È morto il saggista e giornalista Franco Carlini
Corriere.it (Genova), 30 agosto 2007 - Franco Carlini, uno dei maggiori esperti italiani di Internet, è morto per un malore improvviso la notte scorsa nella sua abitazione a Genova.
Carlini, 63 anni, genovese, laureato in fisica, collaborava con il Corriere della Sera dal 1989 e dal 2001 con Corriere.it, sul quale si occupava di web economy e di dinamiche sociali sulla Rete, oltre che con il Manifesto, dove teneva
Aveva fondato
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http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/30/franco_carlini.shtml
Risparmiare sugli addetti stampa
L’isola Possibile, articolo di Piero Cimaglia del 29 agosto 2007 - Tempi duri per gli addetti stampa di comuni e province siciliane. Il 5 giugno
Uno stop alle buste paga “gonfiate” concesse ai giornalisti dai comuni e dalle province siciliane. Privilegi finora limitati a pochissimi fortunati. Quasi tutti gli addetti stampa sono infatti precari, in genere scelti senza alcun criterio di selezione ma solo in base ad un rapporto di conoscenza personale con sindaci ed assessori. Nessuna mazzata, dunque, al clientelismo negli uffici stampa ma la semplice eliminazione di alcune norme di tre leggi regionali: la numero 33 del 1996, la numero 8 del 2000 e la 2 del 2002.
E pensare che tutto è iniziato con un ricorso al Tribunale di Marsala. Due addetti stampa e gli eredi di un terzo volevano riconosciuta la maggiorazione di qualifica e retribuzione prevista dal contratto giornalistico. Non solo non gli è stata riconosciuta, ma ora verrà negata anche agli altri che invece ne godevano. Non è finita qui perché adesso gli amministratori pubblici che continuano a sottoscrivere un contratto diverso da quello degli enti locali, rischiano di essere chiamati a rispondere, ai danni delle proprie tasche, dalla Corte dei Conti.
FONTE: http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=2979
Il ritorno di Piero Ricca
ZEUS News, articolo di Dario Meoli del 23/08/2007 --- (…) Avevamo parlato alcune settimane fa del blog di
Ringraziando quelli che lo hanno sostenuto in queste settimane,
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http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6052
PRSA: Certificazione per i relatori pubblici
Pr Tactics and The Strategist Online del 14 agosto 2007 --- Il Consiglio di Amministrazione della PRSA (Public Relations Society of America) ha approvato l’istituzione di un gruppo di lavoro che analizzi il problema della certificazione dei relatori pubblici.
“Il tema della certificazione è stato discusso, sviscerato e dibattuto per anni,” ha notato in un comunicato stampa Rhoda Weiss, Chair e CEO della PRSA, APR. “Questo gruppo di lavoro (…) ci aiuterà ad individuare i prossimi passi. L’obiettivo è individuare le credenziali professionali che potrebbero essere convalidate attraverso un processo di certificazione esterno. Il nostro scopo finale è arrivare ad un ulteriore vantaggio competitivo sul mercato per i nostri soci”. (…)
Questi i primi obiettivi del gruppo di lavoro:
- Condurre una ricerca esaustiva sulla fattibilità della certificazione professionale per le relazioni pubbliche
- Identificare le potenziali aree di certificazione con i responsabili PRSA delle diverse aree professionali, come servizi pubblici, governo, salute e altre in cui numerosi relatori pubblici operano offrendo servizi specialistici
- Scegliere uno o due di queste aree come obiettivo dell’indagine e analizzare come la PRSA potrebbe introdurre una certificazione
- Analizzare come la PRSA potrebbe controllare la certificazione per garantire che qualunque sia l’attività per la quale viene proposta, vi sia un approccio credibile, uniforme e largamente accettato e che il monitoraggio e la convalida siano imparziali
- Presentare al gruppo dirigente della PRSA le conclusioni del gruppo di lavoro
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http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44552
Enzo Baldoni: esempio per le nuove generazioni
Spoletonline.it, 26 Agosto 2007 - A tre anni dalla sua morte (26 agosto 2004) con queste parole, il capogruppo di Prc-Se Stefano Vinti, rinnova l'invito alle autorità, affinché facciano tutto il possibile per arrivare al ritrovamento del suo corpo martoriato, ed ai sindaci dei comuni umbri, perché intitolino a suo nome una via o una piazza nella propria città.
