Marocco-Francia: accordo per scuola privata per giornalisti
Denaro.it, 27-06-2007 - Il gruppo francese Lmd e quello marocchino Eco-Medias hanno sottoscritto una convenzione-quadro per creare una scuola privata di insegnamento superiore per il giornalismo e scienze della comunicazione che avrà sede a Casablanca, informa la Map.
Secondo i termini dell’accordo, il gruppo Eco-Medias si impegna ad assicurare il management generale e la gestione dell’istituto, mentre il suo socio francese si occuperà della selezione degli studenti e della definizione del curriculum accademico.
L’istituto dovrebbe aprire per l’inizio dell’anno accademico 2008, offrendo corsi universitari in giornalismo, comunicazione istituzionale e di azienda, pubblicità (con insegnamenti di materie tecniche e audiovisive), marketing, fotografia e media management.
FONTE: http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=278709
Vinte dall'INPGI due cause contro la Rai
INPGI, circolare di Gabriele Cescutti del 21 giugno 2007 – Cari colleghi, ritengo utile segnalarvi la conclusione positiva di due cause attivate dal nostro Ufficio Legale nei confronti della Rai e originate da due distinte ispezioni dell’Inpgi, con le quali i Giudici hanno riconosciuto l’evidenza del carattere giornalistico della prestazione resa da 17 colleghi, cui invece era stato applicato il contratto ed il trattamento di programmista regista.
Al di là del valore complessivo delle cause – un totale di oltre 330 mila euro fra contributi evasi e sanzioni – quel che più conta (e che avrà notevole importanza in giudizi analoghi) è che i due Giudici abbiano ritenuto inconsistenti le pretese della Rai la quale sosteneva (come, sbagliando, ha sempre sostenuto) che l’attività giornalistica può essere esercitata e riconosciuta soltanto nelle Testate dell’Ente radiotelevisivo, ma non nei programmi delle Reti.
Questo concetto è stato giudicato errato ed inconsistente dai due Giudici, i quali hanno riconosciuto che ha rilevanza non tanto il “luogo” ove l’attività viene esercitata, bensì la caratteristica dell’attività stessa: per cui, se è provato che dei giornalisti abbiano prestato opera propria della professione cui appartengono, il contratto da applicare – sia nelle Testate che nelle Reti – dovrà essere quello giornalistico. E i contributi dovranno essere indirizzati all’Inpgi e non ad altri Enti previdenziali.
Per continuare la lettura, consultare
http://www.inpgi.it/CIRCOLARI/2007/inpgi_circolari-2007-vinte-due-cause-contro-rai.htm
GUERRILLA GARDENING
Repubblica 21 giugno 2007, articolo di BENEDETTA PERILLI - "ABBIAMO iniziato ad attaccare alle 23. Prima rimuovendo bottiglie e cartacce, poi piantando sette arbusti di lavanda e degli alberi. Attendiamo il prossimo blitz". Così Angela 2585 da Milano. Dall'Inghilterra risponde Lyla 1046: "Era una notte buia a fredda a Leeds, nel furgone trasportavamo bulbi, piante, semi, attrezzi da giardinaggio, all'improvviso un agente di polizia ci ferma e ci domanda cosa stiamo facendo, rapida rispondo che facciamo giardinaggio, anzi no facciamo guerrilla gardening". Sono solo alcune delle testimonianze postate sul blog guerrillagardening.org, unico punto di riferimento della comunità di guerriglieri verdi.
Provengono da ogni parte del globo anche se è Londra il quartier generale di questo movimento nato negli anni '70 nella terra madre di tutti le mode, gli Stati Uniti. "Giardinaggio politico" lo chiamano gli attivisti, una forma di azione diretta non violenta praticata dagli ambientalisti al fine di riappropriarsi di aree urbane degradate e abbandonate. I guerrilla gardeners reclamano nuove forme di proprietà che riscattino i terreni pubblici dall'abbandono e dal degrado, la loro lotta è silenziosa, pacifica e profumata. Nel 1964 I giganti lanciavano la loro proposta di pace fatta di fiori che diventano metaforici proiettili da inserire nei cannoni, oggi i fiori sono diventati veri e propri strumenti di contestazione.
Ma chi sono questi guerrieri verdi armati di zappa, vanga e rastrello? Non appartengono a una classe sociale specifica, hanno età variabili e provenienze differenti. Spesso il loro profilo corrisponde a quello dei tanti che fanno parte del movimento della critical mass, cittadini comuni che hanno abbandonato l'automobile e sposato la bicicletta come unico mezzo di locomozione. Ciò che accomuna gli animatori di questo vasto movimento è sicuramente la sensibilità verso la causa ambientalista e la ricerca del bello nel comune degrado urbano. Sono persone che hanno a cuore le loro strade e i loro quartieri, che credono che anche un fiore possa cambiare il mondo. Si identificano semplicemente con il nome di battesimo seguito da un numero progressivo assegnato al momento dell'adesione al gruppo.
Agiscono quasi sempre di notte e soprattutto nelle grandi aree urbane, i loro strumenti sono fiori e piante di ogni genere oltre che una grande varietà di utensili da giardinaggio. Il processo che porta ad un'azione è complesso: un gruppo di attivisti, formatosi spesso attraverso un forum dedicato, studia il territorio per individuare un'area da attaccare, convoca sul luogo di tutti i partecipanti attraverso un tamtam segreto di mail, pianifica l'azione, si procura piante e semi scelti in base alla resistenza, al freddo e alla siccità e al colore. Infine inizia l'azione vera e propria. Prima si pulisce il terreno depurandolo da erbacce e rifiuti, poi si concima la terra e la si lavora per prepararla alla semina.
Per leggere il testo completo, consultare
Blog del movimento: www.guerrillagardening.org
Guerrilla Gardening in Italia: www.guerrillagardening.it





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