UDINE - Giornalismo in marilenghe: un seminario della Provincia
ASG MEDIA, 24/08/2007 - Scambiare esperienze e professionalità, condividere progetti e modalità operative nel campo della comunicazione, spinti da un obiettivo comune: tutelare e valorizzare le lingue minoritarie come indiscutibile patrimonio di un popolo. Questo il significato del seminario "Fare informazione in lingua friulana, incontro con i giornalisti ladini" che si è tenuto questa mattina nel Salone del Consiglio di Palazzo Belgrado, la Provincia di Udine (…).
Nel corso della mattinata, dopo il saluto delle autorità, si sono susseguiti gli interventi di alcuni rappresentanti dei principali periodici locali in lingua friulana mentre nel pomeriggio è stata la volta delle emittenti radiotelevisive e della comunicazione in rete (…).
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KENYA: Il Presidente non firma la legge sull'informazione
Apcom-Fus 23-AGO-07, 22:10 *** Nairobi, 23 agosto 2007 - Il presidente del Kenya, Mwai Kibaki, si è rifiutato di firmare la controversa nuova legge sull’informazione approvata nelle scorse settimane dal parlamento keniota, accogliendo di fatto le proteste dei giornalisti di tutto il paese e le critiche che il disegno di legge aveva sollevato in tutte le principali organizzazioni per la difesa della libertà di stampa locali e internazionali. Lo riferisce l’agenzia Misna.
“Lo spazio all’interpretazione lasciato dal testo di legge potrebbe inibire fortemente la libertà di stampa e minare i progressi democratici computi finora come nazione” ha detto lo stesso presidente Kibaki, commentando al quotidiano Daily Nation il suo rifiuto di controfirmare la legge.
Lo stesso consigliere di giustizia del presidente, Amos Wako, che ieri ha presentato al capo di Stato il disegno di legge aveva annunciato che avrebbe chiesto a Kibaki di non firmare il provvedimento.
Per settimane i giornalisti keniani hanno inscenato proteste e manifestazioni, l’ultima nei giorni scorsi quando centinaia di professionisti dell’informazione sono scesi per strada nel centro di Nairobi con la bocca chiusa dal nastro adesivo, per condannare alcuni passaggi della legge e in particolare quello che prevede l’obbligo di rivelare la fonte delle proprie informazioni.





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