Così lo stesso Vinti ricorda Enzo Baldoni: "Un giornalista coraggioso che si era recato in Iraq, un paese martoriato dalla guerra per capire e raccontare le sofferenze di un popolo che alla guerra stava pagando un enorme tributo di sangue. Per poterlo fare compiutamente, Enzo Baldoni non si sottrasse ai pericoli nei quali poteva incorrere ed anziché seguire l'esempio di tanti suoi colleghi che parlavano di quel conflitto comodamente seduti nella hall di un hotel a cinque stelle, scelse una strada completamente diversa: il contatto fisico con la gente, le escursioni nei luoghi più colpiti ed esposti, le visite agli ospedali, fra i feriti e gli intrepidi medici ed infermieri che facevano i conti con i pochi mezzi che avevano a disposizione nel tentativo disperato di salvare più vite possibili. Alla fine questa sua generosità e disponibilità l'ha pagata a caro prezzo, ma rimanga ai suoi cari, ai quali rinnoviamo la nostra sincera solidarietà, la consolazione che la sua vita non è stata spesa invano".
FONTE:
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=41998&from=&paginafrom=
UDINE - Giornalismo in marilenghe: un seminario della Provincia
ASG MEDIA, 24/08/2007 - Scambiare esperienze e professionalità, condividere progetti e modalità operative nel campo della comunicazione, spinti da un obiettivo comune: tutelare e valorizzare le lingue minoritarie come indiscutibile patrimonio di un popolo. Questo il significato del seminario "Fare informazione in lingua friulana, incontro con i giornalisti ladini" che si è tenuto questa mattina nel Salone del Consiglio di Palazzo Belgrado, la Provincia di Udine (…).
Nel corso della mattinata, dopo il saluto delle autorità, si sono susseguiti gli interventi di alcuni rappresentanti dei principali periodici locali in lingua friulana mentre nel pomeriggio è stata la volta delle emittenti radiotelevisive e della comunicazione in rete (…).
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KENYA: Il Presidente non firma la legge sull'informazione
Apcom-Fus 23-AGO-07, 22:10 *** Nairobi, 23 agosto 2007 - Il presidente del Kenya, Mwai Kibaki, si è rifiutato di firmare la controversa nuova legge sull’informazione approvata nelle scorse settimane dal parlamento keniota, accogliendo di fatto le proteste dei giornalisti di tutto il paese e le critiche che il disegno di legge aveva sollevato in tutte le principali organizzazioni per la difesa della libertà di stampa locali e internazionali. Lo riferisce l’agenzia Misna.
“Lo spazio all’interpretazione lasciato dal testo di legge potrebbe inibire fortemente la libertà di stampa e minare i progressi democratici computi finora come nazione” ha detto lo stesso presidente Kibaki, commentando al quotidiano Daily Nation il suo rifiuto di controfirmare la legge.
Lo stesso consigliere di giustizia del presidente, Amos Wako, che ieri ha presentato al capo di Stato il disegno di legge aveva annunciato che avrebbe chiesto a Kibaki di non firmare il provvedimento.
Per settimane i giornalisti keniani hanno inscenato proteste e manifestazioni, l’ultima nei giorni scorsi quando centinaia di professionisti dell’informazione sono scesi per strada nel centro di Nairobi con la bocca chiusa dal nastro adesivo, per condannare alcuni passaggi della legge e in particolare quello che prevede l’obbligo di rivelare la fonte delle proprie informazioni.
Rupert Murdoch ha acquisito il Wall Street Journal
Redazione Totem, artico di Emanuela Di Pasqua del 22/08/2007 --- Rupert Murdoch ha acquisito la celebre testata giornalistica americana e ha già ventilato alcuni importanti cambiamenti, mentre altri, sostanziali, sono molto temuti. Ma non per questo si verificheranno. È la notizia dell’estate: il magnate australiano, celebre per non guardare in faccia nessuno di fronte alle ragioni del business, ha comprato il Wall Street, roccaforte del giornalismo d’inchiesta. Inevitabili le preoccupazioni, ma forse anche esagerate. Il Wall Street da sempre ha una redazione editoriale distinta dalla cronaca, famosa in tutto il mondo per le sue inchieste indipendenti e approfondite. E ora che il miliardario australiano annuncia le prime modifiche gestionali e commerciali aleggia un certo timore che la testata statunitense possa snaturarsi.
Murdoch per prima cosa ha dichiarato di voler entrare direttamente in concorrenza con il New York Times, il che significa spingersi verso contenuti più generalisti e abbandonare un pò l’anima finanziaria del colosso mediatico. Inoltre, ma questa è solo un’ipotesi, Murdoch ha parlato di un cambiamento significativo nel modello di business, che potrebbe passare dall’abbonamento a una formula only advertising.
