanzioni.
Ecco perché (…) l’Aduc invita tutti i cittadini che, seppur sprovvisti di televisore, sono stati invitati al pagamento del canone per il possesso di altri apparati quali Pc e apparecchi multimediali, a contattare ufficialmente il ministero delle Finanze: in assenza di risposta saranno liberati dall’onere di pagare senza incorrere in sanzioni.
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