Ali ha pagato con la vita il prezzo dell'autonomia
Articolo 21, articolo di Enzo Nucci del 20 agosto 2007 - Ali Iman Sharmake doveva recarsi in Italia a fine settembre per partecipare ad una tavola rotonda sul tema "informazione e guerra" al Prix Italia in programma a Verona. Doveva confrontarsi con i direttori delle tv pubbliche di Afghanistan e Iraq, tutti paesi martoriati dalla guerra. Agli inizi di ottobre inoltre avrebbe dovuto prendere parte come relatore anche ad alcune sessioni di lavoro organizzate dalla Tavola della Pace in preparazione della marcia Perugia-Assisi in programma per domenica 7. Una bomba, o meglio una mina, ha spezzato la sua vita impedendogli di farsi conoscere anche in Italia.
Ali ha fondato e diretto "HornAfrik" , una stazione radiotelevisiva molto popolare in Somalia. Era ormai cittadino canadese ma nove anni fa aveva deciso di tornare in patria proprio per fondare questa radio e tv che trasmettendo su satellite è molto seguita anche dalla diaspora somala nel mondo.
Sabato a Mogadiscio era andato al funerale di un altro giornalista, ucciso poche ore prima. Aveva tenuto l'orazione funebre condannando la violenza che squassa il paese. Risalito sull'auto, un ordigno telecomandato ha fatto saltare in aria l'automobile. Nello scoppio sono rimasti feriti anche una giornalista ed il comproprietario della radio.La polizia ha annunciato l'arresto di due persone.
"Questi assassinii selvaggi di giornalisti sono un indicatore delle condizioni pericolose di lavoro dei giornalisti in Somalia, dove il caos e l'assenza di legge minaccia il giornalismo indipendente" afferma
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http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5264
Ilaria Alpi:il fumetto in mostra alla Festa dell'Unità
Comunicato stampa dell'Osservatorio Ilaria Alpi, 20 agosto 2007 - Saranno esposte in anteprima alla Festa dell’Unità di Bologna, dal 24 agosto al 17 settembre, le tavole di “Ilaria Alpi, il prezzo della verità”, graphic novel dell’editore trevigiano BeccoGiallo, in uscita a settembre.
Il fumetto, scritto da Marco Rizzo e disegnato da Francesco Ripoli, racconta del brutale omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (che per conto del Tg3 indagavano sui loschi traffici in corso tra Italia e Africa) avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Le venti tavole esposte congelano diversi momenti delle ultime settimane di vita di Ilaria e Miran: venti estratti magnificamenti dipinti da Francesco Ripoli, con crudo realismo e appassionata cura del dettaglio, per un percorso che va dalla decisione di Ilaria Alpi di ripartire per la Somalia all’agguato per le strade di Mogadiscio.
E il 15 settembre, in una serata interamente dedicata a Ilaria Alpi, si svolgerà la presentazione ufficiale in anteprima nazionale del fumetto, alla presenza degli autori, dell’editore e di giornalisti quali Roberto Scordova (Tg3) e di Mariangela Gritta Grainer dell’associazione “Ilaria Alpi” ed esperta del caso. Di seguito saranno proiettati spezzoni tratti da: "Nient'altro che la Verità" di Sabrina Giannini (Report) "Veleni di Stato" di Roberto Scardova e Sigfrido Ranucci e "In Somalia" di Francesco Cavalli e Alessandro Rocca.
Il volume, come è nella consueta linea editoriale di BeccoGiallo, è frutto di una ricostruzione di fiction da fonti autentiche, che punta alla denuncia e alla divulgazione. “Come per gli altri casi, questo libro è un indignato grido d'appello – dichiara il direttore editoriale Guido Ostanel – Noi vogliamo sapere chi ha voluto la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, e perché. È una questione di civiltà”. Il libro inoltre contiene degli approfondimenti a cura di chi Ilaria l’ha conosciuta e di chi ha studiato e seguito la vicenda: dalla giornalista del Tg3 Giovanna Botteri allo studioso Francesco Barilli, passando per l’attrice Giovanna Mezzogiorno.
Laboratorio Rai di inchiesta e documentario sociale
Articolo21 si fa portavoce dell’appello lanciato dal progetto avanzato dal giornalista indipendente e regista Rai Stefano Mencherini, con il quale si propone alla RAI l’istituzione di un laboratorio di inchiesta e documentario sociale per riportare al centro della sua missione il concetto e i contenuti che hanno distinto in passato il Servizio pubblico.
«Per questo – afferma l’autore nel testo presentato allo staff del direttore generale Claudio Cappon - credo occorra formare una nuova struttura (in grado di sopravvivere agli avvicendamenti delle dirigenze senza essere modificata nelle sue linee originarie) in grado di produrre documentari e inchieste per l’intero pacchetto di offerte Rai: dalla radio alla televisione generalista via cavo, fino alle satellitari. In sinergia e accordo, ovviamente, con le diverse direzioni di rete e con i loro progetti editoriali. In questo caso la Rai sarebbe in grado di offrire prodotti mirati (anche tempestivamente sulla stretta attualità) di buon ascolto e soprattutto di contenuto. Con una programmazione non episodica ma strutturata e pianificata dai palinsesti, si dovrebbe poi dare certezza alle messe in onda e alle scelte degli orari di messa in onda (prima, seconda e terza serata)».
«All’interno del progetto – continua - potrebbe poi nascere una vera e propria scuola di formazione al documentario, che oltre alla proposta e alla vendita dei propri prodotti anche sul mercato estero, potrebbe essere il fiore all’occhiello di una rinata necessità di riportare la Rai su progetti di qualità che ne rinforzerebbero immagine, sostanza, ruolo. La scuola potrebbe essere organizzata in collaborazione con atenei e/o accademie che si sono distinte su questo fronte».
Le adesioni già pervenute alla redazione di Articolo21 sono pubblicate on-line seguendo l’ordine d’arrivo delle stesse. Per consultarle, visitare la seguente URL: http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5241





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