Nel mirino del Sismi anche giornalisti italiani e stranieri
RaiNews24, 5 luglio 2007 – Nel dossier del Sismi non ci sarebbero stati solo i magistrati come ha denunciato il Csm, ma anche parecchi giornalisti italiani e, in particolare, coloro che ruotavano intorno alla Voce della Campania, un quindicinale del Pci fino al 1980.
"Alla sua redazione, leggiamo sul sito omonimo, si è formata in quegli anni un’intera leva di giornalisti che oggi occupa posizioni di rilievo nel panorama nazionale, a cominciare da Michele Santoro, che è stato l’ultimo direttore della prima edizione".
Schedati anche Giuseppe Giulietti oggi membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Paolo Serventi Longhi,attuale segretario della Federazione nazionale della stampa, Sandro Ruotolo, giornalista del Tg3, collaboratore di Santoro, e Giulietto Chiesa, oggi europarlamentare. Ma non basta, sotto osservazione ci sarebbero stati anche giornalisti stranieri come Eric Jozsef, corrispondente dall'Italia peer il quotidiano francese Liberation molto critico nei confronti del governo italiano.
L'appunto per il direttore, citato dal quotidiano La Repubblica, risale al gennaio 2003 e si intitola: "Attacchi contro il presidente del Consiglio alla vigilia del semestre italiani".
ADCI promuove il capitolo freelance e indice un congresso
Spot and Web n. 125/07 del 5 luglio 2007 – L’Art Directors Club Italiano promuove il Capitolo dei freelance al suo interno e indice il Primo Congresso dei Freelance a Milano, mercoledi 3 ottobre 2007 nell'Aula Magna della Nuova Accademia di Belle Arti.
Da quando l'ADCI è stato fondato, nel 1985, il mercato della pubblicità è molto cambiato. Così come è cambiata la composizione dei soci ADCI: ieri la maggioranza erano dirigenti e dipendenti d'agenzia con una piccola quota di freelance e microstrutture; oggi questa quota è notevolmente cresciuta fin quasi a raggiungere la maggioranza dei soci e ha bisogno di vedere rappresentate anche le sue specifiche esigenze.
Fra i soci fondatori nel 1985 i freelance erano pochissimi. Un freelance che ha fatto parte del Club sin dai primi anni è stato Enzo Baldoni, che vogliamo ricordare, grande pubblicitario e giornalista freelance. Rispetto ad allora, oggi i freelance e i titolari di microstrutture sono una quota rilevante tanto nel Club quanto nel consiglio direttivo.
Nella comunicazione pubblicitaria, i creativi sono l'ingranaggio fondamentale per produrre valore. Oggi molti di questi creativi sono freelance, studi associati, microstrutture, coppie creative aperte e chiuse, associazioni fra professionisti che operano in un mercato sempre più difficile e complesso, anche a causa di alcune particolarità italiane: scarsa comprensione del ruolo del marketing nell'azienda moderna, burocrazia complicata, leggi e mentalità arretrate. Non solo: mentre venticinque anni fa il grosso della pubblicità si faceva a Milano, Torino e Roma, oggi sono sempre più presenti e attivi freelance e microstrutture in tutta Italia, dove in ogni provincia è facile trovare anche piccole e medie agenzie ben strutturate. Sono figure che, per distanza da Milano e Roma, hanno difficoltà a trovare riferimenti adeguati per approfondire una professionalità che, per forza di cose, non trova rappresentazione presso le locali camere di commercio e associazioni professionali.
Il Capitolo Freelance dell'ADCI intende rispondere a questo problema con risorse, eventi, corsi di formazione anche online. Mentre i creativi d'agenzia possono delegare alle strutture d'agenzia alcune problematiche professionali (formazione, aggiornamento, servizi operativi, ricerca fornitori) e le problematiche contrattuali e commerciali (preventivi, contratti, pagamenti), i freelance devono operare su due fronti: la qualità creativa e l'aggiornamento professionale da una parte e il rapporto professionale-commerciale col cliente, sia esso un'azienda o un'agenzia.
L'evoluzione è in atto da molti anni, tant'è vero che molti dipendenti d'agenzia a un certo punto della loro carriera diventano freelance, alcuni per scelta, altri per necessità. Ciò nonostante in Italia resta un enorme vuoto culturale relativo a queste figure professionali che, rientrando nel calderone delle cosiddette PMI (piccole e medie imprese) per le istituzioni sono "aziende" (compresi obblighi e svantaggi), mentre per il mercato sono uomini e donne che svolgono un prezioso ruolo di soluzione dei problemi e consulenza flessibile, di grande valore aggiunto per agenzie e aziende.
Il Capitolo Freelance promosso dall'ADCI ha lo scopo di diventare un punto di riferimento per la comunità pubblicitaria italiana, utile per tutti, per definire le linee generali della qualità creativa e professionale del Freelance e del suo rapporto con agenzie e clienti, ritenendo che qualità professionale e qualità creativa siano piante che fioriscono e prosperano sullo stesso terreno.
La qualità della pubblicità italiana può migliorare anche grazie al miglioramento dei rapporti tra freelance, agenzie, clienti. Qualificare i freelance italiani e indicare linee guida per procedure di collaborazione condivise con agenzie e clienti è un vantaggio per tutti, perché quando il rapporto di collaborazione è chiaro questo va a vantaggio anche del cliente intelligente. Linee guida, esperienza e qualità professionale aiutano anche a gestire i conflitti, che spesso fanno parte del processo di lavoro e del processo creativo. Ad esempio tempi, costi, metodi di lavoro possono essere fisiologicamente motivo di conflitto di interessi o conflitto di priorità tra cliente, agenzia e freelance. Solo dalla positiva gestione di questi conflitti il rapporto di collaborazione ha un esito positivo e soddisfacente per tutte le parti coinvolte.
FONTE: http://www.spotandweb.it/archivio/2007/07/125_07.pdf





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