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“Perché difendo l’Ordine dei Giornalisti”, nota di Franco Abruzzo

di Simona Petaccia (27/02/2008 - 15:32)

FrancoAbruzzo.it, 27 febbraio 2008 - (…) Con l’abrogazione della legge n. 69/63 si otterrebbe unicamente una mutilazione nella tutela della libertà del giornalista, della sua dignità professionale ed in ultima analisi, della libertà di informazione. (…)

Senza la legge sulla professione di giornalista (69/1963) i cronisti diventerebbero degli impiegati del computer e di internet. Questa affermazione si comprende SOLTANTO  se si tiene presente che le regole della professione in Italia sono fissate per legge e, quindi, formano un vincolo che obbliga tutti a determinati comportamenti. L’anomalia italiana nasce dalla Costituzione, che vuole un esame di Stato per accedere alle varie professioni intellettuali. L’esame di stato presuppone un  percorso formativo determinato sempre dalla legge. Nessuno disconosce che quella dei giornalista sia anch’essa una professione intellettuale. Se è così, deve rispettare gli stessi vincoli delle altre professioni. L’Europa vuole che le professioni intellettuali regolamentate si possano esercitare a patto che gli interessati abbiano una laurea almeno triennale.

La legge professionale 69/1963  (con gli articoli 2 e 48 dedicati alla deontologia) fissa delle regole ed esalta dei valori, che possono riassumersi così: 1)  la libertà di informazione e di critica come diritto insopprimibile dei giornalisti; 2)  la tutela della persona umana e  il rispetto della verità sostanziale dei fatti principi da intendere come limiti alle libertà di informazione e di critica; 3) l’esercizio delle libertà di informazione e di critica ancorato ai doveri imposti dalla buona fede e dalla lealtà; 4)  il dovere di rettificare le notizie inesatte; 5)  il dovere di riparare gli eventuali errori; 6) il rispetto del segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse; 7) il dovere di promuovere la fiducia tra la stampa e i lettori; 8) il mantenimento del decoro e della dignità professionali; 9) il rispetto della propria reputazione; 10)  il rispetto della dignità dell’Ordine professionale; 11)  il dovere di promozione dello spirito di collaborazione tra i colleghi; 12)  il dovere di promozione della cooperazione tra giornalisti ed editori.

Le “regole” fissate dal legislatore sono il perno dell’autonomia dei giornalisti: l’editore non può impartire al direttore disposizioni in contrasto con la deontologia professionale. (…)

E’ da sottolineare l’importanza strategica per una società democratica del nuovo diritto fondamentale dei cittadini all’informazione (“corretta e completa”), costruito dalla Corte costituzionale sulla base dell’articolo 21 della Costituzione e dell’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (che è legge “italiana” dal 1955). Questo nuovo diritto fondamentale presuppone la presenza e l’attività di giornalisti vincolati a una deontologia specifica e a un giudice disciplinare nonché a un esame di Stato, che ne accerti la preparazione come prevede l’articolo 33 della Costituzione. (…)

L’eventuale abrogazione della legge n. 69/1963 sull’ordinamento della professione giornalistica comporterà questi rischi:

1) quella dei giornalisti non sarà più una professione intellettuale riconosciuta e tutelata dalla legge.

2) risulterà abolita la deontologia professionale fissata negli articoli 2 e 48 della legge professionale n. 69/1963.

3) senza la legge n. 69/1963, cadrà per giornalisti (ed editori) la norma che impone il rispetto del “segreto professionale sulla fonte delle notizie”. Nessuno in futuro darà una notizia ai giornalisti privati dello scudo del segreto professionale.

4) senza legge professionale, direttori e redattori saranno degli impiegati di redazione vincolati soltanto da un articolo (2105) del Codice civile che riguarda gli obblighi di fedeltà verso l’azienda. Il direttore non sarà giuridicamente nelle condizioni di garantire l’autonomia della sua redazione.

