Milano apre le porte all’ufficio stampa
SPAZIOSTAMPA, testo di Walter Todaro di sabato 8 febbraio 2008 - (…) Sette anni dopo l’approvazione della legge sulla “disciplina delle attività di informazione e comunicazione” delle amministrazioni pubbliche (la legge n. 150 del 2000), l’ufficio stampa fa il suo debutto in un palazzo di giustizia, il tribunale di Roma. Presto anche Milano potrebbe assumere la stessa iniziativa. (…)
“Tante notizie – spiega al ‘Sole 24Ore’ la Pomodoro, che guida il Tribunale ambrosiano da poco più di un anno – passano a volte quasi casualmente e senza nessuna formalità, contando più che altro su rapporti e amicizie personali; invece un ufficio preposto può rendere garantita e aperta a tutti la circolazione delle notizie e delle informazioni pubbliche rilevanti del Palazzo”.
L’iniziativa del presidente del Tribunale di Roma (…) è una vera e propria “rivoluzione copernicana” le cui conseguenze non sono prevedibili. Infatti, oggi, tra i cronisti di giudiziaria la “procedura” consiste nell’ottenere la notizia da una pluralità di fonti indipendenti e “libere”. (…) L’istituzione di un ufficio stampa rischia di stravolgere il lavoro dei cronisti.
(…) A fronte di un servizio che rende più semplice e veloce l’accesso alle fonti, può talvolta accadere che l’ufficio stampa rappresenti un ostacolo per l’approfondimento o l’interpretazione della notizia. Il presidente dell’Unione nazionale dei cronisti italiani,
(…) Ma occorre anche fare un’altra considerazione. Fra i doveri professionali dei giornalisti c’è la verifica e l’attendibilità dell’informazione data. Se questo vale per i giornalisti, non si capisce perché la stessa regola non debba essere osservata anche da chi lavora negli uffici stampa. Ovviamente con il rischio di sanzioni per chi risulta inadempiente. Pertanto solo l’iscrizione all’Ordine è garanzia di capacità professionale e assunzione di responsabilità. (…) La garanzia dell’informazione, intesa come controllo della qualità del messaggio, deve nascere alla fonte. Soltanto l’ufficio stampa, formato da giornalisti (professionisti o pubblicisti) è in grado di fornire un’informazione “doc”, d’origine controllata. E’ una garanzia sia per i giornalisti sia per i lettori. E la legge 150/2000 va in questa direzione.
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