Questo significherebbe, secondo le stime degli analisti, una crescita esplosiva dei lettori di questo giornale, tra i pochi ad aver adottato (con successo e da subito) il modello dell’Internet a pagamento. (…)
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http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=44547
Ali ha pagato con la vita il prezzo dell'autonomia
Articolo 21, articolo di Enzo Nucci del 20 agosto 2007 - Ali Iman Sharmake doveva recarsi in Italia a fine settembre per partecipare ad una tavola rotonda sul tema "informazione e guerra" al Prix Italia in programma a Verona. Doveva confrontarsi con i direttori delle tv pubbliche di Afghanistan e Iraq, tutti paesi martoriati dalla guerra. Agli inizi di ottobre inoltre avrebbe dovuto prendere parte come relatore anche ad alcune sessioni di lavoro organizzate dalla Tavola della Pace in preparazione della marcia Perugia-Assisi in programma per domenica 7. Una bomba, o meglio una mina, ha spezzato la sua vita impedendogli di farsi conoscere anche in Italia.
Ali ha fondato e diretto "HornAfrik" , una stazione radiotelevisiva molto popolare in Somalia. Era ormai cittadino canadese ma nove anni fa aveva deciso di tornare in patria proprio per fondare questa radio e tv che trasmettendo su satellite è molto seguita anche dalla diaspora somala nel mondo.
Sabato a Mogadiscio era andato al funerale di un altro giornalista, ucciso poche ore prima. Aveva tenuto l'orazione funebre condannando la violenza che squassa il paese. Risalito sull'auto, un ordigno telecomandato ha fatto saltare in aria l'automobile. Nello scoppio sono rimasti feriti anche una giornalista ed il comproprietario della radio.La polizia ha annunciato l'arresto di due persone.
"Questi assassinii selvaggi di giornalisti sono un indicatore delle condizioni pericolose di lavoro dei giornalisti in Somalia, dove il caos e l'assenza di legge minaccia il giornalismo indipendente" afferma
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Ilaria Alpi:il fumetto in mostra alla Festa dell'Unità
Comunicato stampa dell'Osservatorio Ilaria Alpi, 20 agosto 2007 - Saranno esposte in anteprima alla Festa dell’Unità di Bologna, dal 24 agosto al 17 settembre, le tavole di “Ilaria Alpi, il prezzo della verità”, graphic novel dell’editore trevigiano BeccoGiallo, in uscita a settembre.
Il fumetto, scritto da Marco Rizzo e disegnato da Francesco Ripoli, racconta del brutale omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (che per conto del Tg3 indagavano sui loschi traffici in corso tra Italia e Africa) avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Le venti tavole esposte congelano diversi momenti delle ultime settimane di vita di Ilaria e Miran: venti estratti magnificamenti dipinti da Francesco Ripoli, con crudo realismo e appassionata cura del dettaglio, per un percorso che va dalla decisione di Ilaria Alpi di ripartire per la Somalia all’agguato per le strade di Mogadiscio.
E il 15 settembre, in una serata interamente dedicata a Ilaria Alpi, si svolgerà la presentazione ufficiale in anteprima nazionale del fumetto, alla presenza degli autori, dell’editore e di giornalisti quali Roberto Scordova (Tg3) e di Mariangela Gritta Grainer dell’associazione “Ilaria Alpi” ed esperta del caso. Di seguito saranno proiettati spezzoni tratti da: "Nient'altro che la Verità" di Sabrina Giannini (Report) "Veleni di Stato" di Roberto Scardova e Sigfrido Ranucci e "In Somalia" di Francesco Cavalli e Alessandro Rocca.
Il volume, come è nella consueta linea editoriale di BeccoGiallo, è frutto di una ricostruzione di fiction da fonti autentiche, che punta alla denuncia e alla divulgazione. “Come per gli altri casi, questo libro è un indignato grido d'appello – dichiara il direttore editoriale Guido Ostanel – Noi vogliamo sapere chi ha voluto la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, e perché. È una questione di civiltà”. Il libro inoltre contiene degli approfondimenti a cura di chi Ilaria l’ha conosciuta e di chi ha studiato e seguito la vicenda: dalla giornalista del Tg3 Giovanna Botteri allo studioso Francesco Barilli, passando per l’attrice Giovanna Mezzogiorno.





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