5)   una volta abolito l’Ordine, scomparirà l’Inpgi. I giornalisti finiranno nel calderone dell’Inps, regalando all’Inps un patrimonio di 2.500 miliardi di vecchie lire (immobili e riserve). (…)

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I social network influenzano la percezione dei brand

di Simona Petaccia (26/02/2008 - 20:38)

eXtrapola 26/02/2008 - (…) Dall'indagine effettuata in questa settimane dalla società Hitwise, "The Impact of Social networking in the UK", emerge come le community on-line stiano diventando uno dei principali aggregatori di opinioni commerciali. La maggior facilità di dialogo fra internauti moltiplica le possibilità di interazioni sul web e sta facendo emergere leader carismatici, i "superadvocate", che in queste community riescono ad incidere pesantemente sull'immagine di marchi ed aziende. (…)

Il fenomeno ha un ruolo estremamente rilevante soprattutto tenendo conto della tipologia di internauti che questi portali di social networking attraggono. Cresce infatti il numero di fruitori in età media e avanzata: a fine 2007 i fruitori con più di 55 anni sono stati il 15,7% contro il 9,5% dell'anno prima. L'analisi è chiara: i responsabili d'acquisto passano in rete sempre più tempo e gran parte delle informazioni che cercano le trovano nei social network. (…)

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Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico sales@extrapola.com  indicando il codice “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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Protezione del diritto d’autore

di Simona Petaccia (26/02/2008 - 19:27)

Governo Italiano - In vigore dal 5 marzo 2008 il Decreto del Presidente della Repubblica (…) sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

In particolare l’art. 2 del DPR (…) stabilisce che entro il termine di novanta giorni dall’effettuazione della vendita dell’opera d’arte o del manoscritto, i  soggetti  interessati, presentano alla Società  italiana  degli  autori  ed editori (SIAE) la dichiarazione contenente il nome  e  il  domicilio  del  dichiarante,  il  nome  dell’autore  del manoscritto   o   dell’opera  venduta  (e,  se  conosciuto,  anche  il domicilio), il prezzo raggiunto nella vendita al netto dell’imposta e, (ove  identificabile),  il  genere  artistico  a cui appartiene l’opera (come pittura,  scultura,  disegno, stampa), nonché, (qualora  indicati nell’esemplare dell’opera o comunque a conoscenza del dichiarante), il titolo dell’opera e la data di creazione.

La  dichiarazione  può essere redatta anche  per  via  telematica (…).

La  SIAE ,  ricevuta  la  dichiarazione, ne restituisce copia al dichiarante   con la data di ricezione. (…)

 

Entro  il primo mese di ciascun trimestre la SIAE comunica per iscritto agli aventi diritto l’ammontare dei compensi resisi disponibili nel trimestre precedente,  nonché l’avvenuta  vendita, e pubblica sul proprio sito internet   istituzionale l’elenco delle dichiarazioni e delle vendite effettuate nel trimestre precedente, indicando l’ammontare dei compensi resisi disponibili nel medesimo periodo.

Entro  sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero, nei casi in cui gli autori non risultino noti, dalla data di pubblicazione gli interessati possono segnalare alla SIAE (perché siano corretti) errori materiali od omissioni.

Decorso il termine medesimo, la SIAE versa all’avente diritto i compensi   dovuti (…).

Per gli aventi diritto che non siano cittadini italiani la SIAE potrà  versare le somme dovute anche tramite le società di gestione collettiva dei relativi Paesi.

Fonte: ministero per i Beni e le Attività culturali

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Tv: tutti d’accordo contro le gogne mediatiche

di Simona Petaccia (25/02/2008 - 21:37)

il Velino, 25 febbraio 2008 - “C’è stato unanime consenso sia sui principi individuati dall’Autorità, sia sul modo di procedere. E si è stabilito che sarà un codice di autoregolamentazione”. Così il presidente AgCom, Corrado Calabrò, al temine della prima riunione del tavolo tecnico sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive.

“Il tavolo tecnico – ha aggiunto Calabrò - prosegue i lavori in modo sollecito”. (…)

Lorenzo Del Boca, presidente nazionale dell’ Ordine dei giornalisti, che non ha potuto essere presente, ha inviato un messaggio in cui ha reso noto che “l’ Ordine dei giornalisti non può non accogliere con favore l’ipotesi di un atto di autoregolamentazione, unico in grado di consentire di ottenere risultati senza che venga messa in discussione l’autonomia del giornalismo”. Vessillo del codice sarà quello di non cedere alle lusinghe dell’Auditel.

