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Archivio Febbraio 2008

Dal giornalismo al “churnalism”, produzione di massa di ignoranza

di Simona Petaccia (07/02/2008 - 23:41)

LSDI, 7 Febbraio 2008 (…) - Quasi l’80% degli articoli pubblicati sui giornali nazionali di qualità del Regno Unito sono in buona parte fatti riciclando notizie di agenzia o comunicati stampa. È uno dei risultati di una recente ricerca realizzata dal Dipartimento di giornalismo dell’Università di Cardiff, secondo cui – tra l’altro – alcuni giornalisti di Fleet Street producono attualmente almeno tre volte in più di quanto facessero 20 anni fa.

La ricerca (…) ha rilevato che la maggioranza dei servizi contenuti nei giornali nazionali britannici sono realizzati in gran parte con materiali forniti da Uffici stampa o agenzie. (…)

Criticando aspramente quello che definisce “churnalism”*, Nik Davies, un esperto di media del Guardian,  dice: “Ora più che in passato, siamo coinvolti in una produzione di massa di ignoranza perché le corporation e gli amministratori hanno tagliato gli organici, aumentato I nostri ritmi di lavoro e ci hanno definitivamente incatenato ai nostri desk”. (…)

Il “poco di giornalismo che produce la stampa”, commenta ancora Kaiser-Bril, “deriva dunque dal forte aumento del numero di articoli che il giornalista deve produrre. Risultato: del personale qualificato viene pagato per fare del copia-e-incolla e produrre articoli mediocri. Così Ci perdono tutti: i giornalisti, che non hanno più il tempo di fare il loro vero lavoro e agli editori che si ritrovano con tonnellate di invenduto”.

Una volta di più questo esempio mostra che il problema della stampa non si limita a internet. Il web ha semplicemente messo fine all’oligopolio che gli assicurava dei margini di profitto indebiti. L’arrivo della concorrenza online mette i media tradizionali di fronte alle loro contraddizioni. Il contenuto che essi producono è semplicemente non competitivo. (…)

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Il Corriere apre ai lettori l'archivio storico

di Simona Petaccia (07/02/2008 - 19:59)

Corriere.it, testo di Marco Pratellesi del 07 febbraio 2008— Il Web ha una memoria infallibile. Non dimentica niente. Tutto quello che viene inserito resta nella Rete a futura memoria, per l’eternità. (…) Il Corriere della Sera ha infatti aperto, primo quotidiano in Italia e tra i primi a livello internazionale, il proprio archivio storico ai lettori.

Il nuovo servizio (disponibile all’indirizzo http://archiviostorico.corriere.it) permette di accedere gratuitamente a un patrimonio informativo di 1.300.000 articoli comparsi sul quotidiano a partire dal 2 gennaio 1992 ad oggi. (…)

Un archivio dinamico nel quale è possibile cercare per parole chiave, per data, per autore e che si arricchirà ogni giorno di tutti gli articoli pubblicati sul Corriere della Sera il giorno precedente. I risultati possono essere ordinati sia per data sia per rilevanza. Un software permette inoltre di sapere in tempo reale quali sono le parole più ricercate negli ultimi 30 giorni: un «termometro» degli interessi dei lettori.

L’archivio comprende anche tutte le testate che hanno accompagnato in edicola il Corriere della Sera nell’ultimo decennio: Corriere Soldi, Corriere Economia, Corriere Lavoro, Corriere Salute e ViviMilano.

La consultazione gratuita in forma testuale di tutto l’archivio storico del Corriere affianca Corriere Store (www.corriere.it/store), un servizio partito già da alcuni anni e che consente ai lettori di acquistare online la riproduzione delle prime pagine storiche del quotidiano dalla nascita ad oggi. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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