Appello per la bella televisione
DSInformazione, 26 ottobre 2007 - Siamo lavoratori, giornalisti, autori e operatori della RAI e del mondo della televisione, dell’informazione e della comunicazione. Vogliamo un’informazione libera, fondata su valori e scelte che aiutino l’Italia a diventare un paese moderno. La modernità non è sinonimo di cinismo e di crudeltà. Un paese è moderno quando la libertà e la giustizia valgono un po’ di più del mero consumo o dell’audience.
Per questo pensiamo che la televisione pubblica debba essere sottratta a logiche burocratiche, partitiche o sottomessa a interessi lobbistici e corporativi. Pensiamo, tuttavia, che le televisioni commerciali debbano competere nel mercato con valori che promuovano il merito e non la forza.
Per questo, intendiamo aprire una larga discussione, senza rete e senza ipocrisie, sul ruolo della televisione oggi in Italia, sul suo rapporto con il paese e con la cultura italiana. Abbiamo l’impressione che la tv da tempo sia stata lasciata sola . Così può andare alla deriva, trascinando con sè la cultura del paese.
Non lasciamo sola la televisione, non abbandoniamo a se stessa un pezzo della cultura italiana.
Per discutere di questo vi invitiamo Martedì 30 Ottobre alle ore 17.30 al Hotel Massimo D’Azeglio, via Cavour,18 Roma.
Per leggere il testo completo, clicca qui.





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