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Le buone notizie non fanno breccia

di Simona Petaccia (24/02/2008 - 10:09)

FrancoAbruzzo.it, testo di Paolo Severi del 23 febbraio 2008 - Pagine di giornali e notiziari televisivi: solo notizie che grondano lacrime e sangue, complotti, scandali, economia mondiale in caduta. Aggiungiamo mutazioni climatiche, asteroidi in avvicinamento, epidemie, terrorismo, guerre, fanatismi religiosi, ideali allo sbando, droga, violenze e perversioni. Ma la vogliamo smettere? (…)

Le buone notizie non fanno breccia, ed è giusto che sia così: devono essere il quotidiano, la normalità, il calore degli affetti e il piacere di un lavoro ben fatto, il sorriso di un bambino, una festa in compagnia quando ci si inventa una ricorrenza o una realizzazione... questa è la vita, quella che si vede nei notiziari e sui giornali è altro, sembra un nero destino incombente contro il quale non si può fare nulla, se non ubriacarsi e non avere figli per timore del futuro.

Non è vero niente! (…) Coltiviamo passioni e talenti, non lasciamoci condizionare da chi ci dice che dobbiamo svolgere anche lavori che non ci piacciono. Se lavori con passione, può darsi che non diventerai ricco, ma i tuoi occhi saranno più luminosi di quelli di molti politici dagli occhi come suini.

Non dico che bisogna rifugiarsi nel privato; assolutamente no. Ma, parlando di informazione, suggerisco di non ascoltare e di non leggere nulla che parli contro questo o contro quello: ci deve già pensare la polizia e la magistratura, tu sei solo uno spettatore. Ciò che conta sono le informazioni in positivo, cosa combinare di buono e di bello, come migliorare l’ambiente e la qualità della vita, propria e altrui. Certo, bisogna anche saper cacciare i politici indegni, difendersi da legislazioni talvolta inique, convivere con il capoufficio non sempre fantastico, ma non devono essere occasioni di ansia e di odio; bisogna mettere in atto azioni efficaci, da svolgere con professionalità, magari anche divertendosi, non con la bava alla bocca!

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Lunedì 25 febbraio si discute di uffici stampa con il Presidente dell'ANCI

di Simona Petaccia (23/02/2008 - 12:19)

TuttOggi.info, 23/02/2008 - Si svolgerà lunedì (…) 25 febbraio (…) a Terni, su richiesta del Gus Umbria, un incontro con il Presidente dell'Anci Umbria. All'ordine del giorno l'applicazione della legge 150/2000 e il riconoscimento delle professionalità dei giornalisti che lavorano negli uffici stampa (…).

"Sarà l'occasione - afferma il Gus - per approfondire le problematiche dei tanti giornalisti che lavorano negli uffici stampa e avviare un percorso che, in tempi brevi, dia risposte concrete, certe ed efficaci alle loro legittime aspettative".

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Pubblicità occulta, condannati l’editore di Quattroruote, Porsche, Volkswagen, Renault e Lease Plan

di Simona Petaccia (21/02/2008 - 17:43)

L’Antitrust sanziona come pubblicità ingannevole cinque articoli pubblicati dal mensile Quattroruote Vendo e Compro

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Antitrust) ha condannato l’Editoriale Domus a 77.400 euro di multa per cinque casi di pubblicità occulta e ingannevole, relativi ad altrettanti articoli giornalistici pubblicati dal mensile Quattroruote Vendo e Compro tra aprile e giugno 2007, che in realtà mascheravano una promozione dei programmi dell’usato di Porsche, Audi (Volkswagen) e Renault, nonché del marchio CarNext, della società [...]

