Le tavole della legge per gli UGC
LSDI,
Lo scrive Tommaso Tessarolo sul suo blog omonimo, spiegando che
<<(…) È una sorta di minaccia velata nei confronti del mondo Internet: o si rispettano le tavole o partiranno denunce a profusione. Il senso è più o meno questo. Preso atto dell’impossibilità di arginare il fenomeno i grandi attori decidono di accettare la sua esistenza dettando però loro le regole>>.
In pratica, secondo Tessarolo, scatta una sorta di “censura preventiva”:
<<Quindi niente più materiale online fintantoché le macchine non abbiano eseguito il loro lavoro. In caso di falsi positivi amen, il video non va “in onda” e chissenefrega. In pratica è come dire: gli utenti vengono comunque dopo le major, per vedere pubblicato il loro materiale devono aspettare e se qualcosa va male peggio per loro. Mi chiedo, ma non stavamo viaggiando su altre frequenze? Il principio non era quello dello sharing, del potere che emerge dal basso? Hanno più da perdere le Major per qualche ora di permanenza di una loro preziosissima clip su YouTube o gli utenti a vedersi censurare preventivamente la messa online del loro materiale? Per altro, nei 15 preziosissimi punti non vi è menzione di render pubblici i criteri di filtro da parte dei “raccoglitori” di UGC. Non è dato sapere quali sono i principi algoritmici secondo i quali viene applicato il filtro. Per cui se un vostro video non vedrà mai la luce online non potrete far altro che credere che sia incappato in un clamoroso falso positivo, anche se magari non conteneva nulla di anomalo. (…)>>.
Poco importa, le regole ormai sono date e chi non le rispetta verrà perseguito. Google in testa.
<<(…) Il secondo problema nascosto nelle 15 regole è ancora più grave. Se per caso vi venisse in mente di attivare sul vostro sito un servizio di raccolta di UGC sappiate che dovete mettere a budget qualche milione di dollari per acquisire uno dei software in circolazione per la censura preventiva. Non importa se su 100 mila utenti magari solo 100 siano i “criminali”, non importa niente. Appena vi beccano con 1 minuto di “LOST” sul sito senza che abbiate il censuratore preventivo vi fanno chiudere. (…) La raccolta di materiale generato dagli utenti deve essere limitata al massimo e consentita solo a chi ha i soldi per censurare preventivamente. Anzi no, una possibilità vi è stata data, è scritta nelle 15 regole: potete controllare tutto a mano. Questo vi è consentito. (…) Per fortuna che ci hanno pensato, cosi almeno qualcosa potrà continuare a sopravvivere. Ma non vi azzardare a fare numeri importanti perché altrimenti non riuscirete più a capirci nulla (…)>>.
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UFFICI STAMPA: CGA, nelle AUSL sono obbligatori
Aziendeoggi.it, 17 ottobre ’07 - Gli uffici stampa nella Aziende sanitarie locali in Sicilia sono obbligatori.Lo afferma un parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa su ricorso del giornalista Leonardo Guida contro la delibera del 2005 con cui il direttore dell’Ausl 1 di Agrigento aveva revocato l’ufficio stampa creato nel 1990.
Il parere ribadisce quanto da sempre sostenuto dal sindacato dei giornalisti e dalla stessa Regione, che con due direttive degli assessori alle Autonomie Locali, Stancanelli prima e Colianni poi ha sancito la necessità che siano istituiti uffici stampa nella pubblica amministrazione, tra cui le Ausl, nonché l’obbligo di confermare quelli esistenti per assicurare la trasparenza amministrativa ai cittadini, al fine di prevenire gli abusi e le omissioni di funzionari infedeli. (…)
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