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La scommessa di una piccola grande BBC

di Simona Petaccia (23/10/2007 - 21:51)

Articolo21.it, 23 ottobre ‘07: articolo di Matteo Maggiore - La BBC dimagrisce. Il Direttore Generale, Mark Thompson, ha annunciato mercoledì scorso quella che può sembrare una dieta brutale: riduzione di 2500 posti tra ora e il 2012. Tolti i pensionamenti e le partenze “fisiologiche”, i licenziamenti dovranno essere circa 1800.

L’annuncio di migliaia di licenziamenti all’indomani di un accordo con il governo su un finanziamento complessivo di circa 22 miliardi di sterline (oltre 30 miliardi di Euro) su sette anni sembrerebbe incomprensibile. Nel caso della BBC, se non perfettamente normale, stupisce solo fino a un certo punto. È parte annunciata della sua strategia, che per convincere (e per avere successo) deve essere perseguita coerentemente.

Sembra paradossale, ma i servizi pubblici con la reputazione migliore sono anche i più fragili. La reputazione di indipendenza e spirito di missione della BBC si fonda - quasi sempre - sulla realtà: le nomine non sono dettate dai partiti, giornalisti e produttori ostentano spirito critico verso il mondo politico, e il management della Corporation non si aspetta favori da nessuno. (…)

Ora, da una parte quest’indipendenza favorisce la qualità della programmazione e porta consenso da parte del pubblico, ma dall’altra rende la BBC più fragile di altri servizi pubblici perché più vulnerabile all’impatto diretto del pubblico dibattito sul suo futuro. (…) La discussione sui principi che la sostengono non cessa mai.

(…) L’accoglienza riservata all’annuncio è un misto di critiche puntuali e ostentata freddezza. Uno dei manager della BBC, ascoltando la terza versione della comunicazione fatta dal DG e dai direttori operativi nello stesso giorno al terzo gruppo di personale e dirigenti, commentava laconico: “Peggio dell’annuncio di licenziamenti alla BBC ci sono solo i dibattiti dopo l’annuncio…”. Ma in realtà un servizio pubblico che taglia migliaia di posti fa notizia anche in Gran Bretagna, e i sindacati hanno annunciato battaglia. Ma una certa aria da catastrofe annunciata c’è. (…)

Se alla riduzione annunciata in questi giorni si aggiunge quella operata negli ultimi tre anni – 3800 posti in meno – la cura dimagrante sembra veramente drastica. Quale visione può valere tutti questi posti di lavoro?

La BBC vuole diventare un’impresa multimediale. Tale obiettivo è dettato dall’evoluzione tecnologica e dal comportamento degli utilizzatori: la gente finanzia, col canone, il contenuto BBC, e si aspetta di accedere a quel contenuto in qualsiasi momento, luogo e modo, senza limitazioni di piattaforma o apparecchio ricevente. Questo comporta da un lato costi di distribuzione crescenti – la multimedialità comporta l’accesso a molte reti diverse – e dall’altro la necessità di rendere il contenuto versatile e utilizzabile ovunque, non solo tecnicamente, ma anche in modo da renderlo vincente su ciascuna piattaforma.

Mark Thompson annunciò il suo obiettivo al suo arrivo al timone della BBC nel 2004. Seguì la prima ondata di tagli, che dimezzarono lo staff amministrativo sfiorando appena le divisioni di produzione e servizi. Questa volta, al contrario, saranno colpite le divisioni Giornalismo (News), Audiovisivi (Vision, che ha accorpato la televisione sia lineare che on demand su internet), Radio (Audio and Music) e Nuovi Media (Future Media and Technology).

Mark Thompson vuole fare cinque cose:

-          Mettere l’accento su qualità e innovazione. “Produrre meno, ma con standard di qualità piu’ alti”. La BBC ridurrà la produzione del 10% tra ora e il 2012, risparmiando circa 100 milioni di sterline l’anno. Ma non rinuncerà a nessuno dei suoi 8 canali televisivi, alla presenza sul web o ai piani per l’alta definizione.

-          Concentrarsi su parti di pubblico che la BBC non raggiunge. Senza tralasciare i suo pubblico principale, la BBC deve riconquistare i giovani e il pubblico interessato in contenuto regionale e locale.

-          Offrire tutto il suo contenuto on demand. Si tratta di “ridefinire il broadcasting” come contenuto multimediale, e offrire una serie di prodotti per l’accesso a discrezione dell’utilizzatore.

-          Sostenere la transizione al digitale. La BBC è tenuta a operare importanti investimenti nella costruzione della rete digitale terrestre, nello sviluppo di un’offerta satellitare gratuita in accordo con altri broadcaster, e nell’offerta su banda larga ad alta velocità.

-          Vincere la sfida creativa. La BBC mira a diventare “il broadcaster piu’ creativo del mondo.”

Per fare tutto questo, Thompson deve trasformare la BBC in un’azienda “dinamica, flessibile, dove la gente può dare il massimo della creatività.”

(…) Il Direttore Generale ha, quindi, almeno tre problemi da risolvere, per ognuno dei quali la riduzione del personale sembra un passo, se non sufficiente, necessario:

-          Efficienza e risparmi. Per liberare le risorse necessarie a investire in infrastruttura oltre che in contenuto nei prossimi sei anni, occorre fare scelte rapide e chiare di prioritarizzazione di spesa.

-          Semplificazione decisionale. Le dimensioni dell’azienda non sono solo un problema di finanze, ma rallentano, complicano e offuscano i processi decisionali, rendendo la vita nell’industria delle comunicazioni, soggetto a rapidissimo e incessante cambiamento, ben più difficile del necessario.

-          Integrazione creativa. La multimedialità richiede integrazione tra diversi dipartimenti, e anche qui le dimensioni della BBC e l’impermeabilità, l’autosufficienza dei suoi dipartimenti sono d’intralcio.

(…) Thompson ammette che il risultato finale sarà una BBC più piccola che in passato, ma in un’industria sempre più slegata dal mondo fisico e legata alla creatività e all’immateriale, spera che il suo impatto sarà maggiore. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

Tag: BBC,MarkThompson

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