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D News. La free press dei Cipriani

di Simona Petaccia (20/02/2008 - 22:32)

Prima comunicazione, numero 381, Febbraio 2008 - D News, il nuovo quotidiano gratuito diretto da Antonio e Gianni Cipriani, gli ex responsabili di E Polis, esordirà il 25 febbraio con una tiratura di lancio di 500mila copie a Milano, Roma, Bergamo e Verona. Ma già è pronto un progetto per allargare al più presto la diffusione sulla piazza di Brescia. (…)

Due saranno le redazioni, a Milano e a Roma, con una trentina di giornalisti, di cui circa la metà vengono da E Polis. Nella sede nel capoluogo lombardo, in via Bassi, Antonio Cipriani coordinerà tutte le edizioni del Nord.

Mentre a Roma, la struttura sarà guidata da Gianni Cipriani (direttore responsabile della testata), mentre Fabio Albertelli, ex direttore dell’agenzia Dire anche lui proveniente da E Polis, sarà l’inviato di punta.

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Tag: DNews,AntonioCipriani,GianniCipriani

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BANZAI! Ainio torna nel mercato digitale

di Simona Petaccia (20/02/2008 - 22:24)

Prima comunicazione, numero 381, Febbraio 2008 - “È assurdo voler rifare Italia.it, il portale nazionale del turismo, dopo averci già bruciato 35 milioni di euro, ed è un controsenso voler affidare il compito all’Enit, l’Ente nazionale del turismo (…)”. Lo afferma Paolo Ainio, uno dei più noti imprenditori di Internet in Italia. Ainio è stato il fondatore di Virgilio, il primo portale Internet italiano, poi ceduto a Telecom Italia; ora a capo di un nuovo gruppo, Banzai, che raggruppa una ventina di società attive nel campo dell’editoria on line (…), dell’e-commerce (…) e dei servizi web (…).

“In Francia o in Gran Bretagna - prosegue Ainio - un portale nazionale del turismo neppure esiste. Vuoi sviluppare il turismo, evidenziare il ruolo, le ricchezze dell’Italia? Benissimo, finanzia chi già lo sta facendo. Ci sono imprese che fanno un ottimo lavoro in questo campo (…). Basterebbe dar loro un po’ di contributi: con un decimo dei soldi sprecati su Italia.it costruirebbero dieci volte di più, mettendo assieme le risorse che ci sono sulla rete. Così si fa in tutto il mondo. Nessuno Stato pensa di incrementare il turismo costruendo alberghi: dà contributi agli albergatori (…)”.

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Sanzionata Carla Vanni, ex direttrice di “Grazia”

di Simona Petaccia (20/02/2008 - 22:17)

Agenda Comunicazione, testo di Federico Ravera del 20/02/2008 - (…) Il numero speciale di Grazia del 25 ottobre 2005 è costato due mesi di sospensione all’allora direttrice del settimanale, Carla Vanni. In quell’occasione, lo stilista Giorgio Armani era stato “direttore per un giorno” della rivista, una scelta che non è piaciuta all’ Ordine dei giornalisti del Piemonte, perché costituisce una forma di abdicazione dell’autonomia del lavoro giornalistico e di non tutela del titolo professionale, ingenerando una confusione di titoli, ruoli e competenze. Legittimare l’ingerenza di “estranei” nel lavoro giornalistico, inoltre, potrebbe costituire un precedente anche per altri settori del giornalismo.

«È sempre più evidente - ha commentato il presidente dell’Odg del Piemonte, Sergio Miravalle - il rischio di commistione tra giornalismo e pubblicità. Proprio per questo è necessario tenere distinti l’informazione dal messaggio pubblicitario (…)».

(…) La Direzione generale periodici di Mondatori «(…) ritiene che si tratti di un equivoco gigantesco - si legge in una nota - L’operazione editoriale è del tutto simile ad altre analoghe già effettuate sia all’estero che in Italia anche di recente, dove testimonial importanti sono stati chiamati a “firmare”, ovvero a connotare un’edizione di un periodico, lasciando la possibilità alla redazione di svolgere in piena autonomia l’usuale lavoro giornalistico guidata dal direttore responsabile della testata. Mondadori sosterrà ogni azione che Carla Vanni vorrà intraprendere per difendere la propria rispettabilità, la propria carriera e la storia di Grazia (…)».

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